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Ep.68 - WorkLife balance, è ok non essere ok

Episodio 68

Ep.68 - WorkLife balance, è ok non essere ok

Work life balance, cosa è e come garantirla. Cosa è il burnout e come evitarlo. Ne abbiamo parlato con Luca Mattia, Alessio, Carmine, Leonardo e Andrea per una puntata dove sono presenti gli errori grammaticali di brainrepo.## Ricordati di iscriverti al gruppo telegram:https://t.me/gitbar## Supporta...

8 aprile 202101:37:13
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Ep.68 - WorkLife balance, è ok non essere ok

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Note dell'Episodio

Work life balance, cosa è e come garantirla. Cosa è il burnout e come evitarlo. Ne abbiamo parlato con Luca Mattia, Alessio, Carmine, Leonardo e Andrea per una puntata dove sono presenti gli errori grammaticali di brainrepo.## Ricordati di iscriverti al gruppo telegram:https://t.me/gitbar## Supportaci suhttps://www.buymeacoffee.com/gitbarQuesta settimana Giuseppe Albrizio ci ha offerto 3🍻 Veonazzo ci ha offerto una 🍺Andrea Mannelli ci ha offerto 3🍻 Sjnao ci ha offerto una 🍺GRAZIE!# Il paese dei balocchi Mauro- https://www.youtube.com/watch?v=6yqfmXiZTlM- https://www.mayoclinic.org/healthy-lifestyle/adult-health/in-depth/burnout/art-20046642Carmine- https://www.ikea.com/it/it/p/klockis-orologio-termometro-sveglia-timer-bianco-80277004/- https://www.who.int/news/item/28-05-2019-burn-out-an-occupational-phenomenon-international-classification-of-diseasesAndrea- https://www.deararchitects.xyz/Luca- https://parenting.stackexchange.com/- https://www.amazon.it/game-Storie-digitale-ragazzi-avventurosi/dp/8807923246/ref=sr_1_4Mattia- https://www.headspace.com/- https://www.youtube.com/watch?v=8wk6bGhhpOILeonardo - https://hamberg.no/gtdAlessio- 10% time in azienda## Contatti@brainrepo su twitter o via mail a info@gitbar.it.## CreditiLe sigle sono state prodotte da MondoComputazionaleLe musiche da Blan Kytt - RSPNSweet Lullaby by Agnese ValmaggiaMonkeys Spinning Monkeys by Kevin MacLeod

Trascrizione

Benvenuti su GITBAR, il podcast dedicato al mondo dei full stack debeloper, i mezzo artigiani, i mezzo artisti che ogni giorno infilano le mani nel fango per creare nel modo più efficiente possibile quei prodotti digitali che quotidianamente usiamo.Bene e benvenuti su Github, oggi grande data...Basta no no no, che è sta storia? Ma cosa? Cosa c'è? Basta dai.stavo registrando per fatti nei come fatto entrare io mi sono stufato io voglio bene - Anche io, basta.- Anche io, io rivolgo a Brasi.- Fatelo voi, benevenuti e via, vai.Io faccio molta campana.- Ma ci vorrebbe uno che lo faccia per bene? - Permesso? Permesso? - Oh, chi è? - Oh, eccoci! - Dai, abbiamo l'originale! - Bene e benvenuti su Git Bar! - Yeee! Ciao ragazzi, mi siete mancati tantissimo.Quant'è? Più di un mese che sono stato in cantina.Devo dire che era abbastanza confortevole, a parte l'umidità e quel rancio da ospedale, per il resto si stava abbastanza bene.E ho sentito delle piacevolissime puntate.Quindi, grazie, no, scherzi a parte.Io sono stato fuori...devo una spiegazione agli ascoltatori di Gitbar perché fondamentalmente Gitbar è anche una parte della mia famiglia, è una parte di quello che sono.Sono stato fuori perché è nata Lambda.Qualcuno di voi sa che attendevo una bimba, quindi Lambda è nata, però ci sono state delle complicazioni che mi hanno tenuto lontano dai microfoni e ho Dato il controllo della nostra community A ben sei persone adesso quando tu dai in mano una community che Hai fatto in modo che che nascesse senza prendertene i meriti perché poi le cose si sviluppano anche da sole però una cosa cosa alla quale tieni tantissimo, a delle persone hai una paura fottuta, specie perché hai investito tantissimo tempo.Quando poi ti rendi conto che queste persone, questi amici sono in grado di fare le cose meglio di te, a questo punto non puoi che avere una grande grande soddisfazione, perché questo dimostra che Gitbar può camminare anche senza di me ed era l'obiettivo principale, l'obiettivo che mi son posto quando ho deciso di partire con questo progetto.Cioè, a prescindere dall'esserci Brain Repo o meno, Gitbar deve essere un qualcosa che prende, si evolve e sviluppa la propria anima.E con Mattia, Andrea, Alessio, Leonardo, Luca e Carmine questo è successo.Quindi, veramente, adesso sono molto emozionato, mi viene veramente difficile dirlo, però un sincerissimo grazie.Grazie davvero ragazzi.Prego e benvenuti.Abbiamo provato a rovinare senza che ci sia successo.Sì, alla fine tutto sto lavoro e poi pure è orgoglioso.Noi abbiamo fatto del nostro peggio.La community ha apprezzato tantissimo e quindi è un po' come la community che si sviluppa attorno a qualcosa si impadronisce di quel qualcosa e quel qualcosa diventa la community.Un po' un inception come direbbe Leonardo, però è bellissimo.Questa cosa mi gasa tantissimo.la mia esperienza di questo mese off, completamente off, infatti non ho potuto neanche partecipare nel gruppo Telegram.Abbiamo un gruppo Telegram? Hai detto Telegram? Hai detto Telegram? L'ha detto, eh.Sì, però l'ha detto lui stavolta, io non c'ho intervallo.Non Discord, eh, perché non siamo Asterisko Stilisco Italia, Cattello.dicevi del gruppo telegram, maolo scusi.No, dicevo, ho perso il filo del discorso, ma va benissimo così.No, ah, il fatto dell'assenza.Non hai partecipato.Sì, non ho partecipato.Il fatto dell'assenza mi ha portato a condividere con voi un argomento.Oggi mi piacerebbe parlare con voi di work-life balance.Ma che cos'è il work-life balance? Chi vuole fare un sunto di questo concetto.Si, in realtà si, soprattutto nel nostro lavoro, o comunque nel knowledge work, nel senso che...provo io a fare un po' di introduzione su che cos'è.È vero che è un'utopia nel senso che per noi che facciamo un lavoro prevalentemente intellettuale, non stringiamo bulloni, non operiamo pazienti e non costruiamo case, è facile cadere nel tranello di dire che stai sempre lavorando, nel senso che a noi basta avere la mente settata su quello che dobbiamo fare, che di fatto, fondamentalmente, stiamo lavorando, stiamo pensando a quello che dobbiamo fare per lavoro.Noi di mistiere, per la grossa parte del tempo, pensiamo.E quindi, work-life balance, per noi knowledge worker in generale, quindi sviluppatori, ma non solo, significa avere un momento in cui non stai lavorando, che spesso e volentieri per noi non è una cosa banale.Ed è una cosa che, appunto, come ha detto Leo, è un po' utopistico a volte, ma è una cosa che tutti noi dobbiamo essere bravi a fare, perché, appunto, come vedremo nel seguito, immagino ha degli effetti collaterali estremamente positivi anche sul tempo in cui lavoriamo.quindi per come la vedo io, "work-life balance" significa più che altro avere un momento in cui non stai a "work".E quindi questi momenti un po' devi essere anche bravo tu a costruirteli.Però BrainRepo so che hai una bold opinion su questa cosa.Tra l'altro, una delle cose più ricorrenti nell'ultimo mese nostro sono state le bold opinion.Io volevo anche ribrandizzare il podcast e fare un co-branding con Massimo Bold, se possiamo.Ma prima di sentire la buona opinione di Mauro, ma quanto è stato bello passare lo stick a Brain Repo? È stata la cosa più bella della mia settimana.Anch'io voglio provare questa emozione più o meno.A me è piaciuto molto passare il Talking Stick a tutti voi nell'ultimo mese, ma passarlo e poi chi c'ha un'altra cosa.Invece a me piace tantissimo essere dalla parte di chi in un panel dice la sua.Di solito su Gitbar tendo a intervistare e lascio degli angolini per lanciare le mie bordate.Oggi invece voglio proprio lanciarla così una cannonata dalla barca degli ammuttinati.Secondo me work-life balance parte da un concetto sbagliato, cioè dal fatto che noi dobbiamo mettere in equilibrio la vita, "life", e il lavoro.Questo vuol dire che vita e lavoro sono due cose completamente diverse e quindi vuol dire che il lavoro non fa parte della vita.Adesso questo presuppone, tipo d'approccio presuppone che uno dei due sia un elemento negativo o negativizzante e un altro sia invece un elemento positivo.Solitamente quando si guarda all'equilibrio work-life si vede la vita come l'elemento positivo e il lavoro come l'elemento negativo.L'altro giorno proprio… Beh certo perché altrimenti non sarebbe stato work ma sarebbe stato vacanza, holiday.Ecco ma c'è un bellissimo talk, poi magari lo vado a cercare, di Jeff Bezos che, voi lo sapete, è il diavolo in terra però ogni tanto qualcosa di interessante la dice.E Bezos dice una cosa molto figa quando parla di work-life balance.Lui parla di armonia più che bilanciamento, che è una cosa ben diversa.Per cui il parlare di armonia fa sì che tu ti concentri su chi ti ruba energia e chi genera energia e potrebbero esserci dei casi dove l'abutto, la famiglia, sia un elemento consumatore di energia e invece il lavoro possa essere un elemento generatore di energia.Ecco perché secondo me la vita e il lavoro non possono stare su due piatti di una bilancia, ma il lavoro deve far parte e compenetrare la vita.Deve entrare proprio nel concetto generale della vita.Questo fa sì che lavoro e vita non debbano competere