Bene e benvenuti su Gitbar, nuova settimana e nuovo episodio qua nel nostro bar degli sviluppatori io non sono sicuro stia registrando fatemi controllare poco spazio sul disco ah che bello, ah che bello, no problem, quindi potremmo perdere la mia traccia ma io ho sempre una seconda traccia, va beh pazienza detto questo io saluto intanto i compari che mi accompagneranno in questa passeggiata verso l'ignoto visto che dell'argomento io ne so tipo zero mi sembra di essere non so se avete visto il meme di Grignani a Sanremo che prova ad argomentare qualcosa e non è in grado di mettere due parole insieme ecco io sono...ma non era un meme? è così dire...ah non era un meme? vabbè ma Grignani è un meme io mi sento un po' come Grignani stasera quindi praticamente non dirò due parole insieme di senso compiuto e come potete vedere ci sono già iniziato ma questo poco male perché ho con me un nutrito numero di compari che mi faranno da insegnante di sostegno in questo percorso all'apprendimento di un topic completamente nuovo.Ho con me infatti Mattia A volte ritorno, ero un po' che non venivo qui nel bar e mi mancavate e quindi ho pensato bene di venire in una puntata su un argomento di cui non so niente così almeno lo imparo Carmine! Buonasera, io sono qui stasera a parlare di una cosa di cui ho detto di saperne qualcosa vediamo che cosa ne esce fantastico, ma abbiamo con noi anche un esperto giusto? Abbiamo con noi David massimo esperto del topic di oggi mi piace perché le presentazioni sono sempre poco imbarazzanti per me poche aspettative massimo esperto infatti vorrei che Carmine ti presenti Carmine non se l'aspettava questa cosa si può fare, l'abbiamo fatto anche la vostra corsa ho avuto il piacere di lavorare con lui un amico, un fratello, un grande professionista il signore dello storage e della mobilità.Rimango basito ogni volta, continuo a non capire.E intanto però Carmine ha già accennato accennato il topic di oggi.Oggi parliamo di Smart Cities.Benvenuti su Gitbar, il podcast dedicato al mondo dei full stack developer, I mezzo artigiani, i mezzo artisti, che ogni giorno infilano le mani nel fango per creare, nel modo più efficiente possibile, quei prodotti digitali che quotidianamente usiamo.sembra di essere a 2024 di radio 24 ma io non sono altrettanto bravo come giornalista no e quindi direi che la prima domanda che io vi faccio è cosa sono le smart cities è una buzz word per spillare soldi pubblici o uno strumento che ha senso in un'era digitale? Permesso che le due cose non si escludono comunque a vicenda.No, Smart Cities sono una cosa vera perché abbiamo tanti dati, generiamo tanti dati anche involontariamente, sempre, quando ci spostiamo, quando acquistiamo cose, quando socializziamo e questi dati se usati in modo corretto ci possono aiutare e possono aiutare le città a migliorarsi a prendere delle decisioni anche identificare dei comportamenti insomma diverse cose o anche cose molto più banali cioè tipo non avere i cassonetti pieni ma dovendo fare un esempio quali sono i tipi di dati che possiamo raccogliere all'interno di una città oltre ai classici semafori e al traffico? beh già avere dei dati di traffico comunque buoni non sarebbe male poi magari ci ritorniamo su.Esatto in realtà questa cosa più spesso viene fatto come esempio, in realtà è una delle cose più complesse da fare, nel senso alla fine credo che li possiamo dividere in quei dati che puoi prendere con l'infrastruttura che c'è già e i dati che devi prendere con l'infrastruttura che non c'è.Ad esempio quella del traffico in realtà è molto più complessa di come ciò che si immagina, perché spesso magari ci sono delle persone che sono convinte "ma io ho la telecamera, se ho la telecamera so automaticamente se c'è traffico o meno.Ovviamente quella è una valutazione qualitativa che fa l'uomo, nel senso che vede dalla telecamera che c'è traffico e quindi c'è traffico.Riuscire a tradurre quell'immagine di traffico effettivamente in un dato è tutta quanto un'altra storia.Diciamo che, come dicevi tu prima, il confine tra buzzword e quello che si può fare è labile, sicuramente è qualcosa che è giusto fare e andrà fatta sempre di più con il corso degli anni, però ecco, va effettivamente modulata.È interessante anche l'aspetto topografico di questa montata così, perché effettivamente siamo in quattro punti d'Europa, insomma, diversi.Io sono giù, David è in mezzo, Mattia è nella città più bella d'Italia e invece Mauro è direttamente fuori.Nella città più bella di Francia.Nella città più bella di Francia.Quindi secondo me sarà anche interessante confrontarsi su questa parte perché se pensiamo alla smart city, in generale possiamo partire dal sito che ti fa provocare, non so, l'asilo nido, quindi che quello effettivamente è un servizio fino all'applicazione che dice "il tuo cassonetto è pieno, vai in un altro cassonetto" o lì c'è il parcheggio.Alla fine, chi ha la fortuna di vivere in un posto dove alcuni servizi sono già digitalizzati ha cominciato già un po' ad assaporare questo flavor, insomma, di questa cosa qui.E questa è la mia prima domanda per tutti voi.Secondo voi, le città in cui vivete sono almeno un pizzico smart? Comincio dicendo che niente.Proprio siamo una cosa più lontana.Credo ci siamo stati buttati milioni in questa cosa finora, ma...vabbè, no.Io, che vivo nella città più bella d'Italia, come hai giustamente detto, soprattutto a livello di clima e di sociabilezza delle persone, ho visto una volta un cassonetto che si dichiarava smart, che aveva il coso che notificava i tizi dell'AMSA per dirgli quando è pieno.Quindi non so se questo sia sufficiente per rendere la città in cui abito smart, oltre che la più bella d'Italia, ma è...e non so nemmeno se funzioni effettivamente questo cassonetto, ma diciamo che dichiara di essere smart.No, diciamo, Fidenzi sì, ci sta provando anche più intensamente in questi anni, però alle volte capitano delle cose, perché magari qualche servizio viene tolto, adesso per esempio in una fase di transizione per quanto riguarda tipo il trasporto pubblico, però per esempio qualche anno fa c'era il tempo reale degli autobus, ci sono i cestini smart, c'era la possibilità per esempio di sapere se ci sono incidenti in varie aree della città, quindi comunque sono secondo me i servizi utili al cittadino.E' chiaro che quando uno ha qualcosa e vorrebbe un po' di più, no? Quindi nel senso se potessi davvero fare le cose burocratiche sul sito sarei molto più contento.Però non so, non si si lamenta.Secondo me è interessante questo punto.Ho detto che vorrei fare le cose burocratiche sul sito.Chiedo che tre città su quattro, quindi tutte e tre Caran della Mia, c'è il modo di fare queste cose in una maniera un po' più più digitalizzata.Diciamo, secondo me, prima di parlare di smart city, potremmo parlare di digitalizzazione in generale.Io vi dico, quando ero nella generica città del centro Italia, ho potuto fare moltissime cose online.Per quanto fossero procedure più o meno ibride del tipo il modulo inviato nel form, che per me è proprio una roba che non ha senso, compilo un form e devo allegare un modulo con le stesse cose che ti ho scritto nel form, però comunque c'era la possibilità di fare determinate cose.E questo qui è stato un impatto anche culturale abbastanza sciocco, quando poi sono andato nella città col mare più bello della campagna.E' vero, effettivamente io non ho ancora il medico, quello di base, perché non vi è una procedura chiara, tutta una serie di prebriocratia, ma io non posso farlo online, io devo andare a fare la fila con i vecchi dalle 6 di mattina per riuscire poi a convincere gli impiegati dell'ASL che quello che sto dicendo io ha un senso e si incrocia con qualche cosa che lui dovrebbe saper fare.Per esempio, questa cosa dove direi prima non l'ho mai dovuta fare, l'ho potuta fare su internet.Potevo chiedere il permesso per parcheggiare l'auto su internet, potevo vedere da casa, prima che io scendessi, se passando un'autobus e sta passando il tram, c'erano incidenze, c'erano incontri.E questo secondo me anche fa parte di tutto quanto il pacchetto di servizi al cittadino.E scommetto che sia a Lione sia nella città più bella d'Italia questa cosa ci sia.Credo che altrimenti...Si, hai perso un'occasione fondamentale per usare una buzzword perché dovevi e non l'hai detto dovevi dire digital transformation che è la parola più utilizzata da tutti i commerciali delle aziende di consulenza che vendono tecnologia e detto questo io salto un attimino un ragionamento perché mentre parlavate mi veniva in mente una cosa allora io prima di trasferirmi qua a Lione ho abitato per diversi anni quasi una decina a Budoni, Budoni vicino a Santiodoro una località Balneare e Sarda, località io li chiamo Paesi Fisarmonica perché da paese durante la stagione estiva diventano più che una media città, con tutti i disagi legati a questo incremento e questa densità di persone sullo stesso territorio ed è là che in realtà i servizi digitali fanno la differenza.Io per un po' di tempo mi sono occupato di turismo e di di destination management e uno dei ruoli del destination management era anche quello di innovare la gestione dei servizi in un dato territorio, che era una cosa fondamentale e quindi mi sono però nel contempo trovato a ragionare in termini di grande città e piccolo paese.Fondamentalmente la digitalizzazione messi da parte i classici servizi comunali che per me dovrebbero essere condizioni sine qua non, la digitalizzazione di tutti gli altri servizi a partire dalla mondezza per esempio là c'è la raccolta porta a porta fino ad arrivare al traffico, ci sono quattro vie principali, sai che non lo devi spiegare che alle cinque quando stanno tornando dalle spiagge quelle vie