Torna a tutti gli episodi
Ep.65 - Ammutinamento, la sindrome dell'impostore

Episodio 65

Ep.65 - Ammutinamento, la sindrome dell'impostore

Questa settimana i 6 pirati ammutinati che ormai avete imparato a conoscere bene, da bravi impostori di questo podcast sono andati a sviscerare la tematica che affligge quotidianamente molti di noi sviluppatori: La Sindrome dell'Impostore.Ma non solo, se ascolterai con attenzione scoprirai una picco...

18 marzo 202101:33:38
AIMusic
65

In Riproduzione

Ep.65 - Ammutinamento, la sindrome dell'impostore

0:000:00

Note dell'Episodio

Questa settimana i 6 pirati ammutinati che ormai avete imparato a conoscere bene, da bravi impostori di questo podcast sono andati a sviscerare la tematica che affligge quotidianamente molti di noi sviluppatori: La Sindrome dell'Impostore.Ma non solo, se ascolterai con attenzione scoprirai una piccola sorpresa per te e noterai anche il lancio di un nuovo format "Passaparola". Si accettano feedback! ;)Infine potrai scoprire gli immancabili balocchi che noi tutti amiamo.## Ricordati di iscriverti al gruppo telegram:https://t.me/gitbar## Supportaci suhttps://www.buymeacoffee.com/gitbar## SupporterMirko Lorusso ci ha offerto una 🍺## Vue daySiamo media partner del vueday!!!https://2021.vueday.it/La conferenza si terrà online il 29 Aprile 2021 su Hopin. I biglietti sono disponibili su eventbrite (https://vueday-2021.eventbrite.com). **CODICE SCONTO: community_GITBAR**## Link:Datadog https://www.datadoghq.com/Feel like a Fraud? https://www.apa.org/gradpsych/2013/11/fraud#The Pragmatic Engineer di Gergely Orosz - https://blog.pragmaticengineer.com/Imposter Syndorme and Remote Work https://about.gitlab.com/blog/2020/09/02/imposter-syndrome-and-remote-work/Developer Ethics https://www.freecodecamp.org/news/developer-ethics/Reddit Gifts https://www.redditgifts.com/The Art of Deception - Kevin Mitnick https://www.amazon.it/Art-Deception-Controlling-Element-Security/dp/076454280XRacket https://racket-lang.org/Corso Programming Language https://www.coursera.org/learn/programming-languages-part-bToday I Learned https://til.hashrocket.com/Sul buon uso della Lentezza di Pierre Sansot https://www.amazon.it/buon-della-lentezza-ritmo-giusto/dp/8842820369Pensieri Lenti Pensieri Veloci di Daniel Kahneman https://www.amazon.it/Pensieri-lenti-veloci-Daniel-Kahneman/dp/8804736127/TED Talk - Imposter Syndrome di Mike Cannon Brookes https://www.youtube.com/watch?v=zNBmHXS3A6I&ab_channel=TEDxTalksNonviolent communication: A language of life di Marshall B. Rosenberg https://www.amazon.it/Nonviolent-Communication-Marshall-Ph-D-Rosenberg/dp/189200528X## Contatti@brainrepo su twitter o via mail a info@gitbar.it.## CreditiLe sigle sono state prodotte da MondoComputazionaleLe musiche da Blan Kytt - RSPNSweet Lullaby by Agnese ValmaggiaMonkeys Spinning Monkeys by Kevin MacLeod

Descrizione

BrainRepo questa volta non è davvero legato in cantina (o forse sì?), comunque approva l'ammutinamento. Gli impostori certificati - Luca, Mattia, Alessio, Leonardo e Carmine - parlano della sindrome dell'impostore che tutti quanti abbiamo. Dal panico del "quando scopriranno che non sono capace?" alle PR sui progetti open source, dai talk alle conferenze al quiz "Passaparola" dove dimostriamo quanto siamo impostori davvero. Spoiler: anche i CEO miliardari hanno la sindrome dell'impostore.

Takeaway

  • La sindrome dell'impostore non è solo paura di fallire: È la paura di essere scoperti come impostori DOPO essere riusciti. "Ce l'ho fatta ma è stata fortuna" è il mantra classico
  • Due archetipi del remote working: Il perfezionista che non inizia mai perché deve essere perfetto, e il supereroe che non stacca mai per paura di sembrare un impostore
  • L'open source non è solo codice: Documentazione, traduzioni, test, wiki. Non servono commit nel core per contribuire. Il maintainer di CouchDB è diventato committer partendo dai test
  • Octoberfest come spinta psicologica: Una maglietta gratis è motivazione sufficiente per superare la barriera all'ingresso dell'open source
  • C'è sempre qualcuno che ne sa meno di te: Anche la tua risposta su jQuery su Stack Overflow aiuterà qualcuno. Tutti possiamo insegnare qualcosa a qualcuno

Bold Opinion

  • Alla domanda "ci sono domande?" dopo un talk, il sottinteso è sempre "speriamo di no". Ma è ok dire "non lo so" davanti a tutti
  • L'open source fatto gratis rimuove barriere psicologiche: siccome l'ho fatto gratis, perché dovevo farlo anche bene? (Poi lo fai bene comunque)
  • Il codice che pubblichi su GitHub ti terrorizza meno del codice che mostri al collega, paradossalmente
  • I primi contributor ai progetti open source sono spesso quelli che "grattano il proprio prurito" - fixano bug che impattano il loro lavoro