e fa anche sì che noi non siamo portati a purgare il concetto lavoro dal concetto di soddisfazione, life satisfaction, di soddisfazione della vita.Per cui adesso la mia bold opinion è, detto questo, mi piacerebbe che lunedì prossimo festeggiamo, veramente lunedì, cioè il giorno in cui ritorniamo a lavorare, come proprio un modo di vedere il lavoro in un'ottica diversa.Non so se l'ho detta grossa, se condividete una parte di quello che voglio dirvi, ma mi piacerebbe sentire le vostre opinioni su questa sparata? Eccomi.Allora, è complicato nel senso che io mi sento totalmente concorde con quello che hai detto e lo sposo un sacco, ma più che altro, vabbè, le persone avranno sicuramente sentito tutti gli altri episodi degli Amudinati, se non li avete ascoltati, Il punto è io più che un lavoratore dell'IT sono un appassionato dell'IT che è inciampato in un posto di lavoro e che ha poi cambiato posti di lavoro perché il percorso della carriera lo impone.Però io sono inciampato nel mio lavoro, cioè non c'è una cosa in cui io ho detto "ah no, adesso io ho finito la scuola, l'università, vado a lavorare, eccetera, eccetera".Io facevo delle cose e mi sono trovato che un'azienda mi ha buttato una specie di lazzo al collo e mi ha detto "ah, adesso tu vieni a lavorare per noi, te fiamo il contratto a tempo indeterminato".Io ho fatto "oh mio Dio, il contratto a tempo indeterminato?" e c'era appena stata più o meno la crisi di Emu2 Suprime, quindi ho tipo trovato loro un fondo a fiume.C'è la faccia di Zalone, no? Più o meno, no.Per me è stato trovare il lavoro, è stata un'esperienza di questo tipo e su questo poi potremmo parlare a cazziglioni proprio di frasi sulle prime esperienze lavorative, eccetera.Però che cosa volevo dire? Che purtroppo noi abbiamo la sfortuna grossa di fare un lavoro che per tanti di noi è un hobby e abbiamo la...non so nemmeno come chiamarla, questo tratto di portare l'hobby nella vita lavorativa e la vita lavorativa all'interno del lobby.Questa è la cosa che ti fa diventare, visto che lo vedo scritto in scaletta, rompo la quarta parete, questa secondo me è la cosa che ti fa fare il salto di qualità e fa entrare nella categoria proprio nel nuovo campionato, quello dei "10 times developers", eccetera.Però è una cosa che va fatta con molta responsabilità, perché è molto facile che nel momento in cui tu hai un hobby che coincide con la tua vita lavorativa, così totalizzante, così bello, perché a me piace un sacco scrivere software, come Mattia spesso dice, proprio così lo cito e gli elevo il microfono questa prossima cosa, se noi vincessimo alla lotteria, io proprio sta cosa la sposo tantissimo, se noi vincessimo alla lotteria, dal giorno dopo invece di smettere di lavorare, semplicemente continueremmo a fare gli sviluppatori, forse su progetti che ci piacciono di più, un po' meno redditizi, ma continueremmo a fare quello che facciamo.Quando c'hai un hobby così totalizzante e una passione così totalizzante che coincide col lavoro, è molto facile che i tuoi rapporti del resto della vita, mettiamola così, ne soffrano.Quindi io sono totalmente d'accordo con te, ma è necessario farlo, imparare a farlo in modo responsabile, perché io ho dovuto imparare a farlo.Ma infatti adesso mi inserisco anch'io a gamba tesa e rompo anch'io la quarta parete, nel senso che mi rivolgo a te, giovane o meno giovane ascoltatore e ascoltatrice di YouTube, che di fatto sei una persona che sta perdendo del tempo ad ascoltare un podcast che parla di cose tecniche, quindi realisticamente sei una persona appassionata di questa roba, perché altrimenti non staresti qua ad ascoltare noi.E alzo un warning, nel senso che, come dice giustamente Alessio, come ho detto prima, come ha detto Leo e come ha detto anche Mauro, è vero che abbiamo la gigantesca fortuna di fare un lavoro che ci appassiona, ma è una cosa che si tira dietro dei rischi.Il rischio è quello appunto di perdere di vista tutto quello che è non lavoro, che invece ha la sua importanza.Sì, io penso, mi è venuta in mente un'analogia mentre Mauro parlava.È come il mangiare e il dormire, che sono due cose che uno deve fare durante il giorno.Però uno non è che mangia tutto il giorno e non dorme, oppure dorme tutto il giorno per non mangiare, a meno di casi molto estremi che magari conosciamo anche.Però penso che lavoro e vita devono devono coesistere alla stessa maniera, cioè c'è un momento in cui si lavora, c'è un momento in cui si vive, però chiaramente fanno parte della stessa del tuo essere, ecco, non so come spiegarlo meglio.Carmine, volevi dire qualcosa? Secondo me, avete ragione tutte, io concordo con tutti voi, io sono il primo, che lo dico anche nei colloqui, ma non si dovrebbe dire, se io non avessi bisogno di soldi fare questo lavoro anche gratis insomma quindi mi trovo mi trovo totalmente d'accordo con voi e secondo me questa cosa qui è pericolosa come avete detto voi ma è una pericolosità che che non si percepisce almeno questo è stato nel mio caso che non si percepisce finché non è troppo tardi o meglio il fatto di fare comunque qualche cosa che ci appassiona che ci piace e può non farci sentire la fatica di quello che stiamo facendo.Ed è una sensazione che all'inizio può essere bella, perché ti senti invincibile, dici "ah, io sto lavorando da X ore, da X giorni, sto producendo tantissimo e non soffro la fatica di questa cosa qui perché è la mia passione ed il mio hobby, però è fisiologico arrivare in uno stato in cui le energie si finiscono e se mentre in uno stato ancora più brutto, in uno stato in cui si ha la consapevolezza di star facendo qualche cosa che ti appassiona, ma non avere più le energie per poterlo fare.E quindi poi è ancora più brutto perché cominci a farti quelle domande inutili che non dovresti farti, tipo "ma come io fino a ieri ero così pimpante, adesso no, forse c'è qualcosa che non va, ho pensato che questa fosse la strada giusta, ma in realtà non è la strada giusta".Nel senso si può rientrare in una condizione mentale che non è ottimale, perché la nostra mente cerca ovviamente di darsi delle risposte e realizzare il fatto che va tutto bene, è la tua passione, è quello che ti piace fare, ma forse hai chiesto più di quanto dove vi chiedere a te stesso è una cosa che ci si arriva con molta consapevolezza ed il percorso per arrivarci può essere veramente brutto e tortuoso.Questa cosa l'ho vissuta sulla mia pelle.Vi faccio una domanda però e questa credetemi mi viene proprio dal profondo, da un'analisi che ho fatto essendo anche neogenitore, quindi qualche domanda te la fai, no? Come da questo momento in poi gestisci la tua vita, nel senso che se prima dedicavi 16 ore al giorno all'atotech avendo un figlio te le scordi.Ma non pensate che ragionare in termini di work-life balance sia come - io sono stato DJ a suo tempo - come giocare coi volumi sbagliati, cioè con le le vette troppo generali, col master generale, quando invece si potrebbe andare a lavorare più di fino, mi verrebbe da dire di equalizzazione, su altri parametri.Perché se io devo gestire l'equilibrio vita privata e lavoro, ragiono in termini di tempo, riduco il tempo al lavoro e lo dedico alla mia famiglia, allo sport, a tutto quello che voglio.Questa è la variabile con la quale giochiamo, però anche la nostra testa utilizza delle variabili differenti.Allora mi chiedo, e questa è una cosa che ho letto in un articolo, non ricordo quale, però non ha forse senso lavorare in un'altra prospettiva? Quindi ragionare in un'altra otica di balance? C'è una visione che dice che esiste la regola dell'un terzo, cioè la regola che dice un terzo della tua vita la devi dedicare alla cura di te stesso.Poi il tuo lavoro può far parte della cura di te stesso in una tale percentuale, però intanto un terzo della tua vita la devi dedicare a quello per essere equilibrato.Un terzo della tua vita la devi dedicare alla tua parte interiore, quindi se hai la cura di te stesso e la tua parte esteriore, l'altro terzo lo dedichi alla tua parte interiore, per esempio formazione, meditazione, crescita personale e poi il restante terzo lo dedichi agli altri, quindi alla famiglia, agli amici, al lavoro.Ecco, la mia domanda è, come vedete l'idea di andare a lavorare su altri parametri, di giocare su altre variabili per tenere questo equilibrio? Io dico una parola che dobbiamo dire per contratto tutte le volte, ma non l'abbiamo ancora detta, che è "dipende".Non l'avevamo fatto a caso, è il primo dei molti ricordo che facciamo ogni volta.Nel senso che secondo me dipende tantissimo da te e anche dal momento in cui sei nella tua vita, nel senso che io anche sono stato genitore a un certo punto della mia vita e lo sono tutto ora, nel senso che mio figlio ha quattro anni, quindi vedrà che sia un genitore di lunga data.Ci sono momenti nell'arco della storia della vita di una persona in cui probabilmente la tua famiglia ti chiede più di un terzo del tuo tempo, ci sono momenti in cui, come so, il tuo primo lavoro ed è legittimo che tu investa più di un terzo del tuo tempo sulla costruzione della tua carriera.Per cui, secondo me, è verissimo quello che dici, nel senso che vedere il work-life balance come una cosa on-off, binaria, è assolutamente