sono imballate, quindi in realtà questa esigenza non c'è e lo shock l'ho avuto poi quando mi sono trasferito nella grande città e nel centro della grande città.Una cosa che mi ha catturato l'attenzione è per esempio la sensoristica che io ho trovato qua a Lione.Lione è una città zeppa di sensori a partire dalle toilette comunali che sono un po' da percorrere.Che sensore c'è nella toilette comunale? Il sensore di autopulizia che ti dice che la toilette è aperta e chiusa, che la toilette è pulita o sporca.Hai sensori di passaggio sulle strade, spessissime volte vi trovate dei tubi, due tubi, uno a fianco all'altro che crossano la strada, attraversano la strada con una cassettina in metallo ancorata al pavimento.Quelli sono dei sensori di passaggio che servono per raccogliere una serie di informazioni.Oltre a questo insomma ci sono tutte tutte le sensoristiche, per esempio io quando vado in discarica vado con la mia smart card e getto i rifiuti, no? E questa cosa mi ha stupito però mi rendo conto che in una città delle dimensioni di Lione tu devi agire in questo modo per cui la domanda che vi giro è si ha senso parlare non solo di smart cities ma anche di smart village? Io sì, Sì, secondo me sì.Ho due domande che mi ronzano in testa da quando abbiamo iniziato.Non so quanto siano verte dal fatto che non conosco bene l'argomento, però la prima è sicuramente ha senso parlare di smart agglomerato urbano di qualunque dimensione.E allora la domanda è, secondo voi, lo sforzo per smartificare un paese o una città o una piccola cittadina è giusto che venga dal basso, da parte del mauro della situazione che lavora nel comparto del turismo di un piccolo paese o dovrebbe essere standardizzato dall'alto per fare in modo che le smart cities usino tecnologie almeno compatibili tra di loro evitare che ognuno si faccia la sua merda a modo suo? Sì, questo è un po' centrato, nel senso che è centrato un po' il punto.Adesso però avete detto due cose su cui volevo tornare su entrambe.Una cosa che prima era spuggita, quando ha detto "è piena di sensoristica" mi è scattato un campanello, detto "ah sì, effettivamente la sensoristica anche proprio dell'aria, dell'acqua, monitoraggio ambientale in generale è una cosa abbastanza comune e infatti molte città hanno molte esigenze che non sono custom, indipendentemente dalla loro dimensione, cioè magari cambia la soluzione effettiva di monitoraggio, però tu vuoi sempre sapere la stessa cosa, cioè quanto è inquinata l'aria e in che momento.Quindi abbiamo esigenze che sono comuni, una grande quantità di dati che se usi la soluzione miocoginistica non riesci a gestire e altre cose e quindi si effettivamente si schiappa un pastrocchio.Però fortunatamente l'Europa ci sta lavorando, nel senso che vedo che molti bandi, per esempio sotto Horizon, in generale ci sono molti bandi che parlano di questo e che spingono le città ad adottare, cioè spingono le città a interoperare in generale, a condividere i dati, a condividere soluzioni e poi in ultima l'idea sarebbe di riuscire ad adottare uno stack comune o se non comune interoperabile.In questo caso nonostante tutte le proposte che sono venute poi dal basso, qualcuno dall'altro si è reso conto che era necessaria una normalizzazione e quindi si sta mettendo effettivamente dei soldi e altri risorsi.sono d'accordissimo con David nel senso che se tu vuoi fare qualcosa di efficace è necessario in qualche modo un coordinamento di natura non solo tecnica perché anche un coordinamento di natura politica nell'azione e voglio espandere il ragionamento che faceva Mattia del coinvolgimento della sovrastruttura no? Piccoli village, piccole città e serve una sovrastruttura che in qualche modo faccia in modo che questi villaggi queste città possano in qualche modo anche interoperare tra di loro ma voglio buttare l'amo anche oltre no? Quando si parla di smart city io non voglio usare la parola smart city possiamo bandirla oggi perché mi sembra le città smart city che vedo mi sembrano tutto tranne che smart perché no smart city fondamentalmente è una città che raccoglie informazioni l'elabora e guida le decisioni e fa permette la presa di decisioni guidate in funzione dell'informazione ma se chi prende le decisioni è una testa di dirapa come in in molti casi succede, in alcuni casi succede, scusate la mia enfasi in questa cosa, non so se notate che ho lavorato col pubblico prima no? No però in questo caso sono tutto tranne che smart e una cosa che ho imparato nelle mie precedenti vite è che in realtà una città digitale come preferisco chiamarla, digitalizzata, in qualche modo presuppone il coinvolgimento attivo di tutti gli stakeholder per cui immaginiamo la città Lione, ok? che vuole essere una città digitalizzata deve mettere in grado il cittadino le attività commerciali e le attività non commerciali vedasi associazioni, fondazioni, scuole, ospedali, pubbliche e/o private, deve metterli in condizioni di condividere le informazioni perché fondamentalmente quello che una smart city fa è far circolare l'informazione affinché le decisioni a tutti i livelli a livello politico, chiudo investo in questa cosa, investo in quella, a livello urbanistico quindi ingegneristico, chiudo una strada cambio un senso unico, a livello sociale faccio un evento non faccio un evento ma anche a livello del cittadino che dice ok oggi vado a quest'evento dell'associazione X perché l'informazione dell'associazione X ha fatto bubble up ed è arrivata in un hub centrale che può essere come io adesso abito a Lione sì però in un quartiere che conta 10.000 abitanti noi abbiamo l'app della città, tutte le associazioni submitano i contenuti attraverso un piccolo portalino e noi ce li ritroviamo tutti sull'app.E io so quando c'è l'associazione dei vecchietti che sta piantando le piantine per strada o sta pulendo i marciapiedi e decido se andare o no a dargli una mano.Ed è fantastica questa cosa ed è molto più smart di come si possa pensare talvolta, no? o altrettanto smart del semaforo intelligente e del pollution sensor che ti dice adesso vai a piedi.Sì però questo richiede, sì scusa Carmen, richiede come hai detto prima cosa, richiede il contributo di tutti quelli che stanno nella città digitale, non solamente dell'amministrazione.Quindi tu non sei più come utente un fruttatore di contenuti, diventi anche - adesso sembra che stiamo parlando di social - insomma un po' il concetto potrebbe anche estendersi a questo, però dico diventi parte attiva in cui inserisci effettivamente di contenuti e dei dati scusate.Quello che invece, diciamo questo esempio è abbastanza come dire sciallo, nel senso che se uno ha un'attività o ha un'attrazione e ha tutto l'interesse chiaramente di pubblicizzare proprio evento e la gente intorno a lui ha l'interesse a vedere un evento, Però se si va su delle informazioni di movimento o presenza, il topic diventa più sensibile.Per esempio, chiedere ai cittadini, anche ai turisti in generale, di dirti dove sono in un determinato istante o in una parte della loro giornata, anche banalmente chiedergli con che mezzo si stanno spostando diventa un problema sia a livello emotivo, come faccio a spiegarti? come faccio a spiegarti e tu devi fidarti di me che io farò con cui date le cose giuste e li tratterò magari in maniera etica, possiamo dirlo così.Diventa complesso anche a livello burocratico.Questa cosa secondo me passa anche perché tanto non sapevo che se il teorio di Sard è andato a finire, ogni volta si passa di questo.No, no, no, questa cosa è imprescindibile da una volontà politica locale non di andare in questa reazione.Questi discorsi che stiamo facendo io sono molto d'accordo con tutti quanti e mi ricordano tanto, ma parliamo proprio ragionamenti del Movimento 5 Stelle della primissima ora, con cui io ero fortemente d'accordo, si parlava di cittadinanza che poi hanno preso tutta quanta deriva, ma io ricordo che c'era del fermento, specialmente da parte delle persone più giovani, per andare in questa direzione.Se poi vediamo quello che è diventato nel tempo, nel senso noi siamo comunque le stesse persone che siamo state in grado di accapigliarci una roba che faceva contact tracing in una maniera veramente blanda, quindi figuriamoci come fa la politica a spiegare una cosa del genere alle persone.Ed è qui, secondo me, che c'è lo stallo di tutto.C'è una grande richiesta di automatizzare, di digitalizzare, di rendere più smart tantissimi processi della nostra vita di tutti i giorni, ma allo stesso tempo non si ha la volontà politica di farlo, dove la politica intende proprio spiegare alle persone a che cosa serve e la volontà di impiegare i soldi che già sono stanziati per queste cose.Perché ci stesse ascoltando, i soldi per la digitalizzazione e per le smart cities ci sono sempre stati e vengono dati alle città.Quello che le città ci fanno, poi non si sa per che cosa vengono impiegati.Può essere dal sensore di temperatura dell'acqua, però magari ti costa un milione di euro perché è fatto con il platino, all'intera infrastruttura della Smart City.Il mio invito, perché ci sta a ascoltare, è di informarsi nel proprio comune, nella propria regione, sono atti che sono comunque pubblici, di quanti soldi e quante iniziative per la Smart City sono state pianificate, sono state stanziate, a chi sono andati i soldi e che cosa si è fatto poi.Perché spesso se ne parla in un'accezione negativa del tipo "eh, ma non ci sono soldi, non vengono buttati soldi, non ci si mette d'accordo e allora che cosa si deve fare, ci sono altre priorità", il che è tutto quanto giustificabile.Però ecco il punto in cui voglio soffermarmi a riflettere è il fatto che questi investimenti si sono sempre fatti, ora più di prima, ma il ritorno se non per alcune