Trascrizione

Bene e benvenuti su Gitbar, fermi fermi fermi lo so che vi manca il nostro caro e affezionatissimo Brain Repo Adesso dopo tre puntate penso abbiate capito che non è vero che l'abbiamo legato e imbavagliato nelle cantine di Gitbar In realtà è sempre stato con noi e avalla la nostra azione di ammutinamento Certo mi rendo conto che suona strano, che sia quasi uno simoro, ma è per questo che per dimostrarlo ve l'ho portato proprio qui, oggi oggi.Ciao Brain Repo, cosa pensi del lavoro e dell'azione che stiamo compiendo? Questo tipo d'azione complicata, contorta, cioè va bene le mode, va bene l'istinto, quindi mando a quel paese ogni idiota, tutto il lavoro che sta facendo nel minor tempo possibile, buttiamo tutto al cestino e riniziamo tutto da capo.Molto bene, grazie Brain Repo, questo ci motiva ad andare avanti, sigla.Maledetti! Maledetti! Benvenuti su Gitbar, il podcast dedicato al mondo dei full stack developer.I mezzo artigiani, i mezzo artisti, che ogni giorno infilano le mani nel fango per creare nel modo più efficiente possibile quei prodotti digitali che quotidianamente usiamo.Bene eccoci qua...Bene eccoci qua ancora in compagnia di Mattia, Alessio, Leonardo e Carmine.Oggi parleremo di una cosa molto molto molto molto diffusa e molto molto molto importante, soprattutto da riconoscere, che è la sindrome dell'impostore.E noi ne siamo molto come si sol dire? Protagonisti! Bene, come di consueto facciamo un piccolo giro di presentazioni io sono sempre Luca Reinone chi sono? Non mi ricordo più, ah sì, sono responsabile dell'area tech della PER a Bolzano e con me c'è Mattia che si autopresenta certamente ciao a tutti sono Mattia Tommasone un grande affezionato del canale Telegram di Gitbar e un impostore a più livelli nel senso che attualmente quello che faccio è il lead developer in una società che si chiama Brandon Group e il fatto che io sia un lead developer anziché l'ultimo degli stronzi del mio team è una assoluta dimostrazione di impostorietà e quindi faccio parte a pieno titolo di quelli che possono parlare di questo argomento e vorrei sapere cosa ne pensa invece Alessio Alessio che non trovava nemmeno l'impulsante per smutarsi pensa quanto il postore esatto Alessio Biancarana, senior software engineer in varie aziende nonché contributore a Apache Foundation più diventa lunga la presentazione, più uno è affetto da sindrome dell'impostore.Io sono campione olimpico di sindrome dell'impostore.Veramente passo a Carmine.Ciao a tutti, io sono Carmine Di Monaco, sono senior full-stack in un'azienda di Firenze che si chiama FUPS.offriamo soluzioni innovative per le smart city, ma soprattutto sono un umile bracciante del software, oltre che impostore.Prego.Poi ci sono io, sono Leonardo Rossi, che sono un full stack developer, che però è passato da qualche mese a fare il DevOps, per cui mi sento molto impostore ogni giorno nel lavorare con gente molto più competente di me, però tanto da qualche parte si deve iniziare.Lavoro in IRFORM, facciamo consulenza a aziende, governi, facciamo apre di tracciamento del Covid, facciamo un po' di cose, soprattutto con NoJS.Bene, di fronte a così tanto curriculum, a una concentrazione di curriculum, uno viene da dire "ma perché questa parola impostore, impostore ricorrente? Ma questi sono...che quello che penso io.Allora io mi tiro fuori, io in questo podcast faccio proprio la parte dell'impostore, quello vero, non quello che ha la sindrome dell'impostore, ma proprio l'impostore.E io mi chiedo, ma perché si definiscono sempre impostori? Chi mi sa dare la definizione di sindrome dell'impostore senza guardare wikipedia? Perché quello ce io e quindi va bene.Io mi butto, sono un impostore coraggioso e provo a definirla dicendo che è quella sensazione che hai quando credi che tutte le persone che hai attorno non si rendano conto che tu non sei capace di fare il tuo lavoro oppure sai che da un momento all'altro ti aspetti che da momento o all'altro questa cosa verrà fuori e vivi nel panico e nell'ansia di dire a un certo punto che tutti si accorgeranno che in realtà io sono una capra e quindi questa cosa poi ha impatti concreti anche nell'operato quotidiano che hai.Si voleva aggiungere che si dice sindrome perché spesso questa cosa, in realtà quello che vorremmo un attimo sviscerare, che spesso questa questa cosa non è vera, nel senso, noi ci sentiamo così probabilmente perché spesso andiamo a fare delle cose che sono un pochino, che spostano un po' l'asticella sopra a quello che riusciamo a fare, però poi alla fine se ci guardiamo indietro, le facciamo queste cose, quindi in quel momento uno si sente non in grado e poi questa cosa la supera.Però è una condizione che è una condizione diciamo psicologica, però nel mondo software si vede spesso e se ne parla spesso, soprattutto adesso che, insomma, nell'ultimo periodo c'è un pullulare di eventi online, di conferenze e quello che è, uno avrebbe magari quasi la voglia di volerlo fare, cioè che poi alla fine è quello che stiamo facendo noi ora, cioè nessuno di noi ha mai fatto un podcast se non come, magari come ospite, però siamo qua a farlo e allora come ci sentiamo? E ci sentiamo, dovreste vederci prima dell'inizio della registrazione, che siamo tutti a dire "ok, allora inizia te", "no, inizia te", "ma questo l'hai fatto, io non sono preparato", però alla fine ci troviamo qua e quando ci troviamo qua sentiamo una specie di flow e alla fine lo portiamo a casa al minutaggio, giusto Carmine? Assolutamente sì, che quella poi è la cosa più importante, è fare contenta la rete, quella è la cosa più importante.Esattamente.È la rete che ce lo chiede.No, ma poi alla alla fine credo che una parte importante della sindrome dell'impostore sia anche quella sensazione di non meritare il successo o la posizione che si ha.Quindi entrare magari in quello stato mentale in cui dici "ok, io ho questa posizione, ho queste competenze, ma non me me le merito, le ho per un puro caso, sono stato fortunato, quindi il fatto di non riuscire ad interiorizzare quella che è la propria posizione, il proprio traguardo, ti porta ad essere insicuro e poi secondo me sta anche al singolo valutare un po' che farsene di questa insicurezza.Perché ad esempio ci sono persone come magari posso essere io che soffro tantissimo di questa cosa per tantissime cose, che poi magari ne parliamo anche dopo, che possono essere legate sia alla sfera personale, a quello che ci è successo, al nostro percorso lavorativo, al percorso scolastico, a qualunque cosa.Nel senso l'inadeguatezza si può nascondere ovunque.Io mi ci abbatto tanto su questa cosa qui, ho veramente dei momenti cubi che fanno impressione, però poi ho anche quegli attimi, quegli sprint che mi portano a dire "no, ok, non è vero" oppure "sì, è vero, però ora ti faccio vedere che non è vero".insomma, si entra in quella situazione strana in cui si vuole lottare ma solo con se stessi.Insomma, mi sono spiegato un po' così, però, insomma, credo sia una situazione comune.Io credo che Mattia la sappia spiegare meglio perché che io sappia lui è la...a parte che...voglio dire, nel senso...Vecchio? No, a parte che sei vecchio, ma non è quello il discorso.Mi sono perso a metà del mio "pindarico", però in realtà io so che tu alleni anche le...o allenavi, non so se le alleni ancora...Allenavo quando non c'era la pandemia.Esatto, e allenavi squadre di calcio di ragazzi, ragazzini, quindi chiaramente là il discorso psicologico anche dei bambini piccoli, "mister, non riesco, c'ho paura de non riuscì a fa' questa cosa.Personalmente è un discorso che io ho affrontato con le arti marziali quando c'avevo 18 anni, ero quasi, che ne so, all'epoca de' mi nonno avrebbero detto "un uomo fatto", per gli standard de' oggi sarei stato un bambino praticamente, però penso che tu ne sappiate più, no? - Ma allora sì e no, nel senso che adesso nel senso che adesso non vorrei impedagarmi troppo nella storia e nei racconti della mia vita da allenatore perché è una cosa che ho fatto per 15 anni ed è una cosa che tra l'altro dovevo ricominciare a fare ma poi c'è stata una pandemia ed è stata probabilmente l'esperienza più formativa della mia vita dal punto di vista delle dinamiche di team.È vero quello che dici nel senso che da allenatore io ho visto spesso ragazzi, io ho allenato bambini tra gli 8 e i 12 anni, praticamente tutto il tempo, ho visto ragazzi dire "non ce la faccio" ovviamente poi con il linguaggio dei bambini, quindi i mister non mi passano la palla, i miei compagni pensano che sia scarso, e cose di questo tipo.È vero anche che, secondo me, tanto della la sindrome dell'impostore, come ha detto giustamente Carmine, è una cosa che deriva da traumi che ti porti dietro progressi.Per cui a 8, 10, 12 anni magari ancora questi traumi non ce li hai e "mister, non mi passano la palla" è una cosa che esiste in isolamento.Quindi tu dici "mister, non mi passano la palla" e finita lì.Quando invece hai magari 25, 30, 35 anni e la stessa cosa ti succede sul lavoro e pensi che magari i tuoi colleghi del tuo team non vogliono passarti la palla, metaforicamente, perché potrebbero essersi accorti che tu non sei capace di fare il tuo lavoro, questa cosa ti arriva addosso con tutto il carico dei traumi che magari hai dalla tua vita precedente e quindi ti arriva addosso con un peso molto più grosso.Quanto è vero.Tra l'altro la cosa in realtà che volevo dire oltre questo e oltre passarti la palla appunto è che noi perché parliamo di sindrome dell'impostore e perché ne parliamo oggi 16 marzo per chi ci ascolta dal futuro perché 16 marzo 2021 quindi anche nel bel mezzo della pandemia globale praticamente tutto il nostro settore è stato investito da una re-ingegnerizzazione del posto di lavoro forzata e quindi tante persone hanno cominciato a lavorare chi più chi meno con gioia diciamo perché io ho anche colleghi che non so per niente contenti perché loro con l'ufficio si trovano bene io invece sono un orso e starei che ho sempre dentro casa, che più chi meno però abbiamo tutti cominciato a lavorare da remoto e ci siamo tutti confrontati col fatto che tutte le nostre, insomma tutto il nostro output venisse giudicato a fine giornata o all'inizio della giornata successiva o durante il mese, insomma per chi ha periodi di review più lunghi, semplicemente sulla base delle cose che abbiamo consegnato e non sulla base del fatto che siamo stati otto ore seduti sulla sedia e il nostro capo ci ha visto che stavamo là.Quindi