fuorviante, ma credo che anche un terzo, un terzo, un terzo possa esserlo in alcuni momenti della vita.Per cui, secondo me, quello che fa la differenza, in realtà, è quello che ha detto Carmine rispetto alla consapevolezza di dove sei e di dove vuoi essere, che è una cosa che però è, secondo me, per la mia esperienza almeno, è difficilissima da ottenere, nel senso che io posso sentire il podcast in cui Brain Repo dice "devi fare un terzo, un terzo, un terzo" oppure "devi fare, devi prenderti cura di te" e dire "cazzo Brain Repo c'ha ragione, è vero, lo voglio fare anch'io" e non è come dirlo.Per esperienza personale so che finché non ci sbatti la faccia anche violentemente è molto difficile essere davvero intenzionale in questo senso.Nel senso che per me uno degli eye-opener in questo senso è stato proprio diventare padre.In quel momento hai un'attività che ti richiede tanto tempo e tanta attenzione e quindi quando hai del tempo in cui puoi lavorare devi essere molto intenzionale nel dire "ok adesso lavoro" e fai il context switching in maniera forte e dire "adesso faccio questa cosa perché so che poi potrei non avere il tempo per farla" e allo stesso modo adesso che sto dedicando tempo a mio figlio perché ne ha bisogno voglio essere intenzionale e presente in quel momento lì.Però è uno switch di intenzionalità che non è banale da fare, lo fai quando non...almeno per me io l'ho fatto quando non potevo farne a meno.L'ho fatto in quel momento lì, l'ho fatto quando ero in un periodo molto difficile della mia vita e avevo avuto bisogno dell'aiuto di un terapeuta per venirne fuori, però nel mio caso ho dovuto davvero sbatterci la faccia in maniera violenta.Quindi diciamo che è tutto molto giusto, ma secondo me essere intenzionale è una cosa che non è facile come dirla.E però è quello che secondo me fa la differenza.Sì, sono assolutamente d'accordo, ho avuto la stessa esperienza anch'io, finché non ci avevo sbattuto la faccia, finché non mi avevo accusato del male fisico, ma magari questo insomma lo approfondiamo dopo, non mi sono accorto di stare facendo del danno a me stesso, ma soprattutto alle persone che mi stavano intorno, che può sembrare banale dire "ti devi sempre curare delle persone che sono intorno a te", ma in realtà spesso non lo facciamo e credo che il fatto che non riusciamo a renderci conto di quando si sta facendo troppo, credo sia una controposizione al nostro fatto di essere impostori.Siamo impostori con gli altri, ma non riusciamo ad esserlo con noi stessi fino in fondo, con stessi non abbiamo paura di dire "ma forse sto sbagliando, forse non sono sicuro di fare questa cosa, non sono sicuro se sia la cosa giusta", perché spesso magari se siamo appassionati e facciamo quello che stiamo facendo per dei motivi che vanno oltre, diciamo quelli classici, è veramente difficile rendersene conto.Una cosa che volevo aggiungere, insomma chiarire, io anche sono papà di 9-6 anni, due bambini, una cosa che ho imparato è che è tanto importante appunto anche più che il tempo ma la qualità del tempo dedicato ovviamente sia ai bambini che soprattutto alla programmazione.A un punto devi anche dedicarti, devi anche scegliere quanto e che cosa fare nei momenti della giornata, perché se devi programmare alle 11 di sera e alle 11 di sera sei devastato, è meglio che te ne vai a letto e lasci stare quel terzo e lo fai il giorno dopo.Stessa cosa se stai con i tuoi bambini, già che abbiamo tirato in ballo questo argomento, però non fai il padre o la madre, ma fai il babysitter perché devi programmare, quello non va bene, l'ho imparato a mie spese e soprattutto a spese anche dei miei bambini.Quindi per bilanciare non è tanto il tempo, ma tantissimo fa la qualità, cioè a volte è anche meglio programmare stando anime corpo, sapendo di poter dedicarci anima e corpo, 20 minuti piuttosto che un'ora, però in quei 20 minuti vai come un treno.Secondo la mia esperienza, quando le settimane successive alla nascita dei miei figli, del mio primo figlio soprattutto, io non so se è perché sentivo la responsabilità o chissà cosa, ma io lavoro andavo come un treno perché sapevo che quello era il momento di lavorare, e lavoravo, perché sapevo che non potevo fare 20 minuti di ritardo perché volevo andare a casa a vedere mio figlio e volevo stare con mio figlio.In quel frangente lì sono stato iper produttivo in in ufficio e poi ovviamente l'entusiasmo dell'essere neogenitore.Adesso non lo so se l'ho interiorizzato ed è quindi fa parte di me oppure è stata soltanto una cosa delle prime settimane.Spero di averlo interiorizzato.Comunque è così.Comunque ecco senza nulla togliere ai bambini figlioli che ci mancherebbe, però anche mogli, fidanzate, compagni, compagne, amanti, necessitano della stessa intenzionalità nel trascorrere quality time.Anche perché loro sono adulti, quindi lo capiscono meglio quando uno ha la testa da un'altra parte e fa le cose così per fare.Quindi anche quello è molto importante, a maggior ragione bisogna stare attenti anche quando abbiamo queste persone accanto.Poi se uno non ce l'ha, meglio per lui, ecco.Esatto, esatto.Stavo per dire la stessa cosa.Io, non essendo padre, ma una compagna, vivendo insieme da tantissimi anni, immagino che anche voi, come me, spesso il weekend vi trovavate a provare nuove tecnologie, a sperimentare, a fare un bad project, prendere un lavoro extra pagato a nero, tanto alla fine vanno a casa di Mauro a chiedere soldi e quindi...mi dissocio, mi dissocio...esatto, in testa c'è tutto quello che avete detto finora, tutto correttissimo, dal dipende, dai tempi, dall'un terzo, un terzo, un terzo, grande punto interrogativo, perché alla fine si va a parare che, purtroppo credo che sì, ognuno di noi si deve rendere conto, sbatterci la faccia e dire "basta".Ok, preferisco non dedicare completamente tutto il sabato e la domenica a tutto questo, che è la nostra passione, che ci avvelena e che ci piace, perché ovviamente non ci pesa, però a chi ci sta attorno pesa tutto questo, perché è tempo che li togliamo sia a noi che a loro.Anche banalmente gli amici, molto spesso si potrebbero dire "no, guarda, domani non posso venire a pranzo perché devo finire sta nerdata, non ci possiamo venire a cena, ma a cena io non ci sto, vabbè sarà il prossimo weekend".Ogni occasione potrebbe essere persa, anche in questi giorni, quindi farsi le opportune domande e capire i giusti tempi e dedicare ogni singola cosa, credo che sia molto importante.Vi faccio una domanda.Scusa, vai Ale.No, l'ultima cosa.È stato detto un sacco di volte che noi togliamo tempo a chi ci sta intorno, figli, mogli, ragazzi, assolutamente sono completamente d'accordo.In realtà abbiamo detto anche una cosa che io vorrei ribadire, che è che facendo così a volte togliamo tempo a noi stessi e diciamo io ho un'esperienza molto divertente.Io sono stato un annetto in terapia e mi sono reso conto di quanto mi piacesse programmare perché mi piaceva.Il fatto di andare quell'ora in terapia e staccar da tutto il mondo è vietato il telefono.Poi stai in terapia e sai pure che stai a pagare il terapeuta, quindi col cazzo che guardi il telefono.LM: Allora non ti metti a leggere gli articoli su Medium, no? AC: No, esatto.Per una persona con il disturbo dell'attenzione anche a un livello basso come il mio però c'è, era una salvata perché era una cosa che facevi in quell'ora e insomma tutto il mondo se ne poteva andare.Il problema è che io riuscivo a parlare col terapeuta soltanto dei codici per per un periodo, cioè fare un genogramma è stato un suicidio penso per lui.Però esatto, no, io gli ho raccontato un sacco di cose, lui se se l'esorbiva poi molto sornionamente, anzi lo aiutava, perché poi parlava di programmazione col figlio, quindi assolutamente una cosa...anzi ringrazio il mio terapeuta, Gianluca.Per cui sì, la terapia è una cosa che viene molto demonizzata, se avete un po' di soldi, però non è un problema semplice.È una cosa interessante secondo me.Concordo.Concordo.Boldo Pini ho d'accordo.Scusa.Vai vai.Lo psicologo dice che è il dottore dei matti invece è veramente è come un preparatore atletico però per la testa.Preparatore atletico ci vanno solo quegli sportivi che vogliono prendere di più fisicamente.E dal terapeuta ci vanno, ci devono andare le persone che vogliono avere di 110% d'accordo.Infatti sul fatto del terapeuta e un dottore, il dottore dei mati, mi sento di citare la canzone di Chris Ticchi che dice "Il matto è dipende da che parte guardi quel cancello".Ci hanno provato un sacco de' dottori a decifrar quel gran mistero del cervello Si tu me chiedi chi so' i veri malati dipende da che parte chiudi quel cancello Dipende da che parte chiudi quel cancello I matti me sa' che sete voi che non ridete, siete sempre così seri *musica* Nel senso che...non so se conoscete il pezzo, adesso piano lo ricordo, però nel senso che alle volte abbiamo bisogno di quello sprint esterno per entrare in connessione con noi stessi.Vi faccio una domanda, prima di introdurre proprio il concetto delle patologie, vi è mai capitato di trovarvi in un contesto dove siete in mezzo a delle persone completamente estraneati a pensare al codice? Sempre, tutti i giorni esatto.Quando cerchi di esprimerti e ti vengono soltanto terminologie tecniche o di fare esempi tecnici per spiegare quello che una persona normale avrebbe raccontato con parole italiane e facendo un discorso sensato, tu non ci riesci.