poche realtà avvertose è stato veramente minuto.Se pensiamo solo al PNRL che sta arrivando, a quanti soldi verranno messi in tutta questa macchina? Sono veramente curioso di capire tra 5 anni dove siamo, tra 10 anni dove siamo e soprattutto come si evolverà anche il discorso politico nelle amministrazioni locali.Stiamo veramente andando proprio su Radio 24.Infatti ora si rientra.Quello che volevo dire è che questo è il momento storico giusto per far muovere anche qualcosa dal basso in questa direzione qui.Perché è momento storico in cui gli investimenti per questa cosa si vogliono fare e c'è la possibilità di farlo.Il fatto di parlare anche di smart village è assolutamente fondamentale.Se già pensiamo al concetto di città metropolitana, ci sono tanti comuni nella città metropolitana, si può fare bene, si possono condividere informazioni, si può fare tanto e le capacità perché per fare questo anche a livello standardizzato teoricamente ci sono, teoricamente ci sono e anche dal punto di vista legislativo ci si dovrebbe muovere in quella direzione lì.Alla fine se ci pensiamo, ci sono tanti dati che sono già disponibili, devi andare sul portale open data della vostra regione e vedere quanta roba c'è.C'è tantissima roba, non ci rendiamo nemmeno conto di quanta roba c'è, risalente anche a 10, 15 anni fa.Quindi sono cose che sono sempre state raccolte.Ora, è quel momento storico in cui c'è quella particolare sensibilità e per chi volesse fare anche qualcosa a livello personale può prendergli open data che sono open e farci quello che vuole.Ci sono alcuni tipi di dato che non hanno nemmeno restrizioni per le opere a livello commerciale che ci vuole fare sopra.È un mercato ampissimo.Esatto, infatti io sto ancora aspettando quella che ti dice se puoi parcheggiare o no in una via perché c'è la pulizia strada.Esatto, io ho preso tantissime multe a Firenze per questa cosa.Quanta benzina! Quanta benzina facevo due ore di giri, eravamo io e David in macchina per ore quando ritornavamo dal lavoro per riuscire a cercare parcheggio, quando poi alla fine si sa se su quella strada ci sono i risorsi, se non ci sono i risorsi, e sono tutti open data che sono disponibili e fortunatamente, se vogliamo parlare proprio di finanze finanze, dati che sono consultabili anche dal cittadino comune, ma sono dati che hanno tutte quante le città, è spesso come il cittadino che le dovrebbe fare le chieste, perché ci sono.Infatti vedo che ci sono dati più o meno strutturati, diciamo alcuni settori hanno hanno attirato la digitalizzazione prima, per esempio il catastro, quindi tutta la parte di sistema informativo territoriale.Altre invece, per questioni proprio pratiche, non hanno bisogno di un'immediata digitalizzazione, per esempio anche le opere dei vigili, nel senso che il visite che esce e fa il giro del mercato perché devi digitalizzarlo? Semplicemente è scritto su un calendario o qualche parte, vi fa il giro e siamo tutti contenti.Però se quella informazione fosse stata strutturata da qualche parte magari avremmo potuto farci qualcosa.Sì con questo non sto dicendo tipo a prendere abusivamente quando non passa.Esatto quanto ridurresti gli ingressi del comune di Firenze in quel modo perché c'è anche questo questo parametro da prendere in considerazione però nel ragionamento abbiamo detto una cosa importante una parte di queste attività possono essere fatte anche dal cittadino sensibilizzato e che ne ha le capacità.E qua nel nostro podcast di persone che hanno le capacità di attivarsi e nel fare… a me sento qua il flavor delle mashup application anni 2010, ve le ricordate? Le API, il mondo delle applicazioni mashup che sono delle non applicazioni che prendono un po' di tempo, un po' lo risento questo questo flavor, secondo me potrebbe essere una nuova rivoluzione.Per cui se io sono un cittadino oggi e volessi mettermi in ballo con queste cose a livello tecnico quali sono le sfide che dovrei affrontare? Io sono un programmatore, sono un ascoltatore di Gitbar, Cosa dovrei fare per iniziare a muovermi in questa direzione, lato tecnico? Quali sono i tool, quali sono i linguaggi, quali sono i framework se ne esistono, per poter iniziare ad avvicinarmi a questo mondo? Secondo me una cosa che si può fare invece da non programmatore, quindi può fare praticamente chiunque, è contribuire a OpenStreetMap che è un piccolo miracolo.In in Italia è tra l'altro avantissimo, alle volte è più aggiornato di Google Maps quindi veramente sono...vero vero vero ho caricato delle rotonde e ci hanno messo quattro anni a caricarle su Google Maps e quelle rotonde c'erano su OpenStreetMaps prima di Google Maps E c'è un'applicazione che se non ricordo male si deve chiamare osm street complete credo qualcosa del genere che in pratica ti dice "ah ti trovi qui, dici com'è la strada, c'ha le buche, non ce le ha, è trafficata" tipo cose di questo genere.Tripadvisor delle strade? È il tripadvisor delle strade, sì fondamentalmente, però per esempio se c'è un blocco insomma almeno uno lo sa.Una stellina là per tutto.Sì però diciamo da sviluppatore avvicinarsi a OpenStreetMap è interessante anche per evitare...cioè vabbè loro hanno una licenza d'uso abbastanza tranquilla, puoi fare anche abbastanza chiamate.Sì sì certo assolutamente se l'uso è giusto e giusto giusto e lo puoi documentare su tanti tile server, puoi prendere le tiles, sostanzialmente le parti della mappa, le mattonelle della mappa, anche ad una frequenza abbastanza spinta.Il bello di OpenStreetMap è che, come diceva Davide, ci sono tantissime community che ci contribuiscono e ci sono anche delle comunità a livello locale che non ti aspetti.In diverse parti d'Italia, non vuol dire in tutte le parti d'Italia, però diciamo in moltissime parti d'Italia ci sono delle community locali che fanno solo questa cosa qui, che sostanzialmente è il contributor open source che non è programmatore magari.Quindi allo stesso modo gli sta contribuendo a qualcosa di open con il suo tempo.Stava facendo un servizio per la comunità, che adesso sia l'equivalente da non programmatore di quello che si dice spesso.Se non sai scrivere quel particolare codice, puoi fare l'altra opzione della documentazione.Puoi aggiungere esempi, puoi scrivere la documentazione.Questo è l'equivalente, se non stiamo parlando di codice.E poi da Overstreetmap in realtà si dirama tutto quanto un mondo.Perché comunque Overstreetmap non è solo consultabile su internet, come se fosse Google Maps.Quindi si può fare, ti puoi calcolare i bit in un erario, puoi vedere quali sono le attività commerciali a punti di interesse in un determinato posto, ma ci sono anche applicazioni sia open sia non open che sfruttano OpenStreetMap a pieno.Ad esempio su Android c'è Osmand, che è sostanzialmente l'equivalente di Google Maps, un navigatore, ma che utilizza i dati di OpenStreetMap.E sorprendentemente, in ambito urbano, io credo che questa cosa la abbia vista a Londra, mi pare, ti diceva anche il percorso della metropolitana sotto.Cioè tu effettivamente ti potevi spostare da una banchina all'altra, da una fermata all'altra, con quell'applicazione offline, senza internet, perché potevi scaricare una difficoltà di via su una mappa.Ed è una soluzione open, è una soluzione, grazie a una soluzione, aggiornatissima.E poi alla fine, ho messo di fronte anche tutta la base per tantissimi servizi.Ed è il Map Provider di tantissimi servizi che utilizziamo tutti i giorni, insomma.Della serie da magari l'applicazione del comune a Movit.Se qualcuno di voi ha mai utilizzato Movit, suppongo di sito, perché sono spostati con i mezzi pubblici, la mappa di Muit, sicuramente per la versione web, per la versione mobile, suppongo anche, è fatta con OpenStream.Stiamo comunque parlando di un prodotto commerciale, non è una no profit.Quindi, nel senso, sono degli strumenti che sono open, ma sono usatissimi anche in ambito commerciale.E la roba veramente figa di Office Street Map è che puoi fare delle tue mappe personalizzate.Quindi puoi self hostare un tile server, che è questo server che dà le mappe, insomma, così, ok? E puoi inserire sulla tua mappa i punti di interesse che ti interessano, diversi layer, puoi togliere magari le attività commerciali, puoi fare questa mappa della città più bella del mondo gialla perché è ancora più bella.Puoi fare quello che vuoi.E sono tutti strumenti la cui documentazione, e questa è una cosa che ci vengo a scottinare, c'è tanto materiale in italiano che è strano.C'è tantissimo materiale in italiano.Sì, volevo collegarmi a un'altra cosa però, finora abbiamo citato degli strumenti che sono fondamentalmente quelli delle mappe con le varie declinazioni del caso, quando si parla di smart city e si parla di contributo che da sviluppatori possiamo dare, esiste qualcos'altro che possiamo utilizzare per fare le nostre mashup application o esistono delle regole alla quale dobbiamo sottostare quando prendiamo questi dati, regole tecniche intendo, quando prendiamo questi dati, gli standard? Si, alcuni sono de facto, va beh, insomma dipende un po' dalla natura dei dati chiaramente però per dire ne una visto che parlavamo di mappe e di strade non si sposta solo in macchine e in bici, si sposta anche con mezzi pubblici.Lo standard per quanto riguarda i trasporti programmati, quindi autobus, treni, aerei volendo, è uno standard che si chiama GTFS, ora non mi ricordo la sigla mi sa che è General Transit qualcosa, file system ovviamente, chiaramente file system e questo è stato FIT Specification Graph, questo l'avrei dovuto sapere, però è diventato standard anche grazie a Google Transit.Perché comunque le agenzie...Cioè, era già una specifica ampiamente in uso in America, però adesso viene molto usato anche in Europa perché per