c'è stato qualcuno, ma è successo anche a me, che ho detto "ah, cavolo, io sono stato un paladino terremoto".Se avete ascoltato gli episodi precedenti, con il remoto c'è battaglio da quando ho iniziato a lavorare, però anche io mi sono trovato che improvvisamente dicevo "oddio, ma avrò fatto abbastanza e se il capo mio mi dice no, magari non è abbastanza quello che ho fatto, magari non lo so" insomma, tutte queste cose qua.LM: Infatti la probabilità di essere scoperto in questi casi è più alta, infatti la sindrome dell'impostore non è tanto la paura di fallire, la paura di non farcela, che quelle bene o male sono cose normali, ma è proprio la paura, dopo avercela fatta, di essere scoperto in quanto impostore, perché uno pensa "ce l'ho fatta ma è stata fortuna" oppure "l'ho arronzata, non se ne sono accorti.Invece proprio la sindrome dell'impostore pone l'accento su questa tua paura di essere scoperto, è una frase che viene detta più e più volte.Che cosa deve succedere in questi casi? Come nel nostro lavoro, la cosa importante è dare il nome alle cose e quindi una volta che riconosci che hai questo stato d'animo puoi dire "ok, ho la sindrome dell'impostore".La domanda successiva è cosa posso fare per controllarla e magari utilizzarla a mio vantaggio? Sì, sì, secondo me questa cosa con il remote working è uno spunto interessante, tra l'altro ormai in ogni puntata si cita GitLab, poi magari tra le note di episodio, tra i balocchi dopo se ne parla e si ammette.GitLab is the new Basecamp praticamente.Esatto.Occhio a di questa cosa che c'è una parte di Twitter che si scanna perché Rails sì, ma con moderazione, un po' come tutto.Ho letto questo articolo che parla proprio della sindrome dell'impostore sul remote working e riusciva ad individuare due figure tipo, diciamo, dell'impostore durante il remote working, il perfezionista ed il supereroe.Il perfezionista era quella persona che aveva paura di cominciare a fare una determinata cosa perché non poteva venire perfetta alla prima iterazione su quella cosa lì e quindi tendeva sostanzialmente a dire "ok, io ho paura di cominciare questa cosa perché se io sbaglio fin dall'inizio i miei colleghi mi possono percepire come un impostore" è una condizione che ti crea abbastanza disagio, perché è quella condizione che non ti fa mai partire a fare una cosa.Il supereroe invece è la cosa opposta, ovvero è quella persona che non si ferma mai, che non smette mai di fare quello che sta facendo e quindi la sua giornata lavorativa è come se durasse 24 ore perché pensa che se smette prima o comunque smette quando è giusto smettere, il fatto stesso che lui ha smesso di fare quell'attività fa sì che i suoi colleghi lo possono percepire come un impostore.Quest'ultima cosa qui secondo me è legata a remote working, ma non tanto.Cioè ad esempio io ho visto magari in ufficio qualche volta, specialmente le persone che sono nuove, quindi voler fare una buona impressione, tra virgolette, stando magari in ufficio fino alle otto e mezza, nove, dieci, oppure anche sulle più tardi, per poter dimostrare che loro erano delle persone competenti per poi arrivare a dur lento burnout.Insomma, perché poi alla fine ci si arriva, è solo questione di settimane, se non anche di po' giorni a volte.Questo non so se vi è mai capitato.Infatti hai lambito un po' un'area su cui anche io personalmente mi ci ritrovo, cioè che quella dei progetti open source.Diciamo che c'è milioni di software open source su GitHub che sono per definizione aperti, per cui chiunque può fare la sua pull request, può modificare, può chiedere al maintainer di dire "guarda, ho fatto questa nuova feature, ho corretto questo bug".Io purtroppo non sono un grande contributor di open source, personalmente e patisco molto questa cosa perché a volte non mi sento in grado di dire ok ma faccio questa pura quest sull'arave, c'è gente molto più in gamba di me che può fare questa cosa anche se poi magari il bug è aperto da mesi.Perché andare a scrivere codice lì ti espone, allora il dato ti costringe, è un ottimo esercizio perché ti costringe a scrivere bene il codice perché quel codice diventa poi pubblico e quindi uno dice ma io sono in grado di scrivere il codice bello, cioè a me piace quello che scrivo perché lo vedo io, poi che lo vedino tutti uno ci pensa due volte e soprattutto uno non si sente in grado di contribuire a un progetto che potrebbe essere così grosso, quindi io un po' la subisco questa cosa.Sicuramente so che tra voi siete molto più attivi di me e quindi vi chiedo, anche per dare dei consigli a chi ci ascolta, com'è che avete superato questa cosa, questa sindrome nel contribuire a progetti open source? Allora, inizierei io perché io ho un po' di esperienza nel tema, ma poi vorrei sentire la risposta di Alessio che ne ha sicuramente più di me.Io ho avuto, e ce l'ho sempre quotidianamente, la stessa barriera che hai tu, nel senso che anche io mi dico "Ma come faccio? Chi me lo fa fare di contribuire, andare più di questa a progetti grossi o di magari rilasciare open source della roba che ho scritto io, che poi la gente la vede e si rende conto che sono una capra.Però l'ho superata in diversi modi e in più occasioni.In alcuni casi era banalmente "trovo un bug che impatta il mio lavoro e voglio fixarlo perché se no non riesco a lavorare".Mi capitato un paio di volte in alcune librerie minori che stavo usando, quindi non magari in Lara, avendo un spadino della situazione, e quindi ho fissato dei bug in delle cose che usavo e ho fatto quello che in gergo si dice "scratch your own niche".Poi in realtà una cosa che mi ha dato una grossa spinta è, paradossalmente, Octoberfest, che è una cosa che tutti gli ottobre succede, è sponsorizzata da Digital Ocean, è una roba per cui se tu fai quattro pull request a progetti open source, ti mandano a casa una maglietta.Che detta così sembra una cazzata e invece io ogni anno il 30 settembre dico "ok, dai, questa volta ce la faccio".Nel 2020 la maglietta se l'ho anche portata a casa perché il 29 ottobre alle 23.50 Alessio mi ha chiesto di fare una pull request a un progetto suo, quindi fondamentalmente abbiamo rubato, che sono anche un impostore di Octoberfest.E però diciamo che con questa motivazione, se vuoi, un po' estrinseca rispetto al dire "contribuisco a dei progetti open source ma voglio la maglietta" ho un po' scavalcato la barriera all'ingresso.Quello che è successo poi è che c'è questo progetto che io uso spesso, che è un framework di mocking per Kotlin, a cui ho mandato un po' di pull request sia durante ottobre 2020 che prima.Poco dopo, a fine ottobre, è successo che il mantenerne ha detto "guarda, io non ho tempo di mantenerlo, facciamo che lo mantieni tu".Ed è una roba di cui tuttora io credo di capire forse un 10% della codebase.Lui mi ha gettato questa patata, io gli ho detto "va bene, volentieri".E però anche lì, di nuovo, è una roba su cui mi sento mega impostore, nel senso che è un framework che la gente usa davvero.Ho scoperto, per esempio, che ho letto un articolo questa settimana in cui i tizi di AWS dicono "abbiamo migrato alcuni dei nostri servizi a Kotlin, e ci è stato superutile il mio framework di mocking".Cioè, loro sono la gente di AWS e usano della roba che, ok, non ho scritto io, ma la mantengo io, quindi se hanno un problema...- Però se è rotta chiedono a te adesso! - Esatto, se è rotta chiedono a me e si rendono conto che quello che mantiene 'sta roba è un incapace.- Prima ti chiedevi "ma sarò in grado di contribuire?" adesso senza chiedertelo ti tocca invece gestire magari le pull request di altri.- Sì, perché sai, in realtà so per esperienza e lo sto vedendo che quando qualcuno ti manda una pull request tipicamente è un momento davvero di gioia sconfinata perché dici "ok, qualcuno mi sta risolvendo un problema che avevo e molte grazie.Tipicamente la maggior parte dei maintainer di progetti consurse di maniera pull request è mega contenta.Quando ti aprono gli shu un po' meno.Perché lì è proprio il momento in cui vieni esposto come impostore.Può anche essere che il precedente maintainer si sentisse un impostore, anche se non so, aveva fatto lui, però magari aveva fatto una cosa che stava diventando troppo grossa e è scappato.In realtà lui è abbastanza un drago, ci sono delle cose davvero fide nella libreria solo che banalmente lui non ha il tempo di starci dietro perché ha degli altri sbatti quindi l'ha proprio gettata così.Attenzione che comunque nessuno è immune dalla la sindrome dell'impostore, anche e soprattutto i draghi o quelli che noi consideriamo al vertice, al top del top.Infatti la mia era una cosa ironica su come si stesse sentendo lui in quel momento, poi magari anche no, però non è da escludere.La sindrome dell'impostore è quello.No, no, no, chiaro.Però, appunto, come vi dicevo prima, io sono curioso di sapere la storia di Alessio.In realtà la so perché ne abbiamo parlato in tempi passati io e lui, però secondo me è una storia che vale la pena di essere raccontata, quella di Alessio e l'open source e le barriere all'ingresso.Le barriere all'ingresso e soprattutto, come ho raccontato anche nello scorso episodio di Git Bar, bar che vi consiglio di ascoltare a chi non l'avesse fatto, le avventure di un ragazzetto di 14 anni in una stanza di un posto a 40 chilometri da Roma, dove non c'è stava nessuno che capisse qualche cosa dei computer, a parte il padre, cioè questo è la cornice storica dove avvengono tutte queste cose, almeno finché non ho cominciato a occuparmi di computing in maniera professionale con l'università.