È una sensazione orribile.Esatto.Comunque grazie alla pandemia sempre meno succede queste cose.Io lo sto facendo in questo momento.Prima ho avuto un attimino un bug e ci sono ripreso Però sì, sono d'accordo con tutti voi e per riprendere anche un po' quello che si era detto alla prima puntata degli ammutinati, che è sostanzialmente un prequel a questa puntata qui, se non l'avete sentita siete delle persone orrende, quindi sentitela.Bold opinion.Bold opinion, non abbiate paura di parlare, diciamo, di come vi sentite con le persone, perché come già dicemmo è ok non sentirsi ok e più vi tenete le cose dentro e più peggio è e si arriva insomma al punto di cui parleremo tra qualche minuto.parlatene con chiunque, ma non tenetevelo dentro, perché se ve lo tenete dentro e esplodete vi garantisco che le persone che vi stanno intorno si allontaneranno, perché le allontanerete voi.Esatto, quindi abbiamo parlato di terapeuta, a questo punto ormai penso che il momento sia buono per parlare di burnout, perché fondamentalmente di questo abbiamo parlato fino ad ora.La mia domanda è che cos'è e come riconoscerlo, che credo sia, come accennava Carmine, una delle cose più difficili.Allora, il burnout è una patologia, ok, che diciamo è riconosciuta anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, vi lasciamo poi il link nella descrizione, non è classificata come una vera condizione medica, ma è sostanzialmente… mi sono fermato.Vai, vai! Questo bisogna tagliarlo, no? Andrea! Mi stava venendo da vomitare, quindi ho detto "fermati, ti prego".spieghiamo cos'è successo, spieghiamo cos'è successo, perché tanto non verrà tagliato Carmine ha questa sedia, credo sia una sedia d'officio, di questo cuore inclinabile e mentre parlava sortono i suoi pensieri e ha cominciato a...infatti noi siamo tutti webcam e per cui è pure a questo chat si poteva, diciamo, smettere perché non veniva da comunicare zitto, fermati ti prego, lì si può La testa di Carmine è sinusoidale in questo momento.Andrea, concentrati sulla maglia di Bray Ray.Molto meglio.Sostanzialmente quello che stiamo dicendo è che il burnout non è nient'altro che l'insieme di alcune condizioni che sono scatenate da un eccessivo stress dovuto a un enorme sforzo lavorativo e più in generale da un enorme sforzo cognitivo.Che cosa significa questo? Significa tutto quello che abbiamo detto fin adesso, che quindi non fermarsi, non riuscire a capire che si sta facendo più del dovuto o non riuscire a gestire lo stress e a disconnettersi, che è una cosa di cui magari si parlerà dopo, genera una condizione di malessere generale che non è solo mentale ma è anche un malessere fisico.Possiamo arrivare a dei rash cutanei, al mal di stomaco, a forti mal di testa.Sono un insieme di patologie che vengono fuori quando si verifica questa particolare condizione.E super bold, bold opinion, secondo me tanti sono andati in burnout ma non sapevano che fosse effettivamente il burnout, perché credo che a delle, diciamo, in un mestiere come il nostro, anche se si lavora in quei posti dove si fa sostanzialmente la catena di montaggio dell'informatica, è un lavoro comunque che è cognitivo, è comunque un lavoro che può girare stress, quindi invito a chi ci sta ascoltando in questo momento a fermarsi un attimo e a ripensare ad un momento della vostra vita in cui vi siete trovati in questa particolare condizione.Se vi ci siete ritrovati e non sapevate darci un nome, siete andati in burnout.Io ci sono andato l'anno scorso verso agosto, era il mio primo progetto DevOps ed ero da solo.Cliente in America, quindi si lavorava per lo più il pomeriggio, c'era una deadline molto stretta e a me le cose non riuscivano come dovevano e alla fine si doveva consegnare, si doveva consegnare, ho consegnato e ho preso una settimana off, mi ero reso conto che avevo questa pressione addosso, le cose non mi venivano, per cui non era una cosa lunga che sapevo fare e sapevo che ci voleva del tempo, era una cosa poi relativamente semplice, col seno di poi, dove però non riuscivo a capire dove era il punto dove avveniva la cosa che non stava funzionando, diciamo, E non potendovi fermare, perché c'era la deadline, perché comunque era agosto, quindi giornate lunghe, quindi luce fuori, quindi non ti accorgevi, nel frattempo tramontava, io passavo le giornate a fare strada, concludendo poco, e ho proprio sentito, sentivo la pressione addosso quando mi svegliavo, mi sentivo incompleto quando andavo a dormire perché non avevo finito la cosa e non capivo come mai.una sensazione molto brutta che, col senno di poi, avendo una persona più esperta accanto o comunque anche senza la deadline, avrei probabilmente impiegato più tempo però in una maniera un pochino più rilassata.È stata una sensazione molto brutta e io non sono uno che si prende giorni liberi di solito perché non la sento quasi mai questa pressione, però ho avuto proprio la necessità, insomma mi è stato anche consigliato di prendere dei giorni, cose che uno legge, magari solo nelle barzellette, non si prende i giorni perché è sfinito.Io mi sentivo proprio in quella maniera e sfinito cognitivamente, perché noi non facciamo un lavoro, non tiriamo su i pancali da terra, facciamo un lavoro cognitivo, è stata una sensazione molto brutta.Aggiungo tra l'altro che siamo in un momento storico dell'umanità, per chi ci ascolterà nel futuro siamo ancora durante la pandemia di Covid, è un momento storico in cui tutti hanno più o meno dello stress aggiuntivo.Per l'esperienza che ho io, per quello che ho visto succedere nel mio team, questa cosa ha alzato per tutti l'asticella dello stress e ha avvicinato un pochino tutti al burnout.Quella condizione di cui hai parlato tu di andare a letto da sera, se mi tendono incompleto, perché ho performato, diciamo, come potrebbe essere per uno sportivo al 30% nell'ultimo anno l'ho vissuta spesso.Quindi diciamo che è un momento storico in cui questa cosa è particolarmente sentita credo per molti.Io posso condividervi la mia esperienza.Quasi tutti sanno che per lungo tempo io ho avuto un'impresa o un'azienda e l'ho gestita, se sentite urla è lambda che non vuole cambiare il pannolino, abbiate pazienza.Povera stella.Dicevo, è stato complesso perché gestire l'azienda e rimanere con le mani "hand zone", quindi a scrivere codice, diventa una cosa veramente difficile.E' stato particolarissimo perché mi sono ritrovato così di punto in bianco a fissare le pareti, essere seduto a tavola, fissare le pareti e sentire la testa completamente vuota.Entrare nel panico perché non si riesce a pensare.Io non so se nessuno di voi, spero nessuno di voi abbia vissuto questa situazione però credetemi è qualcosa di veramente...cioè entri nel panico, ti spaventi perché dici "caspita" e contestualmente essere nel pieno di un meccanismo che ti porta a continuare ad attingere informazioni.Quindi magari avere Medium aperto, leggere gli articoli sapendo che sei diventato impermeabile, che non stai neanche capendo quello che stai leggendo ma che continui a leggere e sei là in questo loop infinito che poi alla fine ti accompagna nel baratro più grigio.Per me per esempio la salvezza è stata mia moglie che ha detto "ok disconnetti tutto, vieni a Lione con me e fine dei giochi" ed è stato terapeutico staccarmi da tutto questo meccanismo.Però ecco un elemento importante che spesso sottovalutiamo è la routine.Quanto le routine, i meccanismi reiterati ci accompagnano sempre sempre di più.Io sono andato a Vendemia quest'estate, chi lo dice? Io letteralmente, beh è stata in realtà un'esperienza molto carina, cioè un amico mio Andrea Venditti, che facciamo il product placement del vino Venditti, loro hanno una vigna, in particolare la vigna proprio della vicina azienda e fanno questa cosa in realtà molto esperienziale, marketing esperienziale turistico quasi della vendemmia notturna.È stata un'esperienza super bella, un'esperienza hands on in maniera diversa rispetto al codice Io personalmente, veramente andate a spaccare pietre piuttosto che continuate a programmare.Questo è il consiglio che mi sento di dare a chiunque sia bloccato in quel senso.Perché ci sono passato, queste state non ero particolarmente su quel punto, però è stato super rinfrescante dal mio punto di vista.Il difficile credo sia proprio individuare quel momento in cui ti alzi di scatto e dici "ok, devo staccare".