dare gli orari a Google Maps le agenzie usano questo...possono almeno, credo.Non so se esistono altre API, però, che sappiamo che possono dare appunto questo GTFS.ed è molto complesso perché se sei in accordo con l'agenzia puoi avere i passaggi real time formalizzati quindi sapere l'autobus, se sei in tardo, se sei in anticipo e dov'è genericamente quello di quella corsa lì quindi puoi farci tante cose volendo che su Open Data tipicamente ci sono i passaggi statici quindi sono letteralmente gli orari che trovate alle paline dell'autobus però già con quello insomma si possono fare tante cose che ti esce un grafico, ti escono gli orari, le direzioni e altre cose e quindi insomma già un un po' di analisi e un po' di cose si possono fare.Invece, l'altra cosa che ha un nome simile è per i bike sharing, in generale poi è diventato standard per anche gli altri sharing, quindi car sharing e compagnia ed è uno standard che si chiama GBFS e penso che sia la stessa cosa però che era il bike sharing fondamentalmente.Si, general bike share feed specification.Grazie, aiuto dalla rezione.Questo è un po' meno standard, perché è anche un po' più nuovo e in generale il bike sharing è sicuramente più nuovo rispetto al treno, però vedo che sta andando per la manzone.e la specifica dgbfs vuole che questi dati siano pubblici.Non tutte le agenzie lo rispettano, però questo è da standard perlomeno.Quindi è stato pensato proprio con l'intenzione di farlo usare alle persone e quindi non ti rivela niente, cioè non puoi seguire la singola bicicletta per dire "ah io so che c'è sempre quel tizio lì che prende la bicicletta e va lì", questo non lo puoi fare quando uno ha preso il mezzo e il mezzo non è più disponibile, sparisce dal feed.Quindi insomma tutto privacy orienta lì.Infatti volevo volevo arrivare a quel topic ma ormai...perché la linea sottile che divide ciò che deve essere coperto da privacy e ciò che non deve essere coperto da privacy, come dicevi prima anche tu, è molto sottile.Rimanendo sulla mobilità però il mio baldo compare Carmine tempo fa mi parlò di un tool che adesso dirò in modo sbagliato open trip planner planning...sbagliato...open trip planner...il pianificatore di trip all'aperto Esattamente! Il classico tool olandese della situazione.Scherzi a parte, questo tool è fondamentalmente un'applicazione giusto? È sostanzialmente un modo, è un applicativo con cui puoi pianificare un viaggio.Qui si apre un filone diciamo che è legato sia alla parte di mappe, quindi diciamo un grafo stradale, ok? Che in questo caso è un grafo di operator street map, alla specifica per il trasporto pubblico.Quindi unendo queste due cose puoi chiedere a questo strumento di fare una pianificazione, una simulazione di viaggio dal punto A al punto B con i mezzi pubblici che ha a disposizione nel feed.Quindi, sostanzialmente, se volete fare il calcolare di denaro da due maps, da via Michelin, da boot, eccetera, eccetera, la keyword giusta è un motore di trip planning.Quindi, sostanzialmente, un applicativo che possa in maniera multimodale o meno, e qui ci si arriva, pianificare un viaggio.Quindi se vogliamo andare dal punto A al punto B, quindi magari c'è casa mia che dista 500 metri dalla fermata più vicina, avrò sostanzialmente delle parti di questo percorso che sono chiamate leg che mi dice "vai a piedi da qui a qui a quest'ora" perché poi ovviamente le terapie vengono fatte in base all'ora, aspetta 5 minuti e arriva il bus, il treno, la funivia, il traghetto, l'aereo X, Y, Z che ti fa fare queste fermate su questa direzione, tu tu sali a quest'ora qui, scendi a quest'ora qui e ne arrivi a destinazione.Ovviamente un motore di triplaning fa più di questo, nel senso che ha come base sicuramente, possiamo immaginare come una serie di cose che si impilano.Quindi c'è la strada, c'è il feed del trasporto pubblico e dice "guarda, su queste parti della strada ci sono fermate, ci sono percorsi, eccetera, eccetera, eccetera", hai una dimensione temporale che dice quando quelle cose succedono, quindi hai dove, quando, ok? E hai anche una componente dinamica che è la parte real time, quindi nel senso, se è vero che quel itinerario passa magari con il bus alle 5 da quella fermata, però so che il bus che sta arrivando a quella fermata ha un'ora di ritardo o so che ci sono delle interruzioni sulla linea, perché anche queste cose sono contenute all'interno del GTFS, ti posso consigliare un iterario alternativo, che magari in una situazione normale sarebbe stato più lungo e invece ora non è così.E perché è importante a questo punto tutta la parte di OpenStreetMap? Perché se è vero che ho la fermata lì, ma so che quella strada è chiusa, io non ti ci faccio passare.Quindi è tutta una cosa che si va a infilare.OpenStreetMap è un motore di trip planning open, non è l'unico, ci sono alcuni che utilizzano quello, alcuni che utilizzano altri.Il concetto però è lo stesso, è sostanzialmente un aggregatore di informazioni on top del grafo stradale che ti possono consigliare un determinato percorso rispetto ad un altro.Ora stiamo parlando di trasporto pubblico, con il trasporto privato si entra in tutta un'altra dimensione, perché come potete immaginare ci sono tante variabili in considerazione, con il motorino, sto con la bicicletta, sto con la macchina o con un camion o un taxi, quindi magari ho accesso a determinate corsie, sto con un mezzo pesante quindi devo fare un percorso invece di un altro percorso.Anche queste casistiche sono contemplate da OpenTrip? è molto versatile, si puoi tunare tutto anche la tua poca voglia di camminare o molta voglia di camminare puoi essere tenuto in considerazione tante cose ok quindi correggetemi se sbaglio OpenTripCoso è un database con un motore di query che è molto più intelligente di questo però possiamo vederlo da sviluppatori possiamo vederlo così no un'interfaccia qui carico i dati una roba in cui carico i dati e dopo un po' gli faccio una query e lui mi restituisce una risposta la domanda è me lo devo immaginare come una roba in stile wordpress o come più una roba in stile postgres? Cioè me lo deve immaginare come un servizio o come un applicativo tutto fuori? No, OpenTrip Planner da solo è in realtà un tool da home online credo, nel senso che con le API sia REST sia GraphQL, che è uno dei casi in cui c'è senso GraphQL perché è un grafo, cioè nel senso questo è un buon caso d'uso per GraphQL.Domanda, siccome so che voi l'avete usato, io volevo dire che ci sono dei frontend sia web che non, per esempio quello che citavo prima Kami, l'app Osmond, è un frontend di OpenPlanner credo anche e anche un altro mi consiglia, in realtà io consiglio un'altra app ora che è Organic Maps che pure mi sa che usano anche loro OpenPlanner.Quindi domanda se io dovessi prendere la mia città lego e mappare gli autobus i treni e le vie, farmi la mappa, darla in pasto a OpenTripPlanner lui sarebbe in grado di farmi smart la mia lego city è un caso tutto reale, nel senso se tu hai un videogame con una mappa e vuoi fare Esatto, lo puoi fare.Per farlo dovrei semplicemente buttare il container di OpenTreePlanner e il gioco è fatto.No, no, no! Tratto il container di OpenTreePlanner si apre tutta un'altra storia.È un applicativo molto pesante.È quel giavone proprio bello che ti immagini con l'acrosso, che per avviare ci vogliono giga di RAM, perché il grafo è molto pesante.Quindi nel senso sì, però a patto che tu abbia il grafo stradale che comprende OpenStreetMap, con un sistema di coordinate che comprende OpenStreetMap AI, GTFS che è lo stesso sistema di coordinate ed OpenStreetMap lo capisce? Diciamo, questo è il meme.Per quanto riguarda la cosa interessante della specifiche intenzione in sé del GTFS, che è una cosa veramente granifica, cioè nel senso è una cosa che non cambia, è molto molto solida, e ci sono librerie per qualunque cosa, a partire dal programma Enterprise, per esempio una con cui mi sono trovato bene è una libreria JavaScript che prende in pasto il feed GTFS, feed GTFS per chi ci sta ascoltando e non sa che cos'è, è la roba meno fancy che vi potete immaginare.È un file compresso con dei CSV dentro.Quindi questo qui è un feed del JT.Il feed statico è letteralmente così e ogni file della specifiche è come se fosse una tabella di un database relazionale e le varie entità sono relazioni tra loro con le chiavi.Quindi sostanzialmente se volete mappare il gtfs in parabase relazionale c'è qualunque libreria possibile immaginabile per farlo, effettivamente puoi farlo perché è quella cosa lì.Quindi nel senso sono cose che sono veramente granitiche.Per rispondere a quella cosa dove uno dice "ah voglio approcciarmi a sviluppare le smart cities" c'è anche un API per quanto riguarda le città, invece che hanno i bike sharing, quelli con i posti dove devi inserire fisicamente la PC, come si chiamano le dock, c'è un'API che si chiama Citybikes, è disponibile liberamente a citybike.es e quella è molto facile da usare invece un altro strumento oltre a quello che dicevamo prima, cioè OpenTreePlanner, il gtfs può essere anche dato in passato ad altri strumenti e ci n'è uno che mi ha colpito oggi perché è stato featured in Postgres Weekly, si chiama Transitland e quello fa esattamente questo cioè prende gtfs e te lo piazza su un database relazionale quindi poi hai tutti gli strumenti classici di Postgres, insomma adesso se andate a vedere l'articolo di Postgres Weekly è abbastanza Tipo per visitare il graffo "Postgres è l'illustramento migliore del mondo" No in effetti è un po' strano però sai con Postgis anche puoi fare tante cose Ah sì, sì sì vero vero, non stavo goliardando ma in realtà ha senso con Postgis Super figo, la cosa mi interessa, insomma avete chiaramente detto che non è propriamente un