È una storia molto lunga, in realtà, quindi se magari la monografia la facciamo un'altra volta, in un altro episodio.A parte che volevo ricordare che questa cosa delle persone che usano Mockey, che è la libreria che mantiene Mattia, è successa anche nel mitico gruppo Telegram di Gitbar, che se non frequentate vi incoraggio a frequentare, perché potete prendere tutti quanti la vostra prima birra gratis e accomodarvi al nostro bancone.Dopodiché, prima della mia storia, volevo fare un ringraziamento pubblico a Mattia per la prima PR sul mio progetto dell'Octoberfest Overlord e a Luca per la seconda PR sul mio progetto dell'Octoberfest Overlord, che è una libreria dei primitivi e dei concorrenti per Node.js, una cosa veramente matta, ma in caso ve la mettiamo anche nelle note dell'episodio.e lo scrivo qua, poi dopo ce lo ricorderemo, sentite intanto la mia rostiera meccanica.Tra l'altro, proprio per quella pull request io c'avevo un'ansia addosso che non hai idea, ho detto "ecco adesso mi sgama, adesso mi dice ma che cavolo hai combinato, ma che cosa".Invece mi hai risolto un problema assurdo, perché in particolare una funzione con cui io facevo una cosa allucinante e è diventata la metà, se non anche meno.Prima o poi scoprirai che in realtà non era niente.Ma assolutamente, guarda.Anche metà delle cose adesso.A quel punto sarò già fuggito lontano.Comunque, tornando alla mia storia, innanzitutto va detta una cosa.Io ho avuto la fortuna incredibile di approcciarmi a Linux tipo a 13 anni, perché semplicemente mi ero stufato di Windows e quindi a un certo punto ho deciso che piuttosto che formattare il computer ogni settimana per sport, avrei fatto qualcosa di un po' diverso.Ho convinto i miei a non usare in maniera convenzionale quello che era l'unico computer fisso di casa.Mi rendo conto, adesso che ho 30 anni, che è stata effettivamente una rinuncia un po' grossa da parte loro, quindi li voglio anche ringraziare.Grazie mamma Loredana e papà Riccardo per avermi consentito questa cosa.Io in realtà riguardo questo sono benedetto dal fatto che io ho una paura incredibile di tutti quelli che guardano il mio codice, tranne quando è esposto al mondo.Cioè come se il fatto che fosse esposto al mondo debellasse in qualche modo il fatto che qualcuno professionalmente parlando lo può guardare e dire "questa cosa non va bene, forse perché il volontariato alla base dell'open source, io questo l'ho sempre considerato così, non ho mai considerato che in realtà c'era gente pagata per scrivere lo stesso codice, la stessa code base a cui io contribuivo gratis, metti caso, quindi la mia attività di volontariato in qualche modo mi toglie delle batiere psicologiche, perché io una una cosa l'ho fatta gratis, quindi siccome l'ho fatta gratis, perché l'avrei dovuta fare anche bene? Questa è una cosa un po' strana da dire, però effettivamente poi comunque ci tengo a fare le cose bene, anche perché sennò non passerebbero le code review, argomento di cui parleremo magari dopo se c'è lo sfatemmo.Al di là di questo, la mia storia è che io ho fatto dei pacchetti per Arch Linux, che è la mia distribuzione Linux preferita.Dopo un po' che condividevo in rete alcuni di questi pacchetti, anche tramite l'Archidiose Repository, che è un posto dove tutti gli utenti di Arch Linux possono caricare il loro package build, cioè gli script che costruiscono i pacchetti per i loro software preferiti, a un certo punto ho notato che in un paio di pacchetti che io credevo che fossero fatti veramente con la cazzuola e la paletta, un paio di pacchetti avevano ricevuto tipo 50 voti l'uno e erano stati inclusi, presi pari pari e inclusi nell'albero dei sorgenti della distribuzione.Questa è stata la mia prima contribution di livello all'ecosistema open source.è stata una cosa assolutamente inconsapevole, perché semplicemente gli sviluppatori hanno preso quella roba e hanno fatto copia e incolla e l'hanno committata al posto mio, perché era così che funzionava in realtà Arch.E io tipo, quando è successa questa cosa, sono andato fuori da testa.E questo mi ha poi portato a condividere sempre più cose su GitHub da progetti assurdi, tipo quando è uscito KDE 4, a me piaceva ancora KDE 3, e ho tentato di riportare tutti i package build di KDE 3 su Arch Linux fallendo miseramente, però da qualche parte ancora c'ho il repository.Piano piano, andando avanti, ho fatto delle cose più fighe, tipo contribuire a dei progetti di Nihar Form, che è la società dove lavora Leonardo, e contribuire a dei plugin di Fastify, che è un framework JavaScript web abbastanza conosciuto, e in particolare l'Oktoberfest.Quando poi ho iniziato a fare dello sviluppo software una professione, io mi sentivo un totale impostore, perché in realtà sentivo, cioè, in qualche modo credevo che le cose che avevo fatto non fossero all'altezza di quello che dovevo fare per lavoro.In qualche modo tutta la mia storia professionale è pervasa di questo gigantesco sentimento che...Io mi sento un impostore perché le cose non vanno a collimare con il lavoro che devo fare, in realtà, le cose che ho fatto prima.In realtà questa cosa poi ho imparato a esorcizzarla perché, per esempio, io proprio per questa cosa, facendo lo sviluppo, dove in realtà io sono sempre la persona, in tutti i team in cui sono stato, la persona orientata anche più al lato sistemistico.una pezza da mettere lato sistemistico io sono il primo che si fa avanti con tutte queste cose qua, con tutta la sindrome dell'impostore anche lì che ne consegue perché poi facendo lo sviluppatore di lavoro io ho pensato anche di non aver mai fatto a parte qualche roba da freelance il sistemista in maniera più più più radicata professionalmente quindi poi quando metto le pezze lato sistemistico sul lavoro mi sento un impostore nonostante le contribution lato open da quella o dall'altra.Comunque, andando avanti, l'Oktoberfest mi ha consentito di mettere mano, oltre a Fastify, a un altro web framework, che era una cosa che quando io facevo lo sviluppatore alle prime armi, diciamo, era una cosa che io consideravo assolutamente fantascientifica, quella di scrivere un web framework, nonostante in JavaScript ne escano almeno 10 al giorno.Alla fine di questo mi sono innamorato di Elixir come linguaggio e ho cominciato a mandare delle pull request a un progetto che era...questa storia ormai la racconto tipo il nonno, zio paverone nel Klondike però è una storia troppo bella e praticamente io ho iniziato a mandare queste pull request a CouchDB che è un database particolare, documentale, scritto in Erlang con una grossa suite di test di integrazione in Elixir.E la realtà dei CouchDB, adesso io ve la dico così, e infatti stiamo cercando persone, insomma, per rimpolpare la base dei contributor, la realtà è che a CouchDB contribuiscono sempre le stesse quattro persone e è un database della madonna, che usa pure tipo la BBC, cioè ci sono delle istanze giganti al mondo dei CouchDB.e in realtà, non avendo tutta questa forza lavoro e dovendo passare tutta la suite di test di integrazione nell'XSphere, loro hanno fatto questo appello, io semplicemente ho preso il primo test di integrazione che loro all'epoca avevano in JavaScript e l'ho riscritto nell'XSphere, praticamente io ho mandato questo request.Loro mi dicono "ah, grazie, complimenti, bla bla bla" Dopodiché però loro si vedono anche il secondo, il terzo, e fortunatamente non ero da solo, nel senso che questa cosa l'abbiamo fatta tipo in altre dieci persone, perché all'epoca comunque un po' di persone hanno raccolto questo appello, però eravamo sempre pochettini.Il fatto sta che quelli tipo in due, tre, siamo stati riconosciuti come persone che hanno contribuito con una certa costanza al progetto, e io non lo sapevo minimamente che fosse possibile una cosa del genere, ma una sera mi arriva una mail della Project Leader, che è John Tuzet, o Tuzé, non lo so, perché credo che sia canadese, che mi dice "guarda, noi all'ultima riunione del committee dei couchDB di Apache avevamo pensato di insegnarti del grado di committer, io tipo stavo a giocare a D&D in quel momento, cioè mi è arrivata questa mail tipo alle 10 di sera, direndo questa cosa.E io in realtà su quello non ci avevo mai fatto caso, perché era una cosa che facevo sempre con piacere, però perché semplicemente mi piaceva il Xfer, mi piaceva il linguaggio e mi piaceva scrivere questi test, mi piaceva che funzionassero.Tutto sommato i test di integrazione non sono mai una cosa di business critical che va in produzione, quindi non è una cosa che te caghi sotto a scrivere, è una cosa che se la vedono che è sbagliata, tutto sommato, che può succedere un test di integrazione.E invece loro mi hanno detto "no, no, la cosa che hai fatto per noi ha un valore immenso e quindi in realtà noi ti vorremmo rendere committer, potrai committare direttamente sui repository principali, se vuoi puoi anche rifiutare questo grado" e io a un certo punto ho detto "ma sai che c'è da paura?" e in realtà sto ancora sulla testa sulla suite di testa di integrazione, però piano piano ho fatto altre cose, altri cambiamenti, per esempio ultimamente abbiamo ristrutturato il makefile, è stata veramente un'esperienza molto catartica e la morale di questa storia è che come sempre, questa è una cosa che io vado a dir in giro da sempre a tutte le conferenze, in tutti i podcast e veramente a tutti i pezzi, è che quando voi vedete un progetto non c'è solo il codice del progetto e soprattutto non c'è solo il codice core, quindi se voi che ci ascoltate vedete un, che ne so, dei test che potrebbero essere migliorati, della documentazione mancante, io mi rendo conto, delle traduzioni, io non Io mi rendo conto personalmente che scrivere la documentazione di un progetto a pace non è proprio il sogno della vita di tutti, perché chiaramente tutti quando immaginiamo uno sviluppatore la prima cosa che immaginiamo è NeoTheMatrix che scriva i proiettili, oppure che ne so, Mark Zuckerberg che scrive Facebook in PHP alle due di notte, come nel film The Social Network, con 10.000 schermi, 10.000 cose.Però la realtà dei fatti è che lo sviluppo software si svolge a un ritmo molto più lento di quello di un film di Aaron Sorkin.E quindi in realtà, per favore, quando vedete un progetto open che vi piace, che vi porta anche a buon bisogno dei soldi o anche solo vi fa sentire realizzati quando lo usate, perché a me con la mia distribuzione Linux preferita a me succede esattamente questo, io me ne sento realizzato quando uso Arch Linux, contribuite in qualsiasi forma, pure solo con una pagina di wiki, perché l'unità delle persone, di tante persone fa la massa critica, che altrimenti va a fine in uno sviluppatore solo che mantiene i Magic Magic da solo e nessuno gli è d'accordo, gli dice grazie, e a un certo punto si rompe le scatole, o tipo quello dei CoreJS che bangalera per qualsiasi motivo e crolla l'ecosistema.