È proprio riuscire a capire questo, perché prima lo descrivi molto bene Mauro, quando sei in quella situazione di impermeabilità che non assorbi più niente, però se continua la ricerca di una soluzione al tuo problema, è difficile avere il coraggio, la forza di staccare, uscire, guardare l'orizzonte, fumare una sigaretta e boom, ti viene la soluzione.Stai al bagno, stai facendo una telefonata con una persona che non sentivi da tantissimo tempo e ti viene in mente la soluzione, perché ovviamente poi multitasking, non è che facciamo una cosa soltanto.Però è difficile avere il coraggio di rendersi conto di quella cosa per non continuare ad essere ancora bloccati, a staccare perché poi la sblocchi se ti stacchi.Personalmente, tra l'altro, ti dico questa cosa, a me fa schifo uscire, proprio nel senso vero del termine.Io sono un orso, ma dei belli proprio...In questo periodo storico è un po' una bestemmia la tua.No, eh, lo so, ma considera che io quando è arrivata la pandemia io mi sono sentito in colpa per tantissimo tempo, perché ho fatto esattamente quel gesto là che fai tu adesso e che i nostri ascoltatori non possono vedere, se no mi considererebbero veramente una brutta persona.Io mi sono fregato le mani perché sapevo che in quel momento sarebbe arrivato tutto remoto, tutte le cose di cui parliamo da un anno a questa parte, da quasi due, nel senso che un anno è passato.E veramente io in quel senso là io faccio schifo, cioè io poi la mattina mi vesto di tutto punto, mi lavo, cioè io non sono uno di quelli che a casa si abitudisce, mi lavo, è incredibile, mi metto pure il profumo io che sto dentro casa, però sto dentro casa, cioè nel senso io vivo la casa al 101%, quindi per me staccarmi e portarmi in vacanza è tipo un super trofeo della vita, io non ce vado.Però così me deprimo, è un macello.Quindi è veramente difficile, io la sento tantissimo la difficoltà che dice Andrea, quindi vi dico da orso a orsi, staccatevi.Comunque, staccare potrebbe essere anche andare in cucina a suotare la stoviglie, cioè non per forza uscire, ma staccare dalla ricerca, dal monitor, dal chiudersi, staccare da essere chiuso.Volevo dire che quando incontrerete Alessio alle prossime conferenze, che si potranno fare in persona in futuro, sappiate che lui lì non ci vuole stare, lui l'hanno costretto, sta male, quindi lasciatelo solo.Comunque saluta ma sta pensando a quella pull request che poteva chiudere e mannaggi Demo invece sta là guardando 'sto cazzo di doppio che si potrebbe avere dopo su youtube.Non è vero, lo difendo io Alessio, sono stato con lui in tantissimi meetup, una persona con cui sta all'esterno lo vedi felice uguale Io sono un super compagnone.Stavo per dire che è simpatico Alessio, anche di persona.C'è tutta una serie di cose di cui potremmo parlare, facciamo un episodio su come Alessio vive la vita fuori casa.Però Andrea l'ha detta giusta, io sono un super compagnone, però a un certo punto capisce che durante il meetup caccia il computer e comincia a lavorare, è un po' strana la questione.Io ho una domanda.Tutti in questo periodo stiamo nel bene e nel male lavorando da casa.Come facciamo a gestire il nostro tempo proprio per evitare questo tipo di problemi? E voglio fare questa domanda a Luca in questo momento.so, sono bastardo, mi stai guardando e stai tirando di ogni… Sì, allora… No, come ti regoli, come regoli il tuo tempo? Perché io so che tu lavori tanto la notte, come fai in modo da dire "ok, a questa ora basta"? No, in teoria, anzi in pratica, sono fortunato perché vado molto spesso in ufficio, per cui ritornando al discorso di prima, in ufficio io mi riposo.L'ufficio per me è quella boccata di aria fresca, a parte perché esco di casa, perché sono un po' come Alessio, io sto molto molto troppo bene dentro casa, mia moglie mi odia per questo, considerato anche che abito in una regione bellissima.E quindi già comunque riesco a farmi la mia passeggiata in bicicletta per andare in ufficio, già quello mi dà una boccata di aria, ma solo perché sono costretto a farlo.In ufficio mi riposo, ma mi riposo per davvero, perché mentalmente è tutto più controllabile.Poi la sera torno dall'ufficio, sono con la famiglia, i bambini, e poi dalle dieci e mezza alle undici è l'unico momento in cui posso posso programmare, posso fare i miei side project.Tendenzialmente ho smesso di farlo.Questa è la risposta alla tua domanda.Non lo faccio più.Però magari lo faccio quando sento di poterlo fare, però ho smesso di farlo per forza, anche se mi piace, anche se, cavolo, ho quel gioco che volevo fare, o quell'app che mi sarebbe piaciuto fare perché mi è utile per me e per la mia famiglia, o volevo fare un progetto con il mio bambino, un giochino insieme con lui, però non ce la faccio.Ormai bisogna anche fare pace con i propri limiti e come dicevo prima non dedicare il tempo se sai che non riesci a dare del tempo di qualità.Vale per la famiglia, vale per la programmazione, vale per tutto.Io ho una domanda per te, perché mi approccio anch'io alla genitorialità prossima.Oh, una domazione? No, no, no, non in quel senso.Evitare una dispostizione? No, no, nel senso che comunque sei...Ma c'è il task sulla camera? Ce stai a provare? Calmi, è la...sì, nel senso c'è, è la...vabbè, è nata da me, è stata domanda...Sta linkando le librerie ancora.Esatto, esatto, è quel momento della mia vita.Quindi, in realtà io ho una domanda per te, visto che tu hai un figlio o una figlia, non lo so, di 9 anni.Come se la cavano col coding? Mi chiamano a minori.Esatto, no, a parte tutto, sei riuscito a farle appassionare? se non ci sei riuscito, va beh, se ci sei riuscito perché non ci fai progetto insieme? Allora, è molto bravo, quello di nove anni è molto bravo col coding, è anche molto intelligente, è riuscito anche a fare qualcosa con una scratch io, gli ho fatto fare durante il periodo del lockdown, un paio di sessioni con...c'era un progetto dell'università di Bolzano che facevano questa lezione proprio per bambini di coding e lui è bravo, molto bravo e riesce a fare le cose, è molto intelligente.Il problema è che i bambini devono fare i bambini, quindi se non non ha voglia, se preferisce giocare, tu lo devi sostanzialmente accettare.Costringere ovviamente può essere controproducente, quindi stai sempre lì per dire "sì, un po' lo voglio stimolare, però non lo voglio opprimere, altrimenti alla fine mi lancio il PC appresso".Grazie.Per cui è tutto un equilibrio da trovare.Poi magari c'è il figlio che è super appassionato e ti chiede, ti fa.Quello può essere una fortuna o una sfortuna, dipende dai punti di vista.Però no, ci sono tantissimi giochi che si possono fare con i bambini, soprattutto quelli più grandi.Ecco, lui mi diverto un sacco.Per esempio, proprio l'abbiamo fatto di recente, un gioco che gli ho ho detto "Francesco, allora io devo bere un bicchiere di acqua" eravamo a tavola, "dammi le istruzioni precise, dettagliate per farmi bere un bicchiere d'acqua".Questo è un colloquio di lavoro praticamente.E il figlio gli ha risposto.Sostanzialmente, però ci siamo divertiti come matti perché lui ovviamente dava delle istruzioni generiche, scusate ho appena letto una cosa, lui dava delle istruzioni generiche e io da bravo programmatore so come essere stupido come un computer, mi riesce particolarmente bene e quindi le seguivo in modo stupido, quindi tipo metti le labbra sul bicchiere e io facevo tipo baciare il bicchiere.Cioè no, abbassa, ok, va bene, ruota il bicchiere e facevo rovesciare l'acqua per terra.Tua moglie è felice.No, la mia moglie stava ridendo anche lui, però sono queste cose qua che sono bellissime e che solo noi programmatori scemi possiamo pensare.Un'altra cosa può essere proprio quella di fargli scrivere le istruzioni per fare un panino o per fare una qualsiasi altra cosa.Ovviamente tu devi essere bravo a cercare di trovare tutte le imperfezioni, tutte le imprecisioni dell'algoritmo in modo tale che sia divertente.Però ci si diverte in ogni caso.Grazie.Ritorniamo, scusate se poi proviamo un attimo a ritornare sul nostro concetto principale del work-life balance che è una grande cagata.Perché sulla genitorialità faremo una masterclass con Luca e Mattia e io sarò in prima fila al primo posto visto che accanto a me ho tipo 70 tuttine.Però voglio ritornare un attimo al concetto di work life balance e di mondo del lavoro.Nel gruppo abbiamo parlato tanto di colloqui di lavoro e abbiamo anche il nostro sindacalista qua con noi Carmine, benvenuto.Occhio che poi non mi assumo più da nessun'altra parte.Non è pure il sindacalista.No, la mia domanda invece è molto seria.Oggi nel nostro mondo a livello professionale si parla tanto di start up.Nelle start up i ritmi come ben sapete sono un pelino più serrati delle classiche aziende.Adesso mi chiedo quanto questo mondo e quest'approccio è sostenibile per le persone che ci lavorano e come anche riconoscere il concetto appunto di bilanciamento tra vita privata, vita personale e lavoro quando si guardano gli annunci di lavoro o si fanno dei colloqui? Facciamo un giro tutti perché comunque bene o male qualche colloquio l'abbiamo fatto tutti.Io lo chiedo proprio come domanda a tutte le persone che mi intervistano che cosa ne pensi del work-life balance nella tua azienda Il 60% delle volte mi danno quella risposta standard del tipo "in azienda XYZ teniamo molto al work life balance" e infatti ci sono presente e quella è una red flag bruttissima, almeno per me.Però ci sono anche quelle volte in cui ho delle risposte che sono brutalmente oneste, da quella persona che dice "guarda potrebbe migliorare" a quelle persone che dicono "guarda non c'è e a quelle persone che ti dicono c'è NF in troppo insomma.Quindi secondo me questa è una cosa che va chiesta e ci sono anche delle domande diciamo sentinella che puoi fare a me, una domanda che mi piace fare è come vi comportate se si buca una