giocattolo quindi quando si parla al di là di GTFS, quando si parla anche di Open Trip Planner o Planning Plan quello che insomma è un po' complesso.Domanda ma questa è una curiosità da sviluppatore è un giavone che si mangia un gozziliardo di ramma e quindi sta roba è come le scali? Domanda dei Cassius.Invoco il mio NBA su questo.Ok perfetto.Però si scala però si scala si scala si scala, ma è una cosa che costa infinito, perché considera pure che nella configurazione più per format che tu ti puoi immaginare, tutta questa roba è in RAM, perché tu vuoi che la query sul grafo sia veloce, perché magari tu ne devi servire a migliaia, quindi ti puoi immaginare che ti serve tanta RAM? Sì, la domanda mi veniva dal fatto che tipo sono le robe meno cacciabili del mondo queste risposte perché dipendono da un sacco di fattori.Secondo me è più che chiedersi, cioè abbiamo tanti dati e va bene, quindi tanti dati, tanta RAM, ci sono problemi sicuramente di scarabilità e uno dice "hai un grafo" e quando dici grafo chiaramente scateni tutti gli informatici dell'universo perché insomma è una struttura dati molto importante, però ci sono secondo me dei problemi pratici che vanno risolti prima.Per esempio io se voglio sapere quali fermati ci sono va tutto bene ma se voglio sapere quale biglietto devo comprare il problema diventa di una complessità infinita.Io non ho una sorgente dati che mi dica per esempio quanto costa un un biglietto andare da qui a lì.Ma il problema è a monte, nel senso che tante volte nemmeno le azienzie lo sanno.Fanno offerte di complessità arbitrariamente alta e quindi quelli con i primi minuti gratis, un tot di cambi, oppure insomma è marketing, quindi alla fine può uscire di tutto.Alla fine il progetto è eventually consistent, specialmente se lo fai con i minuti, perché magari tu devi fare 45 minuti di bus, tu sali e ci metti un'ora e mezza e basta.No ma poi poi entrano in gioco tutta una serie di fattori.Mi è venuta in mente un'esperienza nella mia vecchia vita in realtà parte del software in azienda che avevamo doveva gestire delle tratte ferroviarie turistiche no? E là avevi e avevano le fasce chilometriche la classica modalità di tarifazione di trini turistici però il punto A e il punto D, B pari distante dal punto E al punto F costavano in modo diverso perché D era più turistica di EF e io sta roba con le fasce chilometriche se te la devo mettere a sistema devo pensare a un'eccezione ma è un'eccezione puramente non sistematica Arbitraria, diciamo così.Arbitraria, esatto.Ma infatti, c'è sempre un aneddoto, così mi viene in mente ogni volta che parlo di tariffe.Prima, quando stavo in Friuli, da Trieste a Venezia, ci sono due tratte ferroviarie, una passa sotto e una passa sopra, insomma una più a nord e una più a sud.partendo da Trieste, tu vai alla macchinetta e scegli quale delle due vuoi fare, una costa un po' di più e una un po' di meno.C'è un cavillo, adesso io non so, chiaramente era tanti anni fa, magari non c'è più, però c'era questo cavillo per poter prendere la tratta A però col prezzo di B, perché tu non faccia una fermata intermedia in una particolare città che stava su quella linea.e insomma questa cosa qui no, a parte che la sapranno in tre persone, poi non la saprà anche il capodreno nel senso...domanda proprio merita quello che dicevamo poco fa, facciamo una domanda e proviamo a prendere una tangente che in realtà ci porta anche più nel nostro mondo di sviluppatori e questa domanda ve la faccio a tutte e tre.Quando è che una casistica di questo tipo dobbiamo farla diventare regola di modello tale per cui dobbiamo adattare il nostro codice a supportare questo tipo di regole che non possiamo prevedere? Avete un momento in cui una IF diventa cosa ne so, una nuova classe per gestire le eccezioni.Inizia Mattia vai! Subito, nel senso se stai facendo le cose fatte bene non metti l'IF e questa cosa la prevedi e la integri nel tuo modello subito, non esistono eccezioni che succedono una volta solo ogni tanto, o è una cosa che fa parte del tuo modello o non è una cosa che fa parte del tuo modello e non la modelli l'if per gestire un caso che succede una volta ogni morte di papa e sa dio come cazzo si mantiene e magari l'hai fatto in fretta e furia perché era successo un caso a un cliente singolo una volta e quindi non ha neanche la test cover è già una cosa che non esiste semplicemente non succede quindi diciamo che sei a favore della programmazione totale? si può dire? no in realtà no nel senso puoi anche stabilire che questo caso non è coperto dalla tua applicazione e gli utenti come si dice in maniera gentile si attaccano al cazzo si si attacca non rischi di over modellare in quel modo? No, perché proprio, cioè, devi essere bravo a scegliere quali sono i casi in cui decidi che i tuoi utenti si attaccano.Cioè, è più, secondo me, è più una questione di modellazione dei business case che copre il tuo prodotto che di modellazione software.Poi è vero che le due sono estremamente interconnesse, però secondo me è più un problema di business che di modellazione del software.devi decidere quali sono gli use case che vai a coprire e quelli che non copri non li copri non è che ci metti un if a caso dopo perché forse lo volevi coprire e forse no o è una feature implementata nella tua applicazione o non lo è esatto, si pensava anch'io qualche tempo fa nel senso che per esempio con hardware software performance, il software fa delle cose e arriva all'azienda di hardware e fa quel pattern di in-hardware e poi viceversa, se l'hardware fa una cosa meglio, il software lo rincorre.In questo caso però non succede, nel senso che abbiamo che l'informatica deve seguire i processi burocratici e per forza di cose, insomma, anche per aderenza di legge.Però è rarissimo il caso in cui magari c'è una semplificazione legale o burocratica che viene spinta dall'informatica.Se chiedessimo a me "guarda, non importa, facciamo una semplificazione di questi biglietti, facciamo una semplificazione in generale su tante cose".Il caso opposto in cui la burocrazia ti costringe a complicare il software invece mi sembra piuttosto comune.Esatto, non c'è feedback in quella direzione lì però avrebbe comunque dei vantaggi nel senso avere il software pronto prima è più stabile insomma è un vantaggio proprio a livello comunitario.Carmine tu? No, no, è una questione del software stabile, si può aprire un mondo.Sarà la centesima volta che uno apre l'app di tutto.A noi è qua a metterlo al tempo la qualità.Esiste un caso, almeno secondo me, per l'esperienza che ho io, con la burocrazia è molto difficile che che succede, ma esistono dei casi invece in cui fare bene la modellazione software ti aiuta a semplificare i processi di business che il modello software implementa perché magari disegnando il software che lo implementa ti rendi conto che ci sono dei casi di business che puoi cortocircuitare che di fatto sono molto simili e che quindi puoi unificare a livello di business però come dici giustamente tu, non c'è il feedback dal software alla burocrazia Sì, e poi il prodotto può evolversi, essere adattivo, non lo so.Io ho un approccio un po' diverso da quello di Mattia, ma prima diamo la parola a Carmine.Io credo che in realtà sia un'unione delle due cose.Anch'io credo che nel mondo che vorrei e come dice Mattia, nel senso che magari modellando il software io posso trovare, sicuramente trovo dei casi che posso circuitare o posso comunque far bene anche alla parte più burocratica.Diciamo che specialmente quando si parla del tipo di software che stiamo parlando, l'aspetto tecnico, per quanto sia fondamentale, viene comunque dopo.Quindi alla fine è una no-hop.Mi è capitato anche personalmente di incontrare delle cose del genere e di dover fare delle storture perché non c'era modo di fare altro.Questo magari è vero anche per il nostro bias, nel senso che cambiare il software per tutti i casi limpi che ci possono essere è una cosa comunque veloce, semplice, è una cosa che posso fare, riuscire a cambiare altri tipi di processi è una cosa più lunga, più laboriosa e che deve mettere d'accordo più test.Io qualche tempo fa quando gestivo l'azienda ho vissuto un'esperienza un po' particolare, nel senso che sono caduto nella trappola dell'overmodellazione, per cui sono partito da un problema, sono andato a fare l'analisi e alla fine sono immersi in tutta una serie di business case e la tendenza a voi perché nel mondo delle start up, delle piccole imprese ogni cliente è un cliente importante e voi questa cosa l'avrete sentita dire tantissime volte, allora puoi dire ok non lavoro in quel mercato ma se lavori in quel mercato comunque il problema ce l'hai, ok? Puoi decidere di non sporcarti le mani però se stai in quel mercato comunque il cliente lo devi soddisfare e a me è capitato di avere due situazioni parallele da una parte avevo delle esigenze legate ad alcune business unit della mia azienda che erano esigenze specifiche e altre esigenze che invece erano del cliente unendo le due esigenze il modello diventava mostruoso perché tra l'esigenza A e l'esigenza B ci stava un mondo da modellare per poter interfacciare questi due modelli, questi due mondi e quindi mi sono trovato ad avere un modello molto più grande di quello che le mie risorse umane, i dipendenti, gli sviluppatori, potevano mettere in piedi, questo capita e quello è stato la causa di alcuni fallimenti di alcuni progetti ok della perdita magari anche di alcuni clienti grossi per esempio parliamo di un motore di booking che dentro di sé ha un motore di booking ferroviario più un motore di booking turistico.Unire questi due modelli presuppone uno sforzo di astrazione per creare un modello che li contempli entrambi esagerato.Quindi trovare un