- Sul discorso della traduzione, infatti ci si aggancia bene, perché noi in Italia siamo gli unici che parliamo italiano, quindi un progetto che non è tradotto in italiano ha una barriera d'ingresso per tutto l'ecosistema dei programmatori italiani, perché purtroppo l'inglese non lo parlano tutti, in cui è possibile entrare, ed è possibile entrare senza aver bisogno di particolari competenze tecniche, quindi anche tradurre un pezzo di documentazione in italiano, una cosa super apprezzata, fa capire probabilmente anche come funziona un progetto open source, quali sono gli step da quando uno fa la pull request a quando effettivamente viene accettata, ti fa anche conoscere all'interno del team e puoi anche capire, visto che ci sono delle persone dietro al codice e a tutto, se poi è una cosa...cioè poi uno va a sentimento, se quella cosa gli è piaciuta e ha scritto una pagina di documentazione, diciamo "ok, Dobbiamo anche ammettere dei codici.Spesso su GitHub ci sono le label su gli issue come la tipo...insomma, buono...esatto, "good first issue", che di solito è roba semplice, che magari i contributor più grossi non ci mettono la testa perché sono appunto su cose più complesse, però aiutano a entrare nel processo per portare avanti un progetto open che, come hai detto tu, Alessio, correttamente, va molto più lento di quello che ci si aspetta.Infatti, sembra quasi rotto l'open source, perché dici "ma guarda, ma guarda quante issue ci sono, quante pull requests di un anno fa che non sono state chiuse".Però ognuna di queste si porta dietro una storia.Cioè, apri una issue che ha un thread di 500 risposte, una volta che ci sei dentro lo segui da fuori e dici "questo è molto complesso".Però, ragazzi, il software è così.Sì, e tra l'altro tutti e due avete detto una cosa che è molto bella e molto vera, che è che il software non è solo il codice, nel senso che c'è di mezzo la questione delle evoluzioni, la questione dei test, la questione della documentazione, e tutti questi sono, secondo me, dei buoni punti d'ingresso, non solo per contribuire a un progetto open source, ma anche, diciamo, per imparare di più come funziona un progetto, come ha detto giustamente lei, nel senso che magari inizi facendo delle traduzioni e inizi a prendere dimestichezza con la Codebase oppure inizi a scrivere i test e poi finisci a contribuire sulla Codebase Core oppure ancora magari, a me è successo, c'è un progetto che mi piace un sacco becco il maintainer o un tizio che ci lavora a una conferenza e vado a dirgli "oh, il tuo progetto è figo, grazie" e viene fuori che magari è una persona super simpatica e super disponibile.Capita molto più spesso di quanto si pensi con i maintainer di progetti open source.Io e Alessio abbiamo un aneddoto molto bello di una sera io, lui e Antirez, che è veramente un personaggio incredibile.- Beve un botto, veramente.- Deve molto, ed è uno che veramente quando inizia a parlare, dopo un po' devi dire "Oh, per favore, basta" perché davvero è animato dal sacro fuoco della passione e non smetterebbe mai.- Io pure proprio.- E io non smetterei mai di ascoltarlo, peraltro.- E quello è il problema, cioè hai fatto l'esempio sbagliato.Hai fatto l'esempio sbagliato perché Antyrex è l'unica persona, forse, a cui io non direi mai "No, no, basta, me ne devo anna', che ne so".perché è stato superficiale, cioè io sarei rimasto là fino alle 4 de notte a sentirlo parlare, ma pure di teatro, è in realtà una persona estremamente particolare.Però, appunto, c'è anche il tema di dire "ok, c'è un progetto che mi piace, c'è un tema che mi piace" e un pretesto eccellente, secondo me, per impararlo, che poi alla fine è una delle cose che a noi, o almeno a me piace fare, quando una cosa mi fomenta, mi interessa, è spiegarla a qualcun altro.Io, per dire, ho iniziato a parlare alle conferenze dicendo a me...ho iniziato facendo il beck and beast, per un po' della mia vita ho scritto CSS, dicevami che CSS ha un problema, che fare refactoring di codice CSS, tipo fare quello che quelli bravi chiamano "trishaking", quindi togliere il codice che non usi più, oppure riscrivere meglio una roba in modo che faccia la stessa cosa che faceva prima, ma meglio, che è proprio quello che è il refactoring.Alla fine in CSS è un tema di cui non parla mai nessuno.E quindi se trovo un tema così, forse posso raccontare un po' di come la penso io, ma intanto non ne ha mai parlato nessuno, quindi posso dire un po' il cazzo che mi pare, fondamentalmente.Il primo talk della mia vita è stato proprio un CSS Day e si chiamava Refactoring CSS.È stato molto carino nel senso che ero assolutamente fuori dalla mia comfort zone, ma, come capita spesso e come avete detto voi, in realtà non ero l'unico al far l'anvi fuori della mia comfort zone, senso che alla cena degli speed per la sera prima c'era il terrore che serpeggiava e poi in realtà è andata bene nel senso che è stato super divertente come detto Leo all'inizio a un certo punto entri in quello stato di flow in cui non ti rendi conto del tempo che passa e poi dopo dici ok ma l'ho fatta veramente e da bravo impostore ti dici beh sì certo mi è andata di culo.Io sono d'accordo con voi quando dite che il codice, eh sì, che l'open source del software non è solo codice e a me viene da dire anche che l'open source non è solo GitHub, perché spesso magari una barriera all'ingresso può essere anche gli tab stessi o meglio.Il fatto di esporsi pubblicamente su una piattaforma del genere può essere una barriera all'ingresso che molti fanno fatica a superare.Secondo me un ottimo posto dove poter fare networking, dove poter contribuire, dove magari spesso non voglio dire discussioni più interessanti ma magari quelle più ad alto livello, più infrastrutturali e più architetturali avvengono sui canali Slack, su Discord o su comunque quelle piattaforme di comunicazione che sono legate a un determinato progetto.E secondo me è anche una cosa super utile per imparare a le cose.Io faccio un esempio che è totalmente fuori contesto, però io ero e sono ancora interessato all'event sourcing come stile architetturale, diciamo, di impostazioni delle nostre applicazioni e ho imparato tanto sullo Slack e sul Discord e sul Discus, che è una specie di forum di Event Store DB.Event EventStoreDB è un database che è stato creato per l'event sourcing ed è fatto in C#.Io non so, né C#, non ho mai avuto a che fare con il mondo net in generale, ma su quelle piattaforme ho potuto imparare tanto.Non ho dato nessun contributo, perché anche io sono un grandissimo impostore, però ho potuto imparare tanto.Quindi anche se siete agli inizi, non avete scritto tanto codice, esistono comunque posti al di fuori di GitHub dove potete contribuire e potete, potrete soprattutto imparare.Perché spesso magari se si è una prima esperienza, se è entrato magari in un'azienda piccola o in un'azienda troppo grande dove magari fai le cose un po' a catea di montaggio, un po' perché te le dicono e hai bisogno di una guida, una persona che ti faccia da mentore, andare su questi progetti grossi, su questi progetti che sono fatti oggettivamente bene, sicuramente sono fatti meglio, magari delle cose che quella persona può scrivere al lavoro, è una grande fonte di ispirazione per migliorarsi e per uscire anche dalla sindrome dell'impostore, perché poi alla fine ci si rende conto che si è tutti soggetti allo stesso tipo di sindrome e si è tutti impostori alla fine.Credo che ci siano veramente poche persone nel mondo del software che non si ripetono degli impostori.Poi nel senso si può anche spostare nell'opposto, però alla fine credo sia una cosa che è molto molto diffusa.Io ho trovato grande soddisfazione nel contribuire su Stack Overflow.C'è stato un periodo dove mi ero imposto come abitudine di rispondere almeno a una domanda su Laravel ogni giorno.Un po' perché c'è un sacco di gamification, vedere i numerini, i beggettini che arrivano, è interessante.E poi soprattutto perché quando ci sono domande di cui te sai la risposta, allora lì viene meno, perché dici "ok, no, si fa così, io l'ho risolto così, magari c'è un altro modo, però mettiamo il mio contributo".Quella è tutta roba che rimane, che aiuta anche in un certo senso anche come visibilità nel, diciamo, creare questo tipo di contenuti, ti fa un po' conoscere che non fa mai male, perché comunque le proposte di lavoro rimano anche da lì.E soprattutto io ho notato che sia domande che risposte che ho dato nel corso degli anni, ogni pochino mi arriva un più 10 di una cosa che ho risposto 5-6 anni fa, e ho detto "guarda", comincio a dire "bravo, o l'ho azzeccata, o è stata fortuna", oppure comunque hai un certo tipo di riconoscimento da parte di qualcuno, che poi qualcuno sia un top developer o uno che ha appena acceso il computer, poco importa, perché comunque rimane sempre il fatto che c'è sempre qualcuno più bravo di noi, c'è sempre qualcuno meno bravo di noi, quindi noi abbiamo sempre, chiunque ha qualcosa da dire a quelli meno bravi e ha qualcosa da imparare a quelli più bravi.C'è sempre un pubblico per tutti.Per cui anch'io ho fatto lo speaker la prima volta alla fine del 2019.Mi sono cacati in mano, però alla fine è andata, è piaciuto, ho ricevuto dei feedback e da lì poi ho visto come funziona la conferenza da dietro, cioè da parte del speaker che è tutta un'altra cosa, è molto più ingaggiante.Tra l'altro c'è un aneddoto perché questo talk è su YouTube e c'era una slide dove avevo messo una immagine per farci una battuta sopra e allora ho fatto la battuta, la gente ha riso, il problema è che ero solo io microfonato, quindi si vede io che rido, che sembra che ridata solo e invece in realtà gli altri ridevano e quando me lo sono rivisto era super cringe però ecco sì ragazzi se il mondo dei contenuti pubblici è fatto anche di questo ormai non ci fai più caso se pensi a tutte queste cose non ti esporrai mai ma invece è una cosa una cosa da fare perché comunque crei di sicuro valore valore per qualcuno - E poi torni indietro.- Scusa, esatto.Sì, e poi la cosa bellissima che hai detto Leo, secondo me, è che è vero che c'è sempre qualcuno che ne sa più di te e questo, tutto sommato, è anche un valore, nel senso che c'è chi dice che dovresti cercare sempre di essere quello che ne sa di meno nella stanza che è quello che faccio io quando vengo nel Gitbar ma è vero anche che c'è sempre qualcuno che ne sa meno di te e che in realtà a tutti noi sembra che non sia così, ma in realtà a tutti noi, per l'esperienza che ci portiamo dietro, quale che sia, possiamo dare un contributo.Io per esempio, per dirti, anche a me succede ogni tanto che mi arriva un +10 su Stack Overflow perché ho risposto a come si prendono tutte le option di una select usando jQuery.che è una roba...sì, io a un certo punto sapevo JQiri anche.Però succede anche quello, nel senso che evidentemente se qualcuno cerca come si fa questa roba con JQiri, trova la mia risposta che io ho lasciato lì e ho dato il mio contributo.E appunto tutti però, questa cosa la possono fare tutti.Quindi anche tu, scusa volevo fare un annuncio, te che ci stai ascoltando, te puoi contribuire e puoi insegnare qualcosa a tutti perché hai una esperienza tutta tua, hai magari risolto una cosa che nessuno ha risolto, per cui chiunque ha questa facoltà.Scusa, 70 minuti, volevo mettere questo film.LM: e deve venire a farlo nel gruppo Telegram di Gritward.GZ: no, a me era venuta una domanda da chiedere a voi che fate conferenze, fate gli speaker le conferenze, spesso e volentieri, quando arriva la fine e dite "ci sono domande" non avete un brivido dentro come dire "adesso mi sgamano"? - Cioè il sottinteso di "ci sono domande" è "speriamo che non ce ne siano".