deadline, fate delle stime, c'è qualcuno che controlla le stime e una domanda che mi piace fare e che non è scontata come tante persone possono pensare è come funziona il meccanismo per richiedere ferie e permessi nella vostra azienda? Perché non è scontato, c'è magari un'azienda che ha la policy che devi chiederlo n giorni prima moltiplicato per i giorni che ti prendi diviso quante persone ci sono modulo i giorni che mancano o deadline invece sono quelle aziende che ti dicono se ne hai bisogno di prenderli.Almeno queste sono quelle cose che io chiedo e ritornando un po' al punto di prima se non vi piace cambiate.Nel senso abbiamo un mercato del lavoro che è super infermento, c'è tanta richiesta di sviluppatori cani e sviluppatori bravi.L'importante è farlo con la consapevolezza o meglio se non mi trovo bene in un terminato posto e sto soffrendo, boh, ok, via.Io questa cosa in passato mi è capitata di farla anche a me, non perché ero arrivato al punto del burnout, ma anche semplicemente perché magari non mi trovo bene con alcuni colleghi, io non mi trovo bene con alcuni clienti, ho fatto quasi sempre consulenza, quindi questa cosa mi è capitata.Insomma, cambiate e ricambiate ancora.Poi se arrivate in un posto dove mi dicono "ma perché cambi lavoro così spesso?" non c'è andate proprio.Sono una di quelle domande che non va fatta.Bold opinion.Io penso che quando se si parla di startup, dato che negli annunci del lavoro è scritto che è una startup che magari hanno ricevuto degli investimenti proprio in questo momento e quindi stanno cercando uno sviluppatore, uno deve essere pronto già mentalmente a pensare che per quei mesi, cioè loro sono lì a bruciare soldi perché devono, una startup è fondamentale in time to market, per cui devono entrare nel mercato il prima possibile.Quindi se trovate un lavoro per una startup, sappiate, cioè dovete sapere già dall'inizio che è uno sprint, che dovete lavorare, che vi chiederanno di lavorare per più ore, che magari è un'avventura che può essere anche eccitante fare parte di questa cosa, magari anche solo per tre mesi, però un tipo di lavoro diverso rispetto a un'azienda che ha già un suo prodotto, che lo sta portando avanti.Quindi io non ci vedo nulla di male a chiedere queste cose, basta che vengano chieste, cioè che non si dica "no, no, tutto a posto, tranquillo, qui alle 6 si va via" e poi dopo ti dicono "no, no, guarda, alle sei si va via la mattina perché qua c'è da consegnare tra due settimane.Quindi secondo me, io avevo anche consigliato un posto angelist.co per cercare lavoro nelle start up.Se volete fare questa avventura e sapete che avete tre mesi dove non volete fare altro, secondo me è una...cioè se avete questa mentalità io non ci vedo nulla di male.Sappiate che danno vitto alloggio, Red Bull è il tavolino da ping pong e un ottimo posto dove dormire, raggiungerei.Esatto, esatto.E qua intervengo un attimo io che sono Alessio Biancarana, professore di come si fa startup in modo vero, perché purtroppo le startup, come spesso in Italia e anche all'estero in realtà, vengono definite startup, aziende che che non hanno i tratti tipici della startup, tra cui uno dei tratti che a me piacciono di più in realtà è che proprio da normativa la startup è una società che è stata costituita da meno di tre anni.Per cui l'importante è che voi, quando andate a lavorare per una startup, vi accertate che ha meno di tre anni di attività sulle spalle.Questo in che cosa ci aiuta nel discorso del work-life balance? Perché innanzitutto fate le domande che ha detto Leonardo e che ha detto Carmine.Cioè, raga, a che punto stiamo col prodotto? E deve esserci una risposta sensata e seria, del tipo, il prodotto sta a questo punto della roadmap, il prossimo quarter prevediamo di rilasciare questo, il prossimo anno prevediamo di fare questo, stanno entrando tot soldi dagli investitori, stiamo incontrando queste persone.Queste sono cose che voi potete chiedere, dovete chiedere e ci fate una grande figura se la società è quella giusta perché vi state informando a un livello che non è solo quello dello sviluppo ma è anche oltre, state andando oltre il vostro orto.È una cosa che i CTO e i CEO È una cosa che cercano molto nei dipendenti da startup.Sventola la bandiera dell'ownership, no? Sì, perché sei in pochi e quei pochi devono fare un po' tutto.È quello il lato entusiasmante della cosa della startup, del viaggio della startup, soprattutto quando lo compi dall'inizio.Il punto è che devi sapere quanto devi impegnare il tuo tempo, e è tantissimo, io ho fatto demo alle 4 de notte per clienti americani e cose del genere e devi sapere per quanto lo devi fare, cioè è una cosa importante che tu chieda davanti al recruiter, al CEO de turno, al CTO se hanno degli HR, magari sono un po' più grossi A quel punto, cioè, si mette tutto sul banco.Se si ricevono risposte poco soddisfacenti in tema di chiarezza da questo punto di vista, chiaramente quella è una red flag, perché la startup è il vettore, proprio il vettore con la V maiuscola del burnout.Io ho sofferto, il mio peggior burnout è stato in una startup.e per questo motivo qua.Quindi assolutamente chiedete e fate le vostre domande e fatele tanto e se non venite accontentati sulle risposte, next.Volevo aggiungere solo una cosa.Qui in Alto Adige c'è un ente che rilascia delle certificazioni che si chiamano Audit Famiglie e Lavoro, dove per famiglia si può intendere nel senso più largo possibile, quindi dalla famiglia con moglie e figli, dalla fidanzata ai genitori anche, quindi c'è anche quello.L'azienda per la quale lavoro ce l'ha, c'è la massima certificazione e questo è un lavoro pazzesco, soprattutto da parte nostra, cioè di ognuno di noi, perché per poter permettere, si parlava di permessi prima da Carmine, per poter permettere a chiunque di prendere permessi oggi per la mattina per il pomeriggio o alle 8 o per le 10, dobbiamo avere tutta una struttura ben organizzata, soprattutto tutti devono sapere che cosa stanno stanno facendo, che cosa devono fare, chi può sostituirlo in caso di permessi fast.Se uno dice domani mi serve per iscritto proprio, cioè l'abbiamo come regolamento aziendale, possono farlo, può farlo perché in teoria ci deve essere sempre qualcuno che copre.Però questo comunque dà tanto lavoro, abbiamo dei, per noi sviluppatori, per l'area tech è un po' diverso, però in tutto il resto dell'azienda c'hanno un wiki dove ci sono tutte le mansioni fatte da chi, chi, se quello è in ferie ci deve essere quello che lo deve sostituire, sa già benissimo che cosa deve fare e quant'altro.Preparazione che a volte è anche noiosa da fare, c'è anche questo drawback, invece di scrivere codice devi scrivere solo la documentazione ma anche devi compilare questo documento per poter permettere a te stesso di andartene in ferie senza che qualcuno ti dica di no.Eccoci qua, io non ho per niente preparato un'introduzione quindi sono un po' spaisato ma dobbiamo introdurre sempre da copione l'angolo dei donatori e abbiamo un sacco di donatori questa settimana probabilmente incentivati dalle mie insomma preci, preghiere della settimana scorsa e delle settimane scorse scorsate finalmente la mia voce, la voce che vi chiede la moneta sonante come Robby Nood vestito tutto da barbone che vi viene a fare col sacchettino, ha fatto breccia nel vostro cuore evidentemente e per quest'oggi ognuno di noi si è voluto assegnare un donatore da interpretare ma soprattutto All'inizio, io ve lo continuo a dire, voi donate perché è importante che voi manteniate la stabilità economica di questo podcast perché adesso Mauro c'ha pure una bambina, l'abbiamo tirato fuori dallo scantinato, ma comunque 'sto ragazzo tiene famiglia, quindi è importante veramente che...I pannolini costano! I pannolini costano, i microfoni pure, quindi insomma è una cosa...Poi la bambina non potrà mica bere sempre solo latte, insomma.Esatto, a un certo punto pure la bambina...Poi alla bambina noi le possiamo anche far mangiare i libri di Zimo e Lugno e Macello.Sono finiti quelli! Quelli sono già finiti, con tre anni altri non so se insomma è una cosa da raccomandarsi.per me è un bel lavoro.Grazie quindi voglio dire donate perché è importante perché soprattutto ci fate percepire che eh che che ci siete oltre il gruppo Telegram le dediche che lasciate veramente sulle donazioni oltre ad avere un peso diverso perché chiaramente sono complimenti accompagnati da soldi e quindi generano proprio un effetto diverso su di noi soprattutto su Mauro che Cioè appunto ci fanno un sacco piacere insomma.Noi per queste poche puntate poi Mauro rimarrà chissà se lo accompagneremo ancora scoprirete vedrete e adesso andrei direttamente da Luca che si è preparato.Questa bravissima introduzione vediamo quali sono i donatori.Esatto.Allora il il primo donatore è Giuseppe Albrizio che ci offre quattro birre, ricordiamo che le birre sono a testa, quindi molto bravo e ci lascia un bellissimo messaggio che recita così "a prescindere dal fatto che la rubrica degli ammutinati mi fa scassare e che ovviamente è diventato uno dei miei obiettivi di vita parteciparvi" e qui forse potremmo..."sono convinto che questo di Brain Repo sia uno dei podcast più stimolanti, veri e