ubiquitous language che sia ubiquo a quei due modelli ma in quel caso ti stai allontanando sempre di più dalla realtà e a me questa cosa mi ha un po' segnato a livello di sviluppatore a livello proprio di ingegnere del software e di architetto del software tanto tale per cui oggi mi trovo nella condizione di dire oggi io modello i due business case con il minimo effort possibile nel momento in cui trovo per la seconda volta un case che ha un pattern simile io tolgo l'if adesso sto semplificando no? tolgo l'if ma costruisco per esempio la struttura di dati e scendo più a fondo nella modellazione in modo da rendermela iterativa.Questa diciamo che è l'escamotage che ho trovato per non cadere nel rabbit hole della modellazione.Ecco perché ti dicevo non sono pienamente d'accordo con te Matti, ma dal punto di vista empirico, viene da questo tipo di esperienza.Paradoxalmente la risposta giusta alla tua domanda iniziale come a tutte le domande era dipende, nel senso che io ti ho dato un punto di vista estremo, probabilmente molto influenzato dal fatto che io in questo momento lavoro su un API che deve essere stabile, perché la usano in tanti e la usano in mille modi diversi ed è estremamente established e quindi cambiare il modello e cambiare come funziona è una cosa che noi cerchiamo di evitare a tutti i costi.L'estremo opposto è quello della startup in cui parlavi tu, in cui ogni cliente è un cliente importante, quindi ogni cliente è meritevole di un IF.L'approccio che mette insieme le esigenze di tutti e due è quello iterativo di cui parli tu probabilmente.Però sì, cioè alla fine dipende da molti fattori e la stabilità dell'architettura software su cui lavori e l'importanza che vuoi dare alla stabilità è uno di questi.Vero? Bellissimo, bellissimo.No bellino questa parentesi mi ha gasato tantissimo però dobbiamo visto che il tempo vola spendere due minuti, due tre minuti a parlare di FIWARE io l'ho detto, ho detto una parola non so cosa sia perché un link che mi ha mandato Carmine in realtà sembra un'architettura carina però Carmine e David potete dirci qualcosa in più? Non so se vuole...è un consorzio, è un consorzio di aziende e praticamente punta...diciamo è il il nome che sta dietro quella cosa che dicevo all'inizio cioè che spinge per avere uno step comune per applicazioni di smart cities e lo fa facendo collaborare le aziende all'interno del consorzio fondamentalmente quindi mette in contatto le aziende, mette in contatto le città, le città per le aziende viceversa e quindi molte smart cities tra l'altro loro hanno pubblicato anche di recente un booklet che si chiama proprio Fiverr cities credo, elenca un po' di città con i loro casi d'uso e effettivamente poi il donostech.Quindi diciamo sotto l'ombello di FIWARE possiamo trovare sia software che puoi decidere insomma di usare o non usare, è tutto nello spirito del codice pubblico per cui è tutto pubblico effettivamente, sia invece anche specifiche per esempio una cosa che dicevi prima modellare modellare o non modellare un dato, come modellarlo eccetera diciamo che Fiverr + TEM praticamente hanno questo progetto di smart data models per cui è disponibile su GitHub dove trovi già i data models per tutta la sensoristica e anche altri casi che ti possono servire che vanno da come si modella un parcheggio che sembra una cosa banale ma in realtà non lo è che forma quando si può entrare e quando si può uscire anche sensori e altre cose è abbastanza standardizzato in questo senso che è un bene quindi è una serie di tool, mi è sembrato di vedere che fosse anche un'architettura dove c'era la parte dei context, la parte dell'autenticazione con un toolset che puoi scegliere quale software di autenticazione utilizzare, quale software di storage E certo, comunque essendo consorzio, avendo loro dei componenti software scritti e usati dalle variazioni del consorzio ha senso unificarsi e stare su un'architettura unica per cui per esempio la cosa che sta un po' al centro di tutto quanto è un software che si chiama Context Broker In questo context broker ce ne sono due standard e diverse implementazioni però per esempio i più famosi si chiamano Orion e per esempio c'è un altro context broker che si chiama Scorpio entrambi sono fatti da aziende, o da FIWARE stesso, da aziende che appartengono a FIWARE e seguono un protocollo che si chiama NGSI che è un protocollo di accesso ai dati di contesto.Provo a dare un po' di contesto a questo contesto perché se no stiamo veramente parlando di niente.Di contesti decontestualizzati.Esatto.In pratica il caso d'uso tipico è quando hai dei sensori e a un certo punto vuoi sapere in quel quartiere che temperatura fa o quanti cestini sono pieni, quanti bici stanno passando, e tu metti nel database dei valori, però quei valori hanno senso solamente per un periodo limitato.Quindi, diciamo che un contents broker è come se fosse un database, però ha delle feature tipo l'autoscadenza delle entità, e quindi tu memorizzi delle entità e i rapporti tra queste entità.fondamentalmente.È tutto molto astratto.Sì, infatti, la prima volta che mi hanno introdotto a questa cosa ero stupido perché tentavo di ricondurlo a qualche cosa su cui già avevo lavorato.In realtà è un insieme di tante cose.Se lo posso ridurre dicendo che è un database di cui entità hanno un TTL.Ok, nel senso, bene.In realtà è un po' più di così e la parola chiave sta nella parola contesto, nel senso che i dati vengono divisi per contesto, dove questo contesto può essere una categoria di questi dati, una città, un luogo specifico.Una sorta di tenant, Carmine.può anche essere una prova così.Diciamo che al cuore c'è questo sistema in cui puoi inserire dati e poi prendere dati e questi sistemi sono creati per essere federati tra di loro.Quindi alla fine se la città XYZ ha il suo context broker e io che sono il suo vicino di città mi voglio integrare con la città vicina, posso far dialogare, posso far federale questi nostri, insomma, context broker.Quello diciamo che è importante, come ha detto anche David prima, è il fatto che FIWARE ti dà dei data model standard, nel senso, se voglio modellare la stazione medio, non la riscrivo da capo.Io so che c'è uno schema, in realtà se vogliamo parlare di tecnico è un JSON schema, che mi descrive in che modo io devo rappresentare quella stazione medio, o quel parcheggio, o quel distributore, o quella fermata, o quella scuola, o quella farmacia, insomma è una standardizzazione di queste entità, in modo che quando diverse amministrazioni, diversi attori si trovano a dialogare, non hanno la necessità di fare tutto quel processo di data, integration di accordo preliminare che invece è classico in questi casi.Ovviamente questa cosa ha un grande vantaggio che è quello di standardizzare.Ovviamente questa cosa qui può anche trasformarsi in uno svantaggio, magari che ha già un sistema persistente oppure semplicemente vuole fare le cose in una maniera un po' più proprietaria.Fortunatamente, all'estero, ci sono tante città che stanno spingendo per questa cosa, perché ne hanno riconosciuto l'effettivo valore.Perché significa che spendo meno, che spendo bene e sono interoperabile più o meno a costo zero.Ovviamente è una cosa assolutamente perfettibile e ci sarà sempre qualcosa che magari è custom.Questo sistema ti permette anche di fare una sorta di introspection, nel senso se nella mia città io ho la stazione meteo che cammina, ho questo sacchetto che esplode, io posso esporre il mio data type specifico e posso fare in modo che te che ti integri con me lo puoi fare automaticamente.Quello che voglio puntualizzare è che noi stiamo parlando di rocket science, non stiamo parlando di niente che sia tecnicamente complesso, perché nel senso è l'open API della smart city, se così la possiamo definire.Non è nulla di estremamente complesso dal punto di vista tecnico, ma è uno sforzo importante dal punto di vista di comunicazione e di standardizzazione, perché alla fine sono cose che a noi addetti ai lavori possono sembrare banali, ma a chi magari lavora ad un livello più alto e deve effettivamente fare il lavoro di far comunicare diverse entità o semplicemente di vendere questa roba è una grande cosa ed è sicuramente una cosa che sarà forse fortemente presente nei prossimi anni perché poi alla fine si sta andando in quella direzione lì ed è anche una grande opportunità di mercato per chi ci vuole essere presente.Guardavo l'orario siamo a un'ora e però David volevi dire qualcosa? questi modelli alla fine servono anche per desacoppiare chi scrive e chi legge in maniera abbastanza efficace perché finché siamo noi che scriviamo dentro il dpi e se lo rileggiamo ovviamente possiamo fare quello che vogliamo però spesso non è così, quindi poter andare da una città e dire "guarda questi sensori scrivono già i smart data models" e poi tu puoi prendere una seconda azienda, anche per questioni burocratiche, da un altro appalto, da un'altra cosa, in un secondo momento e dire "ok adesso tu mi visualizzi questi dati" Questa cosa è molto più facile da integrare a questo punto perché chi scrive sa già in che formato scriverli e chi li edga sa già in che formato scriverli.Insomma, è notevole, anche appunto come dice Carmi, non è tecnicamente complessa, però è sicuramente un benefit notevole.Beh avere un linguaggio comune è la cosa credo più indispensabile anche se più indispensabile non si dice in questi, in specie quando si parla di enti pubblici, di città, di bene comune.Guardavo l'orologio un'ora e venti, ultima domanda legata al concetto di bene Ok c'era il detto che adesso mi è passato dalla testa perché io ormai credo di starmi trascinando verso la fine dell'episodio con i gomiti, com'era public money, public code qualcosa del