- No, io penso alla fine c'era un po' questa paura, però poi ho detto "se io sono qua e qualcuno sta interessato, non c'è nessun problema a dire "guarda, questa cosa non la so, questa precisa" la puoi girare un po' come ti pare, tipo "sì, si potrebbe anche fare così, magari non mi sono documentato" insomma, c'è modo di uscirne bene, però comunque è normale che uno non sappia determinate cose c'è il mondo del software, anche del particolare argomento che hai portato se non puoi sapere tutta la sfaccettatura e tutti gli edge cases Quindi, se non lo sai è legittimo, ti informerai e glielo porterai la prossima volta.Mi fecero domande che sapevo, però ero pronto anche a rispondere così.Ok, quindi l'hai superata, però all'inizio c'era quella paura.Alla base di laurea c'era, perché lì erano cose che non sapevo, invece al talk l'ho preparato io, sul roba l'ho scelto io, quindi è più semplice.Io mi voglio agganciare a questa cosa dicendo è ok non sapere tutto e secondo me è anche ok scrivere codice che è una monnezza o meglio voglio un attimino contestualizzarlo.Per non cadere diciamo in quello che ho accennato prima quindi diciamo nel prototipo del perfezionista è normale comunque scrivere del codice che sia subottimale o che sia proprio una monnezza totale agli inizi ma credo anche alla metà e alla fine della propria carriera.Nel senso c'è sempre tempo, l'importante è che ci sia sempre la volontà di volerlo fare meglio.Perché alla fine se io mi sto per approcciare ad un progetto oppure magari sto facendo il mio primo talk, la mia prima conferenza, è impossibile che sia tutto perfetto e che sia tutto allo stesso livello di chi fa conferenze o di chi ha un commitment su quel progetto da n tempo prima di me.Quindi, cioè, quello che vi invito a pensare è che è totalmente ok non essere al top ed è totalmente ok essere nella condizione di scrivere della monnezza, ma con la consapevolezza di starla scrivendo e di voler migliorare.Sì, e volevo dire sempre sulla conferenza, immaginate voi cosa fate quando siete a una conferenza.Se c'è un talk che comunque viene descritto prima che non vi interessa perché già sapete quelle cose, o non lo seguite oppure state lì con la consapevolezza che va bene, è roba che sapete, però vi piace stare a sedere.Se non la sapete invece siete interessati e quindi in qualsiasi caso, se la sai, non ti metti a fare domande apposta per mettere in difficoltà lo speaker.se invece non la sai, se vuoi fare delle domande sono genuine, per cui insomma alla fine è sempre un winner, non c'è nessuno che vuole metterti in difficoltà da nessuna parte, anche perché alle conferenze, soprattutto quelle che si potevano fare di persona, sei di persona, c'è la faccia, non è che sei il lione della tastiera che ti scrive commenti su YouTube, quindi non viene mai nessuno a dire "eh allora ma questa cosa si fa anche in quest'altra maniera", a me non è mai capitato.Bene, ci proverò e poi se mi va male darò te la colpa.Anche perché comunque se sei di persone e fai una cosa del genere, poi ci si può sempre incontrare dopo la conferenza, cioè senza il parcheggio o la stazione, ti puoi quasi trovare comunque.Questo mi piace di più, è una via d'uscita che mi piace.I prossimi autori sono buoni e cari.Esatto.comunque io ho un episodio super catartico di questa cosa, cioè il mio primo talk in pubblico era Arch Linux, una distribuzione Linux semplice e veloce, mi pare.Sì, sì, non facile, semplice, che è una cosa, cioè sul concetto di semplicità c'è un'intera pagina wiki del wiki di Arch, dato che siamo un argomento.e cosa che ho spiegato durante il talk.E alla fine, quando ho detto "Ce sono domande", c'era una persona che saluto tantissimo, che spero ascolti il podcast, che era Antonio Doldo, che è un esperto di virtualizzazione, che aveva fatto il talk prima di me, e quindi mi sentivo come se Dio mi stesse a toccare la fronte in quel momento, che mi ha fatto una domanda, che mi ha mandato nel pallone più totale, questo per tranquillizzarvi, e la domanda era perché Arch Linux, che all'epoca non ce l'aveva, non c'è il sistema di verifica tramite gpg dei pacchetti scaricati, con le firme per la sicurezza, e io l'ho messo, non è arrampicato sugli specchi, però io ho detto "senti, io non lo so".Cioè, questo in pubblico davanti a tutti, e tra l'altro in seguito mi sono anche stati fatti i complimenti per come ho gestito la situazione.Ho detto, io non lo so, però da quello che so, siccome io i principi di Arcel ho veramente inferiorizzati a Mazzetta dai primi periodi che la usavo, ho detto, secondo me non l'hanno ancora implementato perché gli ho dato una motivazione, gli ho detto, i sviluppatori ancora non sono riusciti a rispettare il loro approccio KISS scrivendo del codice che a loro piace per implementare questa artigia.Mi sono cavato d'impaccio così.E le persone italiane che stavano nel team di sviluppo di Arch, che qualcuna ce n'era, hanno visto sto talk e mi hanno detto "congratulazioni Alessio, perché senza sapere la risposta ci hai imbroccato e hai detto una cosa molto giusta, è per questo che ancora non l'abbiamo fatto.- Ah, pensavo che ti dicessi "guarda, non lo sapevamo nemmeno noi, utilizzeremo questa cosa che hai detto te, che ne sei uscito bene".- E invece, cioè, io l'ho trovata una cosa molto figa perché ho detto...perché alla fine è come hai detto te, Leona, cioè, la risposta è dentro di te e in questo caso non è manco sbagliata.cioè le cose di cui tu porti i talk, in qualche modo, a meno che non sia una marchetta, in quel momento allora valgono diversi principi, diciamolo così, sono cose che ti porti dentro, che tu tutti i giorni usi o propagandi in qualche modo, quindi poi non può essere che ti fanno una domanda, non tanto che non sai, quanto che non sai gestire.Allora, direi che abbiamo messo un po' di ciccio sul fuoco, come si dice.Io direi che intanto bisognerebbe fare un ringraziamento ai donatori.Ci sono donatori questa settimana? Abbiamo un donatore che è Mirko, che dice grazie ben repo a tutti i membri del gruppo Telegram.Siete una fonte infinita di informazioni, spunti e qua ringrazio voi e spesso anche di allegre minchiate.minchiate e qui ringrazio a tutti.Grazie, ha lasciato le minchiate e le dicevano noi.Esatto, forse per quello.Ci ha offerto una birra e mi raccomando agli ascoltatori o tu che ascolti, se proprio ti piace il podcast, ti piace com'è fatto, almeno la parte fatta da Bray Ray, non la nostra, siamo un po' impostori, visto che barra sono chiusi, una birra ce la puoi anche dare.Se a te piace il podcast come a noi piace la birra, offrici una birra, noi ti offriamo il podcast.Interessante, vediamola così, adesso vediamo quante birre arriveranno.Ok, adesso abbiamo però un importantissimo messaggio di Andrea, ascoltate.Plim plom, messaggio promozionale rivolto alla community di Gitbar senza scopi di lucro.Oggi vi parliamo di VIEW DAY 2021 DIGITAL EDITION, arrivata alla sua terza edizione.Evento internazionale devuto al framework JavaScript VIEW che si interrà il 29 aprile 2021.GitBar è community partner del Grusp e grazie ad esso tutti i membri hanno diritto a un codice sconto da utilizzare in fase di acquisto.Scoprilo nelle note dell'episodio.Ma non è tutto, abbiamo a disposizione anche un biglietto gratuito.Vuoi essere tu il fortunato a aggiudicarselo? Non devi far altro che pubblicare un tweet o un post indicando il link del tuo episodio preferito di Gitbar e il link alla conferenza e subito dopo scrivere a info@gitbar.it indicando il link al tuo post.Valgono link su Twitter, LinkedIn, Facebook purché pubblici e visibili a chiunque.I più veloci saranno sorteggiati per aggiudicarsi l'ambito premio.cosa stai aspettando? plin plon grazie per l'attenzione e buon proseguimento" e adesso e adesso direi di passare la parola a Mattia perché abbiamo un varietà oggi abbiamo un nuovo spazio molto molto grazie per il passaparola scoprirete subito perché il termine perché abbiamo un nuovo spazio nel nostro podcast, chissà se si ripeterà oppure no, anzi dateci feedback se vi piace o no, ma è uno spazio che servirà anzitutto a esporre quanto effettivamente sono impostori gli ammutinati di Github, nel senso che abbiamo un quiz.Se Carmine vuoi introdurlo e spiegare musicalmente come si svolge questo quiz, libero di fare quello che non possiamo fare con la fonte originale per motivi di copyright, ma puoi fare.Ringraziamo Mediaset, però credo che questa cosa vada un attimino fatta in coro perché altrimenti è troppo poco truce.Vai? 3, 2, 1...ULLA ULLA! quindi benvenuti al passaparola di Gitbar avremo due concorrenti, un conduttore, anzitutto, che oggi sono io, ma chissà chi sarà in futuro e due concorrenti che oggi ha completa e arbitraria e insindacabile decisione del conduttore sono Alessio e Leo, che si sfideranno sulla lunghezza di 21 domande che non conosciamo, che non conoscete che chiariamo perché è una puntata su Gli Impostori noi riceveremo delle domande che non conosciamo e dobbiamo dare le risposte se le sappiamo e se non lo sappiamo chi se ne frega? - Delle domande che abbiamo preparato in gran segreto io e Andrea sono in ordine alfabetico una per ognuna delle 21 lettere dell'alfabeto italiano, vi ho graziati e vi ho risparmiato la J, la K, la X - No, la J di JQuery no, dai - E lo sbaccappa di Codring - Esatto esattamente - E sull'ordine avete - Ecco, no spoiler.Avete tre minuti per rispondere a tutto, ciascuno.Se non sapete una risposta, potete dire "passaparola", io passerò alla domanda successiva e finito il giro si ricomincerà da capo dopo una breve pausa.Quindi andrei senz'altro a cominciare di nuovo a arbitrario e insindacabile giudizio del conduttore.Inizia Alessio.- Anche per ordine alfabetico, Alessio.