sinceri termini di informazione sul mondo dei developers e dello sviluppo in generale.Sono molto felice di supportare questa realtà sperando di brindare un giorno con delle birre vere tutti insieme.Grazie Giuseppe! Ma grazie, grazie Giuseppe! Subito dopo abbiamo Beo Noazzo che ci offre una birra e cita un bel messaggio al contorno che dice "podcast splendido, tecnico ma piacevole discorsivo, correndo da un gruppo corredato, da un gruppo Telegram, croggiolo di professionalità e perché no amicizia.Sante parole, sante parole, grazie, grazie, grazie.Ah ma c'è un gruppo Telegram? Non lo sapevo.C'è un gruppo Telegram, non quello Discord mi raccomando, occhio, non cercare su Discord.C'è anche una donazione di Andrea Manelli che credo stia in realtà ascoltando il podcast sbagliato perché dice "podcast fatto da persone competenti" io mi dissocio.E appassionate però invece in questa cosa mi riconosco.Dice "a partire da Brain Repo passando per tutti gli ammutinati sempre piacevole e interessante sentirmi" quindi competente io non saprei ma sì, appassionati sicuramente sì e grazie molto per i complimenti.E poi abbiamo Sjnao che ci ha comprato una birra e io flexo durissimo perché il suo messaggio è "grazie a Leonardo per il consiglio riguardante Stack Overflow".Cosa avevo consigliato? Di andare su Stack Overflow ogni giorno e rispondere a una domanda su qualcosa di cui avete competenza.Aiutate la community, vengono i numerini, tutta la gamification, super figa, fatelo! Grazie, grazie a tutti ragazzi! e soprattutto donate, mi raccomando, non vi sentite insomma il peso sulla coscienza, cioè alleggeritevi, alleggerite la coscienza, alleggerite anche il portafoglio ragazzi.Poi diciamo anche come sul sito github.it c'è supporta github e poi da lì si seguono le istruzioni.Fatelo, dai, insomma, offrite caffè, birra a un sacco di persone che non se lo meritano, noi ce lo meritiamo.Esatto, e io come traghettatore, come un vero moderno e tecnico caronte, esatto, vi traghetto dalla parte dei donatori alla parte del Paese dei Balocchi.Eccoci qua il paese dei balocchi, ma quanto mi è mancato, quanto mi è mancato! Ormai ho ho davvero pochissimo tempo per andarmi a cercare i balocchi e come diceva Luca e dicevano tutti, in realtà nasce poi l'esigenza di fare cernita delle cose per ottimizzare al massimo il proprio tempo.E' il paese dei balocchi un po' questo.Abbiamo dei selezionatori d'eccellenza oggi, abbiamo Mattia, Alessio, Carmine, Andrea, Leonardo, Luca, quindi abbiamo un botto di cose interessante.Inizio col mio balocco.In realtà è un articolo scritto da...che ho trovato in questo sito, Mayo Clinic, immagino sia una clinica che si occupa di healthy e lifestyle, che in qualche modo ci dà delle dritte per riconoscerne il burnout, capirne le cause e per poi appunto andare a intervenire.Questo è molto interessante da leggere, lo si legge in veramente pochi pochi minuti ed è un balocco che secondo me ha un bel valore.Vi aggiungo molto rapidissimissimamente un altro piccolo balocchino e un libro si intitola "No hard feelings" che parla di come trattare le emozioni nel proprio posto del lavoro perché uno degli elementi che fa sì che il nostro equilibrio tra ciò che siamo, tra tutta la nostra vita e il nostro lavoro sia stabile e quello di saper gestire le proprie emozioni.Ne parliamo molto tempo fa in un episodio con Mattia parlando di Code Review e questo libro secondo me è un buon punto di partenza per avere una lettura, fare una lettura leggera visto che comunque è anche un libro illustrato quindi dove ci sono i disegnini per me i libri valgono la pena essere letti perché se ci sono troppe lettere e troppe parole tutte insieme potrebbero esserci dei problemi d'attenzione e niente, quindi buttateci un occhio, li trovate nell'area dei paesi dei balocchi Allora, poi vado io con il balocco, io ho sostanzialmente due balocchi il primo è un balocco consiglio, ovvero specialmente in questo periodo di smart working create una vostra routine, che sia mattutina, che sia diciamo per metà giornata, qualunque cosa.Create delle routine per far cominciare e far terminare la vostra giornata lavorativa.Specialmente se come me vivete in un appartamento che è grande quanto il bagno del vostro ex ufficio fisico avete bisogno di barriere tangibili per stabile quando comincia il vostro lavoro e quando finisce il vostro lavoro.E poi non lasciatevi andare.Se dovete lavorare, dovete lavorare vestiti, non lavorate in pigiama, non lavorate in ciabatte e tenete l'ambiente pulito.Dovete vivere e dovete lavorare in un posto che vi faccia sentire quanto più, diciamo, in un posto che sia confortevole, in un posto dove avete veramente voglia di lavorare.E poi, come barocco fisico, c'è questa piccola sveglia di Ikea che si chiama Clockis, che è sostanzialmente una sveglia ed è soprattutto un timer.Io uso questo timer quando lavoro per seguire la tecnica del pomodoro, quindi avere dei momenti di lavoro prestabiliti e dei momenti di pausa.Bene Carmine, grazie.Il mio balocco invece va completamente fuori tema, perché non mi volevo ammorbare troppo con il ritorno a questo tema, a questa sindrome, ma cercare di evadere con una lettura un po' differente.Quello che volevo consigliare è una bellissima newsletter, che è gestita da Luca Mezzalira, che sicuramente l'avrete già ascoltato nell'episodio 35 di di Gitbar, dove allora lavorava in Dazon, adesso si è spostata in AWS, ma diciamo da diverso tempo gestisco questa newsletter che io seguo con molta passione, perché di fatti la newsletter stessa si denomina come una newsletter scritta da architetti per architetti con passione.Trovo un sacco di bellissimi articoli collezionati da Luca settimanalmente mensilmente, oppure libri eccetera eccetera.Comunque davvero molto interessante sia per chi sia già un architetto del software, chi lo vorrebbe diventare, davvero un'ottima risorsa.Questa è la mia.I miei due balocchi.Il primo è una forza che non tutti sanno che nel network di StackX c'è anche una sezione dedicata al parenting, quindi ai genitori, dai neogenitori fino ai genitori degli adolescenti, ed è praticamente una stack overflow per genitori.Stesso identico sistema, meccanismo, ovviamente ci sono delle domande più assurde del tipo "che problemi c'ha mio figlio che mangia la sabbia?", a domande più serie, a volte più carine, a volte magari scrivendosi alle newsletter hai delle domande e studi le risposte che poi ti faranno comodo dopo qualche anno.Ovviamente a rispondere non sono programmatori, per fortuna, ma vedo che ci sono psicologi e quant'altro.Quindi, dalle risposte mi sono sempre sembrati abbastanza competenti e comunque da genitore si va sempre a tentativi, quindi uno ci si prova.E poiché sono sempre appunto il papà, un altro balocco è un piccolo libro che si può far leggere a un bambino dai 9 ai 10 anni in su, non è propriamente leggero, che è "The Game.Storie del mondo digitale per ragazzi avventurosi di Alessandro Baricco.È simpatico, praticamente fa un excursus della storia del computer, dai albori fino ad oggi.Simpatico, non è leggerissimo per bambini, però dai dieci anni in su va bene, per bambini piccoli intendo, però dai dieci anni in su va più che bene.Bene, invece io vorrei riprendere un attimo il tema che è stato citato più di una volta oggi, ne ha parlato anche Carmine nei suoi vlog, che è il tema della routine, che è uno strumento per me potentissimo per darsi un'ancora, appunto, per smettere di lavorare quando abbiamo quel problema che non riusciamo a staccare la testa.Per me, lungo tutto il 2020, ma anche prima, un'ancora gigantesca è stata usare un'app che si chiama Headspace, che è piuttosto famosa nel senso che fa del marketing, è anche abbastanza grosso, hanno anche una serie su Netflix da poco, e fondamentalmente è un'applicazione che serve come timer e tutorial per fare meditazione.