genere, come siamo messi in termini di public money, public code nel contesto delle smart city.E qua c'è un NBA grande quanto la casa! No, no, alcune diciamo, in alcuni casi è molto bene, in altri molto meno, insomma come in tutte le situazioni dipende, però diciamo i componenti cardine secondo me di questo stack come dicevo prima sono sicuramente tutti pubblici.Sono pubblici e spesso sono anche usabili perché c'è il tanti modi di fare codice pubblico, puoi anche fare codice pubblico e renderlo ingestibile o indieployabile insomma, ci sono tanti tanti modi però insomma finora quello che ho visto è che con la smart cities e la backbone dei dati è tutto tranquillo.Poi quando si va a vedere se esistono delle sorgenti dati, gli adapter per quelle sorgenti dati un po' meno, però sì, insomma è molto variabile.e non abbiamo esperienza.Secondo me siamo messi sicuramente nel benissimo ma meglio di come ci aspettiamo, nel senso che se parliamo dei dati al 99.100 sono già open e ci sono già e comunque per le leggi prima o poi ci finiscono.Quindi dal punto di vista dei datum, che non parliamo di cose estremamente proprietarie o estremamente sensibili, ci sono già.Per quanto riguarda la parte di software scritto, se ci attenuiamo a tutta questa serie di standard, diciamo che alla fine i component core sono già open.Quindi probabilmente non trovi open proprio, non lo so, il front end fatto con React, con quel grafico bello, però tutto ciò che ci sta dietro c'è.Dal punto di vista legislativo si entra comunque in quel buco strano, per cui si dovrebbe fare, ma se può non fare, sono tanti anni che ancora effettivamente lo devo capire.Mi viene da dire che da questo punto di vista non è una cosa solo italiana, non siamo solo le "precore nere, è una cosa che sta cambiando e sta cambiando in tutta l'Europa, quindi sicuramente questa cosa andrà migliorando.Già il fatto che tutti i dati sono pubblici è un grosso passo in avanti e mi sto sforzando di vedere il bicchiere e il bicchiere mezzo pieno, effettivamente così perché magari se l'implementazione non c'è qualcuno anche privato può sempre saltare fuori per fare.C'è uno sforzo che si sta compiendo in questi anni e anche la disponibilità di questi dati, nel senso i dati sono pubblici e come per le software indeproriabili esistono anche i dati illegibili o introvabili e quindi per esempio penso...Una lista di pdf, scansioni di cose...Anche magari delle cose che sono anche formalmente...cioè sono passabili magari, però magari non sai che ci sono ed è un peccato perché ho visto un articolo quest'estate, Comune di Firenze pubblica la mappa dei luoghi freschi.Ma per luoghi freschi sta su Open Data, lo puoi scaricare, lo puoi usare.Però se chiaramente essendo una grossa moneda di dati, io non è che posso semplicemente svegliarmi la mattina e dire "ok, Comune di Firenze, cosa mi offri?" e loro ti dicono "guarda nell'Open Data".Però nell'Open Data c'è tutto e magari non ti serve tutto, cioè magari vorresti sapere cosa un po' più interessante, un po' più aggiornato diviso per topic.Diciamo che questa è una domanda aperta agli archivisti più che ai programmatori insomma.Cioè come si fanno a trovare i dati in un mare di dati.Ci sarà una versione di chat gpt che funge da uscere, come un ale che ti dice "il dato sta nel secondo ufficio la destra.In realtà non è inusuale trovare versioni degli open data però più rifinite negli open data stessi cioè quindi nel senso è certamente una cosa di venire che magari fai questa roba enorme gigante poi c'hai dei subset che sono enormi.È incredibile quanta quantità di dati ci sono già ora ma o le persone non lo sanno o sono difficili da reperire, però ci sono e a tanti ci sono per legge, quindi basta chiedere.Posso dire una cosa? Credo che questo dipenda da un problema basilare, che è un problema consapevolezza del dato.Io, voi ormai e gli ascoltatori lo sanno, qua a casa viviamo di pane e dati perché mia moglie mentre cucina mi sfagiola la testa con questi argomenti.E' una cosa che lei ritorna a dire sempre legata al quello che abbiamo detto all'inizio della puntata, non so se era nel furionda o in onda, però abbiamo detto che fondamentalmente se merda entra, merda esce.Quindi fondamentalmente il concetto che lei ripete è il dato non serve a niente se non esistono delle politiche di gestione dei dati.Oggi abbiamo gli open data, abbiamo gli open data come obbligo di legge ma quello che io ho visto dalla mia piccola prospettiva lavorando fino a qualche anno fa lavorando con gli enti pubblici è che manca un head of data policy, qualcuno che si prenda la responsabilità ed evidenzia la parola si prenda la responsabilità di definire cosa sono i dati quali sono e come devono essere archiviati.Adesso vedo molto caos cioè tutti buttano dentro un cestino così a babbo e poi quello che c'è nel cestino c'è ecco forse un passo politico importante potrebbe venire da questa direzione.Prima di chiudere voglio chiedere solo una cosa visto che lo vedo silenzioso in un angolo, Mattia hai qualcosa da aggiungere su questo topic? No in realtà sono molto ricordo con la tua formazione.Si è una domanda filosofica che avevo 20 minuti fa e non so se ha più senso farla adesso.Però se volete la faccio.Allora abbiamo parlato un sacco di mobilità in tema di smartificazione delle città e di città stesse che smartificano la loro mobilità.Però io lavoro per un'azienda che tra le altre cose fa le macchine che si guidano da sole.Allora la domanda filosofica ma sono le città che devono sapere come è fatto il traffico, come è fatta la mobilità, come sono le strade, avere i sensori sulle strade di cui parla Mauro o possiamo spostare tutta quella logica lì sulle macchine che un giorno si guideranno da sole e noi possiamo fregarsene di tutto questo.Vedo le balle di fieno che rotolano.Stavamo parlando di grafo stradale, se non sei grafo stradale le strade poi si suonano fisicamente? Ti sto dicendo dove stiamo andando non c'è bisogno di strade.Non sono Doc Brown di "Ritorno al futuro".Però, cioè, allora, le strade ci sono e va bene, la mappa c'è e può essere o no quella di OpenStreetMap, però è in carico alla città sapere qual è il modo migliore di gestire la viabilità o è in carico ai veicoli? Ah, però stai dicendo due cose diverse.Un conto è l'ownership del dato e desideri chi lo raccoglie e un conto è usare quel dato effettivamente.Non sia male che le auto possano usare dei dati pubblici.sì, potrebbe anche non essere pubblico, potrebbe succedere una roba come succede masso o meno già ora con Google Maps per cui i dati del traffico sono dati dai dati dei veicoli che che costituiscono il traffico e non è quindi in carico alla città sapere quanto traffico c'è ma se lo dicono i veicoli tra di loro.Vista la fiducia che personalmente nutro nelle istituzioni detta così non mi dispiace.Posso controbilanciare, shiftare un po' quello che hai detto.Mi piace immaginare quello che hai detto con un'analogia, ok? Server centrale client o peer-to-peer? Fondamentalmente possiamo portarla a quel tipo di analogia c'è però un problema che in realtà questa analogia è del tutto sbagliata dal mio punto di vista questa qua entriamo nel in my humble opinion ok nell'ambito my humble opinion perché in realtà noi non stiamo trasformando con quel ragionamento che facevi il tutto in una rete peer to peer ma stiamo semplicemente spostando il centralizzatore quindi stiamo spostando il trust che noi diamo verso l'ente pubblico verso un altro soggetto che si occuperà di trattare centralizzare e gestire i dati.Assolutamente.Per cui quello che ti dico io per come la penso oggi potrei ripensarmici e macchine autonome se mi state sentendo mi raccomando io sono anche dalla vostra parte.Salutiamo le macchine autonome e qui vogliamo bene che quando un giorno si rivolteranno contro l'umanità che si ricordino che noi comunque le supportiamo.Però ecco, se il dato viene gestito dalla macchina autonoma e non dal padrone che potrebbe non essere il guidatore, l'autista dell'auto autonoma, io direi va bene.Se invece c'è uno shifting di controllo del dato, beh, su quello si potrebbero iniziare delle discussioni e dei ragionamenti in termini di libertà, in termini di tante altre cose che però ormai a un'ora e 35 di episodio forse è too late per Gesile.Però credo che la domanda di Mattia è un trigger per una riflessione più approfondita che tocca la natura etica della direzione che stiamo prendendo? Sicuramente, siamo visti alla situazione attuale, google vista la quantità di utenti e la quantità di dati a disposizione ci mostra quale potenzialità possono avere sicuramente questi dati in un abito di smart cities.Anche volendo non solo dati sul traffico, anche volendo dati dalle ricerche stesse, se si potessero in qualche modo, non so, anonimizzare, riusare in qualche modo.La vedo dura, insomma, sarà un processo molto lungo, sicuramente.Però una riflessione non mi di successo.Non mi dispiacerebbe nemmeno a me, però io credo che sia un problema culturale, semplicemente non siamo pronti ancora a pensare ad una cosa del genere, sicuramente quello, il futuro probabilmente si andrà verso questa direzione qua.Alla fine i tempi ci hanno dimostrato che è infinitamente migliore la quantità del dato, del privato rispetto a quella del pubblico, come si contiuerà su questa direzione qui.E comunque questo credo sia un approccio che è tangenziale a quello che fa già Waze, che preferisco di carallunga a Google Maps.Specie quando puoi mettere la voce degli zombi.Comunque di fatto è una questione di rapporto, di fiducia che abbiamo con gli pubblici e mediamente non è, diciamo, i sondaggi di gradimento sui lenti pubblici sono molto molto bassi e quindi è chiaro che quando l'ente pubblico ti chiede qualcosa non è