- Esatto, andiamo in ordine alfabetico.Esatto.Quindi, quando tu sei pronto, ti faccio partire il tempo e soprattutto faccio partire le domande.E mi sto cacando sotto a questa cosa, comunque vai.Via al tempo.Con la lettera A, Dan, autore di React.Abramov.Con la lettera B, lo zio di tutti gli sviluppatori.Bob.Con la lettera C, la conferenza generalista più grande d'Italia.Code Motion.Con la lettera D, personaggio controverso, fan dei monoliti e della polemichetta.DHH.So le sa tutte.Questa è molto facile.Con la lettera E, linguaggio funzionale sviluppato da Ericsson.Erlang.Sa di Elixir.E con la lettera F, la serie numerica che si usa come esempio per spiegare la ricorsione.Fibonacci.con la lettera G croce ed elizia degli sviluppatori golang passa parola con la lettera H pattern architetturale che usa porte e adapter anziché i layer passa parola con la lettera I la I delle proprietà acide delle transazioni sì passa parola Con la lettera L, nome altisonante per le funzioni anonime e tool di AWS per le funzioni serverless.Lambda.Con la lettera M, può esserlo un servizio, un front-end o un controllore.Migro.Con la lettera N, valore di ritorno utilizzato quando non si ha nulla da dire.Nulla o nilla.Grande.Con la lettera O, hosting provider molto caldo ultimamente, pure troppo.- Aruba no, OVH! - Però è buona lo stesso! L'ottimizzazione, quando lo è, è la radice di tutti i mali con la prematura.- Prematura! - Corretto! Libreria javascript che si usa per riconoscenza, J con la query.Con la lettera R, Chi ve liustò l'orgoglio italiano.- Redis! - Con Con la lettera S, Richard, fondatore della Free Software Foundation.Solman, e non Benson.Con la lettera P, metodologia in cui si scrivono prima i test e poi la logica.Test Driven Development o TDD.Con la lettera U, il diagramma UML con gli omini.UML? Non passa parola perché in questo momento non mi viene in mente.Con la lettera "V", la funzione nativa di PHP per logare tutte le proprietà di una variabile.Vardamp.Corretto, con la lettera "Z", tipo di shell che va per la maggiore tra gli utenti OSX.Z, S, H, e non solo OSX.E infatti non solo OSX.Stop al tempo, Alessio ha rischiato di fare il giro completo.Ti rimangono la "G", la "H", la "I" e la "U".Quindi quando sei pronto ripartiamo dalla G.Aspetta un attimo, allora.No, questo non va.No, no, no, aspetta, aspetta, aspetta.Fammi cosa, fammi vedere.Via il tempo, con la G, croce ed elizia degli sviluppatori Goland.Garbage Collector? Madonna mia, le sa tutte! Con la lettera H, pattern architetturale che usa le porte e gli adapter anziché i layer.- Hai 20 secondi.- Oddio, no, non mi viene in mente.Passa parola.- 10.Con la lettera I, la proprietà, la I delle proprietà essi delle transazioni.- Cacchio.- 3, 2, 1.- No, sono arrivato.- Allora, ti sei perso.Con la H, il pattern architetturale che usa le porte di adapter anziché i layer è hexagonal e con la "i" delle transazioni è isolation.Ragazzi io ne sapevo pochissime.Il diagramma UML con gli omini è use case.Ah beh, qua viene fuori tutto il mio bias su certe cose.di voi.Bene, ma infatti è fatto apposta per esporre...se ti chiedo solo le cose che sai è troppo facile.È giusto, è giusto.Quindi, faccio partire...Mamma mia, vai, vai! Leo, quando sei pronto...Vai, vai, parti! Vai, via col tempo! Con la lettera A, nipote di Lord Byron, prima programmatrice della storia e anche linguaggio derivato dal Pascal.Ada.Giusto.Con la lettera B lo dicono Brain Repo e il Gabbiano su Telegram.Bene, benvenuti.Giusto.Con la lettera C lo sono il codice e l'architettura secondo Uncle Bob.Clean.Giusto.Con la lettera D la risposta giusta alla maggior parte delle domande.Dipende...Giusto.Con la lettera E può essere checked o unchecked in Java e in molti linguaggi la silancia.Passaparola.Con la lettera F, paradigma spesso contrapposto alla programmazione oggetti.Funzionale? Con la lettera G, organizza PHP Day, CSS Day, JS Day e un sacco di altri day italiani.Grusp.Con la lettera H, framework che ha reso popolare MapReduce.Passaparola.Con la lettera "i" lo sono le applicazioni in cui lo stesso codice può essere eseguito lato server o lato client.Passaparola? Con la lettera "l" struttura dati in cui ogni elemento ha un puntatore al successivo.Lista? Sì.Con la lettera "m" database no SQL usato spesso come event storage.Con la lettera "m"? "m", sì.Ah, è MongoDB? Sì.Con la lettera N, web server usato spesso come alternativa ad Apache.Nginx.Sì.Con la lettera O, pattern della Gangore 4 in cui un'entità notifica le altre quando si verifica un evento.Observer.Sì.Con la lettera P, la mandi per modificare un progetto open source.Pull request.Sì.Con la lettera Q, algoritmo di sorting con le migliori prestazioni medie.Quicksort.Sì.Con la lettera R, libreria per unidirectional data flow spesso usata in combo con React.Redux? Redux? Sì.Corretto.Con la lettera S, il nome di Jobs e Wozniak.Steve.Sì.Con la lettera T, JavaScript con i tipi fatti bene.TypeScript però non è con i tipi fatti bene.Vabbè, meglio di JavaScript.Con la lettera U, linguaggio tra virgolette di specifica fatto di diagrammi.UML.Sì.Con la lettera V, editor da cui solo in pochi riescono a uscire.Vim.Sì.Con la lettera Z si usa in CSS per mettere gli elementi uno sopra l'altro.Z-index.Corretto.Stop al tempo.Ti rimangono la lettera "e", la lettera "h" e la lettera "i" che evidentemente mette in difficoltà."h" e "i" sono...- Quanto tempo ho? - Hai...adesso te lo dico...un minuto e quattro secondi.- Ok.- Tutto il tempo per googolare, insomma.- No, no, no.- Via il tempo! Con la lettera "e" può essere "checked" o "unchecked" in Java e in molti linguaggi la silancia.Io quando ho dei linguaggi lancio altre cose.Passaparola.Con la lettera H, framework che ha reso popolare MapReduce.Passaparola.Con la lettera I, lo sono le applicazioni in cui lo stesso codice può essere eseguito lato server o lato client.Idee impotenti? Non lo so.No.Andiamo avanti con la lettera E può essere check, don't check in Java e in molti linguaggi la si lancia.Hai ancora 20 secondi.Passaparola, fammi arrivare all'H.L'H, framework che ha reso popolare MapReduce.Adup! Sì, ti resta solo quella cosa che in molti linguaggi la si lancia.Quella non lo so, per me è la cipolla.No, ti restano 5 secondi.No, no.Quella che si lancia in molti linguaggi è l'eccezione.Eccezione, è vero, è vero, è vero.Molto bene, molto bene.Allora, è andata che ha vinto Leo.No, credo di no.Eh, ragazzi, vai.Secondo me le domande mie erano un po' più semplici, però, perché io quelle di Alessio, molte non le sapevo.No, pure io le due volte non le sapevo.Ha vinto Leo 19 a 18, quindi comunque siamo lì.La cosa non sono le domande a cui non avrei saputo dare risposta, ma le risposte del tutto casuali che avrei dato ad alcune domande, tipo pattern software con la HDMI, perché no? Esisterà un pattern HDMI.Bene, allora vi abbiamo fatto vedere come in realtà ci si può...è come dire, una puntata è un inception di Impostori perché abbiamo parlato di Impostori ci siamo messi così in gioco senza davvero non sapevamo le domande e le risposte per cui è stato interessante.Direi allora di chiudere di arrivare in fondo alla puntata con il nostro spazio del Paese dei Balocchi.e conduco nel paese dei balocchi.Ah, il paese dei balocchi.Bene, allora, se volete inizio io perché so che molti di voi sono arrivati impreparati, davvero impostori, e quindi vi lascio tutto il tempo di googlare, vedo le facce che si girano verso gli altri monitor.Allora, io volevo portare un balocco, non so come chiamarlo, diciamo un servizio.Si chiama Secret Santa, è una cosa organizzata da Reddit, Reddit dove a Natale praticamente ti registri, fai una descrizione di chi sei, cosa fai, eccetera eccetera e in una certa data Reddit ti matcha con un altro o meglio ti arriverà un regalo da una persona a cui è arrivato il tuo profilo e a te arriverà un altro profilo, quindi non della persona che ti ha fatto il regalo, a cui farai un regalo.Di solito il regalo è sui 20 dollari, però è interessante perché è gente completamente sconosciuta, anonima, non sai chi è il tuo il tuo Santa, ci puoi chattare solo in maniera anonima ed è carino per fare dei regali e ricevere dei regali inaspettati.Oltre a quello di Natale ne organizzano vari durante l'anno e io parteciparò quest'anno anche a quello dei libri e mi è stato regalato il libro che metto anche nei balocchi "The Art of Deception" di Kevin Mitnick che è un libro, ho letto solamente un pezzo di introduzione ma mi sembra che parli del problema principale della sicurezza dei sistemi informatici che è l'uomo.A me questa cosa interessa molto, quindi non vedo l'ora di leggerla.Metterò anche questo libro come balocco.Partecipate perché è molto divertente ricevere dei pacchi inaspettati.Ah, e c'è una cosa.Bill Gates partecipa al Secret Santa e in pratica chi vince è chi riceve il regalo da Bill Gates.Bill Gates regala Xbox.Ci sono dei regali veramente importanti.C'è la galleria dove postarli alla fine, ognuno posta il proprio regalo ed è molto bello insomma è un modo per passare un Natale diverso visto che saremo in casa forse anche a prossima notte.Io lo apprezzo molto, io ho partecipato quest'anno a un secret Santa non quello ufficiale gigante di Reddit ma di un gruppo Facebook e mi è arrivato un libro bellissimo di Wels Waldo che a mio figlio piace un sacco, tutte le sere prima di dormire ci passiamo un po' di tempo a cercare Waldo.Comunque no, il Il libro di Kevin Mitnick è una figata, io l'ho letto tempo fa ed è bellissimo, lo consiglio anch'io Kevin Mitnick per chi non lo sapesse.È la prima persona della storia ad essere stata arrestata per un reato informatico.Lui racconta appunto come è diventato fondamentalmente il primo hacker riconosciuto della storia e si chiama "The Art of Deception" perché lui dice che il punto più critico di tutta la sicurezza informatica è la persona che ci sta davanti.racconta di aver bucato sistemi telefonando alle aziende e sfacciandosi per il tizio della sicurezza a cui dovevi dare la password perché doveva fare la manutenzione e la gente gli dava le password o cose di questo tipo.Il mio balocco, invece, come sono un vero impostore ed ero assolutamente impreparato, ho estratto dal cilindro il tool che mi piace di più in questo momento e nell'ultimo anno e si chiama Datadog.