È una roba che a me ha, lo dico candidamente, salvato la vita in più di un'occasione.Per tutto il 2020 io mi sono preso 5, 10, 15, 20 minuti all'inizio della giornata in cui tendenzialmente non facevo niente.Potrei stare qua a spiegarvi per un'ora come funziona la meditazione e non sarai neanche lontanamente in grado di trasmettervelo perché è una roba che, detta a parole, non funziona.Ma poi quando la fai per un po' invece sì.La cosa che mi ha veramente tenuto ancorato a Headspace è il fatto che ti dice per quanti giorni consecutivi hai meditato.Questa roba è potentissima nel darti l'ancora della routine, nel senso che dici "voglio poi anche agli achievement che si sbloccano a 30, 60, 90, 365 giorni".Io quando a fine 2020 ho sbloccato l'achievement dei 365 giorni consecutivi mi sono sentito tipo il re.Per cui ve la consiglio tantissimo.Costa un pochino, ma sono dei soldi investiti in maniera eccellente.Poi l'altro balocco è una autopromozione veramente senza vergogna, da parte mia, nel senso che quando non scrivo codice, non faccio questa cosa di GitBar, faccio anche il moderatore per dei panel con CodeMotion.Ne ho fatto uno, tra l'altro, con Leo e Andrea non tanto tempo fa, perché siamo sempre gli stessi quattro stronzi.Però ne ho fatto uno l'anno scorso che mi è piaciuto davvero tantissimo proprio sul tema del ruolo che hanno le emozioni nella vita di uno sviluppatore.E tra le cose che sono venute fuori c'è stato, per esempio, quello che abbiamo detto oggi sull'utilità gigante di parlare con un terapeuta nella vita di uno che usa la mente come muscolo principale del proprio lavoro.Ma ci sono stati veramente tanti temi che sono venuti fuori e secondo me, io l'ho rivisto anche di recente, è uno di quelle cose che puoi vedere e rigadere, e c'è veramente tanto contenuto sul tema delle emozioni.Non lo dico perché io ero un modellatore, perché alla fine io non ho neanche parlato, erano altri che parlavano, io facevo le domande.Io l'ho visto da remoto, panel top.Volevo fare un attimo una citazione sulla meditazione.Dovresti meditare 10 minuti al giorno, ma se non hai 10 minuti al giorno per meditare, dovresti meditare un'ora al giorno.Bellissimo.Spettacolo.Qualità.Vai Alessio.bella la bomba! Qualità! Vai Alessio! Allora io innanzitutto ringrazio Mattia per avermi invitato all'unico, cioè per avermi invitato solo una volta a un panel e quel panel era sul rompere produzione quindi insomma ha avuto anche un impatto molto positivo sulla mia carriera e e sulla quantità di contatti da parte di recruiter che ricevo ogni settimana.E a parte questo, riguardo il fatto che noi veniamo, insomma, il nostro muscolo principale che usiamo per lavorare il cervello, vi regalo una frase che può sembrare banale, ma secondo me non lo è, di un mio ex collega, e adesso di nuovo collega, eh che a cui sono veramente affezionato in una maniera quasi filiale che è Federico Caprari il quale ogni volta che eh che dice una una banalità eh la la la compagna lo riprende magari e il lui se la guarda e dice a me mi pagano per pensare e questo è assolutamente vero e quindi vi invito a dire a chi è intorno a voi che voi venite pagati per pensare perché perché è assolutamente vero.In realtà il balocco è un racconto che ho per voi.Io, quando sono stato in WoodSuite, ho appreso, diciamo, che WoodSuite lasciava ai propri sviluppatori il 10% del loro tempo lavorativo per sviluppare quello che glie pareva.Questa è una cosa interessantissima, perché si va a innestare molto bene con quello che abbiamo detto a inizio episodio, cioè sul fatto che il work-life balance in un mestiere come il nostro è molto difficile da raggiungere questo tipo di equilibrio.Per cui, secondo me, più che scendere le due cose e fare dei distinguo anche poco piacevoli per chi alla fine lo considera un hobby, C'è da lavorare in realtà sull'efficienza e sul concepire in maniera diversa le qualità di questi tempi, del tempo che noi dedichiamo a questo tipo di cose.Per cui, a me una cosa che ha salvato un sacco è stato poter dedicare il 10% del mio tempo lavorativo a cose anche tipo, mo' dirò un'esagerazione perché non è quasi mai stato così, però anche la Apache Foundation, ma anche a progetti più stupidotti che nel tempo lavorativo non potresti fare, esempio magari aziendali che ti permettono di provare tecnologie nuove, tool nuovi eccetera, strumenti di qualsiasi tipo.Questo chiaramente secondo me che cosa ti permette di fare, di tornare a casa dalla tua fidanzata e goderti il tempo con la tua fidanzata in maniera migliore, perché la sperimentazione che volevi fare quell'oretta di sera l'hai fatta al lavoro.A me personalmente ha salvato tanto la vita, era il 10% del tempo e noi lo concretizzavamo in un giorno, in un venerdì ogni due settimane, però personalmente ma ho fatto tanto e paradossalmente, siccome poi non è che c'hai tutto 'sto grande afà, in realtà ha influito pesantemente, in maniera super positiva sul nostro backlog del video tecnico, con delle soluzioni che non sono esattamente risolvi il bug e scrivici il test, quanto più strumenti per la gestione della coverage, instrumentazione del codice per capire dov'è che sbagli più spesso, cose del genere, che sono esattamente quelle cose che uno tenta di fare nel tempo libero, che il tuo capo ti dice sempre che non c'è tempo di fare, e quindi io vi regalo questa cosa.Voi sicuramente domani non ci riuscirete, la consistenza chiave, come dicono quelli bravi.Quindi andate dal vostro capo e chiedetegli il 10% o almeno il 5% di tempo lavorativo per fare cose assolutamente fuori dalla grazia del Dio e prima o poi troverete qualcuno, cambiando lavoro come spiegava Carmine anche, troverete qualcuno che ve lo fa fare e in realtà quello che ci guadagnerà davvero saranno i vostri datori del lavoro perché ci avranno un dipendente molto più impegnato su quello che sta facendo, molto più motivato e con un prodotto con molti meno bug alla fine dell'anno.Tra l'altro il selling point facile di questa cosa, almeno come io l'ho venduta al mio team, è che tanto il venerdì pomeriggio non si rilascia, quindi il venerdì pomeriggio tanto vale che uno si mette a lavorare su quello che gli pare.Esatto.Concludo io.Io ho un balocco che è un articolo che si chiama "GTD in 15 minutes".GTD è una..."Getting Things Done" è una...un framework per fare le cose, per organizzarvi la giornata e il tempo.Qui c'è un riassunto che potete leggere in 15 minuti, che secondo me è molto meglio per iniziare rispetto a leggere il libro completo.Anche perché con queste tecnologie, con questi framework, spesso la soluzione che va bene per voi non è quella che leggete sul libro, ma è un adattamento, dovete adattarle.Quindi meglio perdere meno tempo cercando di capire i concetti fondamentali e poi cercare di adattarli alla propria vita.Quindi questo è il mio balocco.Credo che ognuno di noi ha condiviso qualcosa di veramente bello e me li andrò a recuperare tutti, sappiatelo.Anche questo episodio è ormai giunto al termine.Abbiamo raggiunto un'ora e mezza, però se volete ripartiamo da capo.abbiamo giusto nel nostro backlog di argomenti da trattare qualcosa tipo un altro macro argomento da da snocciolare ma che teniamo caldo per un prossimo episodio.Io voglio salutarvi con questa piccola riflessione non è preparata quindi come sempre zapperò al posto di parlare ma ormai ci siete abituati.Quando è nato Gitbar, i primi mesi io ho registrato gli episodi dei posti più improponibili perché avevo dei problemi familiari, avevo un'amica che ci stava lasciando e quindi registravo dalla macchina, registravo dall'ospedale dopo un anno è successo qualcosa di simile, però questa volta ho avuto degli amici ho avuto la community che si è impossessata di Gitbar e gli ha dato una vita nuova, una faccia nuova, una faccia molto più bella.Ecco, la community, il valore delle persone che ti stanno accanto, è quello, il vero valore di quello che facciamo tutti i giorni.Quindi ritornare a guardarsi attorno a chi c'hai accanto per riconoscere quel valore che ti rende migliore.e per questo devo ringraziare tutti Luca, Leonardo, Andrea, Carmine, Alessio, Mattia grazie di cuore per quello che avete fatto questi mesi e sappiate che se prima sono stato io in cantina ormai vi terrò ostaggio di GITBAR, sarete presenza fissa, poi ci organizzeremo perché faremo costantemente degli episodi tutti insieme perché Gitbar è questo, è un bar dove ci si confronta.Quindi grazie, grazie, grazie di cuore perché oltre a una community siete stati degli amici, grazie.E grazie a tutti quelli che hanno scritto, che mi hanno scritto in questi giorni chiedendo che fine ha fatto Brain Repo.Grazie, grazie davvero di cuore a tutti.Oggi voglio lasciarvi però con il mio vero balocco.Sono stato un impostore, il mio balocco precedente era finto, nel senso è un articolo bellissimo ma non era il mio balocco.Vi supplico, la cosa che vi suggerisco adesso è un libro, è un libro che ha un racconto fondamentalmente.Il racconto è una pagina e questo racconto mi è stato suggerito dalla mia amica poetessa, ne ho parlato diverse volte su Gitbar che è quella che poi è andata via quando Gitbar stava nascendo, che ci ha lasciato.Però è un libro che parla proprio dell'argomento che abbiamo trattato oggi, cioè del rieimpossessarsi della propria anima.Vi leggo giusto un piccolo inciso."La diagnosi è chiara.Il paziente ha perduto la propria anima.La cura è unica, ma non offre risultati certi.Lei deve trovarsi un posto tutto suo, sedersi tranquillo e aspettare la sua anima, perché i tempi dell'anima sono diversi dai nostri tempi".Vi ripeto, è una paginetta, ma è una paginetta talmente pregna di significato e di emozioni che secondo me vale la pena leggere.Quindi il libro, prima di dimenticarmi...uh, è sparito il mouse prima di dimenticarmi il titolo è "L'anima perduta" ve lo metto nel...nelle note degli episodi è un libro illustrato dove c'è solo una paginetta di testo quindi mi raccomando prendetelo e leggetelo perché è una di quelle lezioni di vita che difficilmente si dimenticano detto questo io ringrazio di nuovo i miei grandissimi cost, grazie di cuore e noi ci diamo appuntamento alla prossima settimana da come direbbe un podcast più famoso di Gitbar, uno studio distribuito in tutta Europa alla prossima ciao ciao ciao ciao ciao ciao Gitbar il circolo dei full stack developer una volta a settimana ci troviamo davanti a due birre e con Brain Repo parliamo di linguaggi e tecniche di sviluppo web, di metodologie e di strumenti immancabili nella cassetta degli attrezzi dei Full Stack Dev.[Musica] [Musica] [Risate] [Musica]