che ti dici entusiasta, si finalmente con questi dati che gli do potrò avere, non so, questo servizio o meno tasse, questo non accade normalmente nella testa delle persone quindi forse deve cambiare.poi non lo so, chiaramente questa è una domanda apertamente politica, non so se esiste una risposta pubblica.Si, rischiamo di portare Gitbar a Gitbagni dei Campi e poi dalle officine, prendetela! No, scherzo, la domanda è profonda ma siamo a 1 ora e 38 ragazzi, mi dispiace, dobbiamo chiudere.come sempre ragazzi io non so perché vengo sempre messo in mezzo in questa cosa probabilmente perché sono l'unico che non si vergogna a parlare di soldi ma non vedo perché vergognarsi una cosa così bella parlare di soldi perché i soldi sono veramente la cosa più bella del mondo quindi donate perché dobbiamo fare la cena da massimo bottura con i vostri soldi quindi è una cosa molto importante e siamo molto poveri quindi donate copiosamente veramente in tantissimi mi raccomando dateci i vostri soldi e noi ne faremo l'uso più responsabile che se ne possa fare ovvero metterli su delle cripto uscite da mezz'ora 28 gradi e mezzo all'ombra Non piove più da 20 giorni E non c'è un aleto di vento Caldo quanto caldo, quanta sete Ja ja ja Portaci da bere Uno shot di birra, ma presto Portaci da bere Uno shot di birra, ma freddo Alcuno senza schiuma Scuro, chiara, ma che sia una birra Una birra, please! Oh yes! Esatto Prima di chiudere, però abbiamo due momenti importanti condizioni sine qua nona finché questo episodio possa essere pubblicato il primo momento è ringraziare chi ci sostiene e che fa sì che ogni settimana possiamo arrivare alle vostre orecchie anche perché abbiamo eliminato le pubblicità quindi adesso il vostro sostegno è sempre più determinante e vedo che iniziate a essere un po' e vi ringrazio di cuore Oggi dobbiamo ringraziare Marco Feltrin che ci invita a tre birre con un messaggio scritto "come promesso ecco delle birre per festeggiare il nuovo posto di lavoro" Grazie Marco, grazie di cuore e tra l'altro Geetbar penso sia il compagno dei cambi di lavoro più presente in assoluto, abbiamo accompagnato tantissimi di voi al cambio di lavoro abbiamo anche Andrea Rivetti che ci offre anche lui tre birre abbiamo anche Claudio Bosticco spero di averlo letto bene, che ci offre una birra e Michele Piazzolla che ci offre tre birre con un messaggio ciao Mauro è da un po' che volevo donare qualche birra per supportare il progetto perché trovo che questo potica sia veramente ben fatto e sempre di ispirazione grazie per tutto quello che fate grazie a te michele grazie a te claudio grazie andrea e grazie marco ragazzi donate che poi faremo anche github che vi aiuterà proprio a dare le missioni direttamente.Sì il nuovo fondo pensionistico.Detto questo ragazzi è arrivato il momento tipico e topico di Gitbar, il momento in cui i nostri host e i nostri guest condividono con noi un libro, un film, un post, una conferenza, un video, un disco, una bottiglia di vino, insomma quello che più ha catturato la loro attenzione negli ultimi momenti e che vale la pena essere condiviso nella nostra community.Quindi la mia domanda è, iniziando da David, hai qualcosa da condividere con noi? Riconducono il paese dei balocchi.Ah il paese dei balocchi.Sì, ultimamente io sto seguendo una mailing list, cioè una newsletter di una persona che si chiama Ilel Wayne, mi odierà perché ho sbagliato sicuramente la pronuncia, però fa questa newsletter si chiama Computer Things e parla effettivamente di cose di computer.Lo so che è molto su e-generalist però secondo me è molto ben scritta e approfondisce molto alcuni argomenti, è veramente estremamente verticale sulla programmazione, fatta eccezione per alcune cose e quindi per esempio si interroga sull'uso di copilot e altre cose del genere oppure magari una volta va ad affrontare la storia di un particolare linguaggio di programmazione o va a cercare alcune particolari caratteristiche di alcune linguaggie di programmazione.E' una cosa molto particolare, io ve la consiglio proprio caldamente.Figo ti chiedo di inviarmelo su telegram.Come l'ho spiegata non rende minimamente l'idea quindi veramente vi consiglio andate a vedere sul sito leggete due tre issue di questa newsletter perché ne vale l'assunto.A me è piaciuto, lo seguirei anche raccontato così.quindi ha funzionato.Vero, vero.Più uno.Io visto che...visto che il microfono è aperto Mattia...Io visto che non passavo di qui da un po' mi arrogo autonomamente il diritto di avere due balocchi.Uno è anche nel mio caso una newsletter che è molto legata in parte almeno a quello che faccio attualmente.È una newsletter che si chiama Developer Avocados ed è appunto orientata ai developer advocate e a tutta la gente che fa developer relations.In realtà lo fa con un approccio leggermente diverso da quello che ho io, perché il mio è abbastanza particolare, poi Mauro se vuoi ne parliamo in una puntata a sé.Però appunto raccoglie CFP per le conferenze e racconta molte cose utili e link utili di, per esempio, come fare, come scrivere la documentazione tecnica, come fare engagement con la community, come raccogliere feedback dalla community sviluppatori, argomenti di questo tipo.Io la trovo molto interessante, esce ogni lunedì ed è non molto intrusiva nella vostra casella di posta.L'altro balocco, invece, è un po' più pesante di questa cosa ed è un paper tecnico.Ormai praticamente storico, è del 2007, credo.Sì, credo.Vabbè.No, del 2017.Mi ricordavo che c'era un 7.Si intitola "Attention is all you need" ed è molto famoso, o almeno è diventato famoso di recente, perché è quello con cui Google ha di fatto definito il concetto di Transformer, che è un concetto che attualmente sta alla base di chat GPT e dei large language models, per cui praticamente con quel paper lì Google ha abbastanza rivoluzionato il modo con cui si faceva training dei modelli appunto di generazione del linguaggio e quindi poi anni dopo questa cosa ha dato luogo alla situazione in cui stiamo adesso con i vari chat GPT, BARD e simili.ed è appunto proprio quello che si suol dire un paper seminale naturalmente Matti condividi il link per favore così li mettiamo nelle nostre episodi te lo ho mandato anch'io il link, io come blocca in realtà c'è qualcosa che non c'entra in niente con quello di Sandetti nonché i miei No, no, però nel senso c'è un video del canale YouTube "Computerphile", si è fatto per essere pronunciato così, ed è sostanzialmente una panoramica anche abbastanza teorica sul tema di management di Rust, che spesso è volentieri quella cosa che ti blocca lì e dice "ma l'hai mosso?" e tu dici "ma ho mosso qualcosa?" cioè si muove davvero e questo video ti spiega perché si muove e tu dici "ah cazzo si muove" quindi ti cambia, però è ben fatto, ha un po' quello scalino tecnico in più, però figo, figo figo.E pur si muove, meglio.pur si muove.Che potremmo mettere come titolo della puntata "e pur si muove" visto che abbiamo parlato di mobilità ci sta no? Anche io ho...fatemi pensare se uno, due...vabbè facciamo uno, due, il primo è tipo il fidget spinner che è una roba super fuori moda ma durante i meeting non c'è roba più utile per tollerare per aumentare i limiti di sopportazione dei alcuni colleghi o altri team che fanno le presentazioni dei loro prodotti super fighi che non ce ne frega niente.Quindi questo è credo che sia l'oxanax del passato presente e futuro, in primis, e poi c'è un libro io sono uscito fuori di testa ho sentito parlare una persona in un in un podcast e me lo son comprato adesso non ricordo quale podcast fosse ma è questo libro, sentitela "Beautiful Code" è un libro che spende 500 pagine provando a capire e a vedere, a leggere, a analizzare dei pezzi di codice bellissimi.È fantastica, è uno dei libri più belli che...cioè se alcuni dei libri che io cito li cito come alcune bibbie questo è tipo la divina commedia nel senso che è uno di quei libri che tu ti leggi che dal quale non devi imparare niente ma è un viaggio nella bellezza e in qualche modo veicola anche un certo concetto di arte nella stesura del codice.Tra i nomi delle persone, perché è una raccolta di articoli, tra i nomi delle persone che hanno scritto questi articoli c'è un certo Cunningham, chi ha fatto ingegneria informatica non può dimenticarselo.Ha dato dei contributi moderati all'informatica.Sì, giusto, e siccome come c'è Carmine, volevo citare un altro dei contributori di questo libro che si chiama Maz, anche chiamato Mazzumoto nonché l'inventore di Yobi, che parla di codice bello e quindi raga io ve lo metto nelle note l'episodio, diciamo che non è propriamente un libercolo da consumare rapidamente ma è un viaggio che secondo me vale la pena di essere fatto.Adesso tra l'altro non vorrei sbagliarmi ma credo che ci sia una collana proprio credo che esista anche sì c'è un simile che si chiama beautiful visualization che fa praticamente la stessa cosa con la data viz.Ah ok, figo! Mi ricordo perché...Esatto.No non ti ho sentito...Come dicevano quelli di wordpress "Code is poetry" Era un slogan.Absolutely.Che detto da loro fa rire però...non basta tornare un po' in tavola però però non hai detto la parola php Matti sto cercando di non dire parolacce ok detto questo ragazzi io vi ringrazio infinitamente per la chiacchierata di stasera è stata una passeggiata in un mondo che io non conoscevo e che mi ha incuriosito parecchio quindi grazie di cuore grazie a voi, grazie a tutti grazie si rivedrà a parlare di Nix una seconda volta GitBar, il circolo dei fullstack developer.Una volta a settimana ci troviamo davanti a due birre e con Brain Repo parliamo di linguaggi e tecniche di sviluppo web, di metodologie ed strumenti immancabili nella cassetta degli attrezzi dei Full Stack Dead.