È un tool di monitoring per la qualunque, fondamentalmente, nel senso che ha integrazioni con i principali cloud provider, ma anche con tutti i linguaggi applicativi e tutti i database e tutti i sistemi di gestione delle code.E fondamentalmente lo puoi usare per monitorare tutto quello che succede in tutte le tue applicazioni a ogni tipo di livello.Ha un sistema di ricerca dei log molto figo, ha un sistema di gestione delle metriche applicative molto molto semplice che a me nell'ultimo anno ha salvato, di nuovo quella roba che non si può dire in italiano, ma mi ha salvato il culo diverse volte perché mi ha consentito di capire molto meglio cosa succede nelle mie applicazioni in produzione quando non hai un debug che era portata di mano.Quindi il mio balocco della settimana è questo.Allora, io ero arrivato impreparato e alla fine ho deciso di mettere una delle mie cose preferite proprio dell'orbe terracqueo, almeno finché non si è preso un periodo sabbatico, perché semplicemente ha cominciato a scrivere altre cose non strettamente legate al lavoro che fa, e almeno in questo momento io mi sono appassionato letteralmente di una persona che è Gergely Orosh, spero di averlo pronunciato correttamente, che ha un blog bellissimo che si chiama The Pragmatic e lui è stato il tech lead, non so come dire, il team lead, cioè lui è stato proprio il tech lead del rifacimento di Skype e tra...dopo Microsoft poi ha lavorato, mi pare, a Skyscanner per un periodo e adesso, prima che si prendesse un periodo sabbatico, perché era arrivato pure lui ha praticamente guidato tutto il team e poi è diventato una divisione gigante del circuito di pagamenti cioè del servizio dei pagamenti di Uber quindi quando tu fai un pagamento sia su Uber Eats che su Uber, poi Pover Taxi passa tutto dai servizi che ha scritto il team suo e lui è stato prima tech lead, sviluppatore, eccetera, poi è stato engineering manager di queste cose qua, e ha scritto, sta scrivendo un libro e ha scritto una marea di post, uno più bello dell'altro, su come si fa questo lavoro anche su scala un po' più grossa di un'azienda da 10 persone.Io personalmente l'ho trovato un sacco utile perché comunque a volte noi ce l'abbiamo le cose in testa, ma poi quando le esprimiamo non le esprimiamo nella maniera in cui vorremmo e tra il blog del Giorgio Lioros e il blog dei charity majors che ho che ho consigliato l'altra volta.A me personalmente queste persone hanno dato degli strumenti per esprimermi in una maniera diversa quando sto dentro un meeting e farmi capire anche da persone che magari fanno sto lavoro da un po' più tempo di me, senza dover semplicemente reinventare la ruota.Ho scoperto che tanta roba è in realtà formalizzata in alcuni aspetti e come mi disse un amico molto caro che è Emanuele De Cupis, che saluto, a volte invece una fotografia condivisa di una situazione è utile per sapere come descriverla alle altre parti, quindi insomma, principalmente ecco The Pragmatic Engineer è un blog che mi ha veramente aiutato a fare sto lavoro meglio, quindi ve lo lascio.I miei due balocchi invece, il primo è un video di un Ted di Mike Cannonbrooks, CEO e fondatore di Atlassian, che parla proprio della sindrome dell'impostore.È un CEO e fondatore di un'azienda che fattura un miliardo e mezzo all'anno, che parla della la sua esperienza di sindrome dell'impostore fa capire effettivamente che nessuno non è immune.Il link in descrizione, lo lasceremo.Il secondo balocco invece è un libro già mezzo spoilerato nel gruppo Telegram, che è "Pensieri lenti e veloci" di Daniel Kahneman.Sostanzialmente, essendo la sindrome dell'impostore qualcosa che è nella nostra testa, riuscire a capire un po' meglio come funziona la nostra testa, male non fa, e in questo libro viene proprio spiegato, non l'ho ancora letto tutto, sono quasi a metà, però viene spiegato come divisa la nostra testa, lui chiama il sistema 1 che interagisce con il sistema 2 della nostra testa, il sistema 1 molto più passionale e istintivo e il sistema 2 molto più analitico.Ci sono davvero tanti tanti esperimenti fatti, tanti studi fatti sulla nostra mente, dei risultati a volte veramente sorprendenti e chissà magari riusciremo a capirci un po' di più.Mi avete dato tutte e due ispirazione per aggiungere un balocco che è un libro che mi ha abbastanza cambiato il modo di approcciare i problemi.Si chiama Nonviolent Communication, è di un tizio che si chiama Marshall Rosenberg, che adesso fa il counselor e l'esperto di cose psicologiche, ma prima di fare questa roba e di fare l'autore faceva quello che negoziava con i terroristi.Quello che diceva "Dai, libera gli ostaggi", queste cose qui e racconta appunto questo modo di approcciare la comunicazione non solo con gli altri ma anche con se stessi, quindi anche con l'impostore che c'è dentro di noi in una maniera non violenta e legata a...di fatto l'assunto di base del libro è che se tu riesci a empatizzare con la persona che hai di fronte, che potrebbe essere anche il tuo impostore interiore, e e riesci a metterti nelle sue scarpe a capire come si sente, riesci a capire anche di che cosa ha bisogno e a quel punto riesci a capire anche quali sono le cose più sensate da dirgli.Ma prima devi riuscire a fare questo passaggio.Nel libro ci sono anche un po' di esercizi e di consigli pratici per fare questa roba e a me ha veramente svoltato un sacco di discussioni difficili, non solo con gli altri.Allora, i miei balocchi sono diversi, più il balocco consiglio che fa tanto nonno che sta davanti al cammino e dice "una volta qui era tutta la campagna".Allora, il primo balocco è sicuramente Racket.Per chi non conoscesse Racket, per le tante persone che effettivamente è probabile che non conosca un racket, che cos'è il racket? Lo possiamo definire come un linguaggio per creare dei linguaggi, quindi sostanzialmente è un meta linguaggio ed è secondo me uno dei linguaggi più utili per esprimere la propria creatività e per capire come funziona un linguaggio di programmazione.Una delle cose simpatiche che potete fare con Racket è addirittura aggiungere dei pezzi al runtime, al suo IDE, che è Dr.Racket e quindi potete fare delle cose che sono veramente carine e fuori dal comune.E c'è un corso su Coursera che si chiama Programming Language Part B dove viene spiegato l'utilizzo di Racket e la filosofia che ci sta dietro a Racket.Secondo me è un esercizio di creatività enorme che aiuta a pensare tantissimo fuori dagli schemi.Vorrei aggiungere su questo stesso filone, per chi non l'avesse letto, anche per chi, diciamo, non è tanto interessato alla cosa, che è Meta Programming Ruby, che tra l'altro anche questo è un orgoglio del nostro paese, come libro e secondo me, indipendentemente dal fatto che voi siate persone che abbiate utilizzato o meno Ruby nella vostra vita, è qualche cosa che così come Racket vi aiuta a pensare fuori dagli schemi e a trovare delle soluzioni a dei problemi complessi in una maniera più creativa e meno pensabile possibile.Poi, come ultimo balocco consiglio, c'è sicuramente quello...Allora, noi prima vi ho detto che la sindrome dell'impostore può essere generata da traumi, da esperienze passate, ma può essere anche generata tanto dal contesto in cui noi ci troviamo.Spesso anche delle persone che sono competenti, delle persone che hanno avuto dei successi, sia lavorativi sia nella vita, sono magari inserite in un contesto dove le persone che la circondano un po' forse con cattiveria, ma il più delle volte anche senza cattiveria e senza malizia, non hanno gli strumenti per capire il tipo di percorso, il tipo di vita che noi stiamo facendo.Quindi avere una pressione sociale di questo tipo può metterci spesso nella condizione di entrare nella sindrome dell'impostore.Questa è una cosa dove io mi ritrovo tanto, quindi se siamo circondati magari da amici, familiari, parenti, colleghi che non voglio dire che ci mortifiano, ma che magari non capiscono il nostro percorso, quello che abbiamo fatto e ciò che stiamo facendo, non incubatevi e pensate sempre ai successi che avete raggiunto e alle persone che siete.Con la consapevolezza comunque che è impossibile, conoscete tutto, è impossibile essere perfetti, ma con la consapevolezza anche che ognuno di noi ha raggiunto i propri successi e che sono sempre misurabili.Quindi nel senso, se vi sentite così, non siete soli e uscite da questa situazione.Se ne volete parlare con noi, potete parlarci, come sempre, nel canale Telegram.Un'ultima cosa, un ultimo libro che ho ricordato ora, che non è un libro di programmazione, non è un libro tecnico, ma si chiama "Sul buon uso della lentezza, il ritmo giusto alla vita" ed è un libro che ho rubato anni fa nella libreria di mio padre ed è un saggio sulla lentezza, sul come vivere la vita con il ritmo giusto.E questi sono i miei valori.Posso dire che il momento saggezza di Carmine a fine podcast è sempre il mio momento preferito.- Ma guarda lo stavo dicendo io! - Perché tocca ascoltar tutta la puntata per parlare prima.- Ma all'illà di tutto anche i balocchi, ragazzi, tutti i balocchi che avete nominato me li sono appuntati a parte, me li vedrò tutti uno per uno perché veramente eccezionali.Grazie a tutti.Dobbiamo prima di chiudere ricordare i contatti, altrimenti BrainRepo si slega e ci picchia tutti quanti e quindi abbiamo nel nostro sito github.it la mail info@github.it su twitter @brainrepo ma soprattutto che cosa abbiamo? Il canale Telegram Ah ecco, me lo dico sempre.Il gruppo Telegram, che ricordiamo essere la community più inclusiva del nostro paese, diffidate dalle community che cominciano con "Ulala ulala ulala" Venite su Diva.No no.Noi rispettiamo anche chi fa TFP, chi fa JQuery.L'ho sempre detto, io premetto che ho molti amici più a FTP.io faccio già la scritta dei mestieri.- Ma poi devo dire la verità, c'hai una domanda da fare, la butti lì, tempo 12 secondi, c'hai una ventina di risposte, una meglio dell'altra, quindi un ottimo posto per gli impostori, quelli veri, perché così quando qualcuno al lavoro ti chiede qualcosa, tu dici "un attimo, vado in bagno, va in bagno, cellulare, gruppo telegram, fai la domanda, hai la risposta e puoi rispondere e fai la tua bella figura".è così che siamo tutti promossi.Di consueto anche oggi abbiamo fatto il minutaggio e che ci rivediamo, non si sa, forse la settimana prossima, forse no, non dipende da noi esatto grazie a tutti e alla prossima ciao ciao Hitbar, il circolo dei fullstack developer.Una volta a settimana ci troviamo davanti a due birre e con Brain Repo parliamo di linguaggi e tecniche di sviluppo web, di metodologie e degli strumenti immancabili nella cassetta delle attrezzi dei fullstack dev.[Musica]